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		<title>Ex Ilva, 600 lavoratori esclusi dal processo Ambiente Svenduto e raggiunti da cartelle da 3mila euro. CGIL e FIOM: «Da vittime a colpevoli»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 16:53:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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<p>Prima il riconoscimento di un risarcimento provvisorio di 5mila euro, poi l&#8217;esclusione dal processo e, infine, l&#8217;arrivo di cartelle esattoriali con richieste di pagamento di circa 3mila euro. È la vicenda che coinvolge circa&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-group has-medium-font-size"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p>Prima il riconoscimento di un risarcimento provvisorio di 5mila euro, poi l&#8217;esclusione dal processo e, infine, l&#8217;arrivo di cartelle esattoriali con richieste di pagamento di circa 3mila euro. È la vicenda che coinvolge circa 600 lavoratori dell&#8217;ex Ilva di Taranto, costituitisi parte civile nel processo Ambiente Svenduto, e sulla quale CGIL e FIOM chiedono ora chiarimenti.<span id="more-154512"></span></p>
<p>Una storia giudiziaria complessa che, secondo le organizzazioni sindacali, rischia di trasformare in debitori dello Stato proprio quei lavoratori che avevano deciso di partecipare al procedimento come presunte vittime dei reati contestati.</p>
<p>Tutto ha inizio nel 2014, quando circa 600 dipendenti dello stabilimento siderurgico, insieme alla FIOM CGIL e alla CGIL di Taranto, si costituiscono parte civile nel maxi-processo nato dall&#8217;inchiesta della Procura sul presunto disastro ambientale e sanitario legato alla gestione dell&#8217;ex Ilva.</p>
<p>In primo grado, la Corte d&#8217;Assise di Taranto pronuncia condanne e confische, riconoscendo anche una provvisionale di 5mila euro a ciascuno dei lavoratori costituiti parte civile. Quel riconoscimento, tuttavia, non si traduce nel pagamento delle somme.</p>
<p>Nel settembre 2024, infatti, il procedimento viene trasferito a Potenza per un vizio di competenza territoriale, con la conseguente necessità di ripartire sul piano processuale.</p>
<p>È a questo punto che nasce il contenzioso sulla posizione dei lavoratori. Secondo i loro legali, le costituzioni di parte civile avrebbero dovuto mantenere efficacia anche davanti al nuovo giudice, in applicazione del principio di immanenza, secondo cui la costituzione di parte civile conserva i propri effetti nel corso del procedimento.</p>
<p>Il GIP di Potenza, invece, dichiara inefficaci quelle costituzioni perché non rinnovate nel nuovo processo, determinando l&#8217;esclusione dei lavoratori.</p>
<p>I legali presentano quindi ricorso in Cassazione, ritenendo la decisione abnorme. La Suprema Corte, pur rilevando che l&#8217;ordinanza si discosta dai principi giurisprudenziali in materia senza fornire argomentazioni pienamente convincenti, non riconosce il carattere di abnormità del provvedimento impugnato.</p>
<p>La conseguenza, secondo quanto denunciato dai sindacati, è che i circa 600 lavoratori restano fuori dal processo e si trovano ora a fare i conti anche con richieste di pagamento di circa 3mila euro.</p>
<p>Le cartelle esattoriali avrebbero già raggiunto pensionati, cassintegrati e lavoratori licenziati, aggravando una situazione economica e occupazionale già segnata dalla crisi dello stabilimento siderurgico.</p>
<p>Il nodo sul quale CGIL e FIOM chiedono chiarimenti riguarda soprattutto le modalità di applicazione delle somme richieste. Secondo le organizzazioni sindacali, infatti, la pronuncia della Cassazione prevede un obbligo di pagamento in solido, circostanza che non equivarrebbe automaticamente a un importo di 3mila euro dovuto individualmente da ciascuno dei circa 600 ricorrenti.</p>
<p>Per chiarire la questione, i sindacati hanno presentato richieste di delucidazioni all&#8217;Agenzia delle Entrate-Riscossione e a Equitalia Giustizia, dalle quali, al momento della diffusione della nota, non era ancora arrivato un riscontro.</p>
<p>A intervenire sono Giovanni D&#8217;Arcangelo, segretario generale della CGIL Taranto, e Francesco Brigati, segretario generale della FIOM CGIL Taranto.</p>
<p>«Quei lavoratori non possono pagare, non possono essere condannati – dichiarano i due rappresentanti sindacali – perché tutto ciò rappresenterebbe un tragico paradosso che trasformerebbe le vittime in colpevoli».</p>
<p>La vicenda resta dunque aperta, soprattutto sul piano delle conseguenze economiche per i lavoratori. La richiesta dei sindacati è fare chiarezza sulla natura e sulla ripartizione degli importi, evitando che una controversia processuale si traduca in un ulteriore peso per centinaia di famiglie già coinvolte nella crisi dell&#8217;ex Ilva.</p>
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		<title>Sanità pugliese, sindacato contro la manovra: «Risorse inadeguate». Sciopero il 20 novembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 16:39:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
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<p>Duecento milioni di euro in più per la sanità pugliese, ma ne servirebbero circa 250 soltanto per coprire i rinnovi contrattuali del personale sanitario. È da questo squilibrio che parte l&#8217;allarme della FP CGIL&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-group has-medium-font-size"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p>Duecento milioni di euro in più per la sanità pugliese, ma ne servirebbero circa 250 soltanto per coprire i rinnovi contrattuali del personale sanitario. È da questo squilibrio che parte l&#8217;allarme della FP CGIL Puglia, <span id="more-154510"></span>secondo cui le risorse previste dalla manovra economica sarebbero insufficienti a sostenere il Servizio sanitario regionale, con il rischio di aggravare i disavanzi e compromettere l&#8217;offerta di prestazioni ai cittadini.</p>
<p>A denunciare la situazione sono il segretario generale regionale Gino Lonigro e la segretaria regionale Ileana Remini, che riprendono le preoccupazioni espresse a livello nazionale dal segretario generale della categoria, Federico Bozzanca.</p>
<p>Secondo il sindacato, i 200 milioni aggiuntivi destinati alla Puglia non basterebbero neppure a finanziare gli adeguamenti retributivi previsti dai rinnovi contrattuali del comparto sanitario e della dirigenza medica, lasciando di fatto senza margini gli investimenti necessari per migliorare servizi, strutture e tecnologie.</p>
<p>«L&#8217;ennesima integrazione parziale da parte dello Stato non salverà la sanità pugliese», sostiene la FP CGIL, che teme un progressivo peggioramento dei conti e delle condizioni operative delle strutture pubbliche.</p>
<h3>In Puglia il 10,4% dei cittadini rinuncia alle cure</h3>
<p>A rendere ancora più preoccupante il quadro, secondo il sindacato, sono i dati della Fondazione GIMBE sulla rinuncia alle prestazioni sanitarie.</p>
<p>In Puglia il 10,4% della popolazione ha rinunciato ad almeno una visita specialistica o prestazione sanitaria, una percentuale superiore alla media nazionale del 9,6%.</p>
<p>Un fenomeno legato non soltanto alle difficoltà economiche delle famiglie, ma anche ai tempi di attesa, che possono spingere chi dispone delle risorse necessarie a rivolgersi alla sanità privata, mentre altri cittadini finiscono per rinunciare alle cure.</p>
<h3>I rischi per ospedali, personale e liste d&#8217;attesa</h3>
<p>La FP CGIL individua diverse possibili conseguenze della carenza di finanziamenti. Tra queste, il ridimensionamento dei presidi ospedalieri e dei servizi territoriali, l&#8217;accorpamento di reparti e il rallentamento delle assunzioni.</p>
<p>Il sindacato teme inoltre che le difficili condizioni di lavoro possano accentuare la fuoriuscita di medici, infermieri e operatori sociosanitari verso il settore privato o altre regioni, aggravando la carenza di personale.</p>
<p>A risentirne sarebbero soprattutto i cittadini, con il rischio di liste d&#8217;attesa ancora più lunghe, maggiori difficoltà nell&#8217;accesso alle prestazioni e un aumento dei pazienti costretti a rivolgersi a strutture sanitarie fuori regione.</p>
<p>Tra le preoccupazioni espresse figura anche la possibilità che eventuali disavanzi si traducano in una maggiore pressione fiscale o in un incremento della compartecipazione alla spesa sanitaria.</p>
<p>Si tratta di scenari prospettati dal sindacato, non di tagli o aumenti già deliberati.</p>
<h3>Sciopero e manifestazione a Bari il 20 novembre</h3>
<p>Per la FP CGIL Puglia è necessario un intervento strutturale sul finanziamento della sanità pubblica, capace di garantire sia il rinnovo dei contratti sia il potenziamento dell&#8217;assistenza.</p>
<p>«I bilanci non si possono far quadrare sulla pelle degli operatori sanitari e a scapito delle cure dei cittadini pugliesi», dichiarano Lonigro e Remini, richiamando il diritto costituzionale alla salute.</p>
<p>La mobilitazione culminerà il prossimo 20 novembre con uno sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della FP CGIL e una manifestazione regionale a Bari.</p>
<p>L&#8217;obiettivo dichiarato è richiamare l&#8217;attenzione del Governo sulle risorse destinate al sistema sanitario e sulle conseguenze che, secondo il sindacato, finanziamenti insufficienti potrebbero avere sulla qualità e sull&#8217;accessibilità delle cure in Puglia.</p>
</div></div>





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		<title>Asl Taranto, specialisti ambulatoriali in stato di agitazione: stop alle prestazioni aggiuntive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 16:22:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Asl Taranto]]></category>
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<p>Stato di agitazione degli specialisti ambulatoriali dell&#8217;Asl di Taranto e stop alle disponibilità per le prestazioni aggiuntive. È la decisione annunciata dalla UIL FP Taranto e dal Coordinamento Nazionale UIL FP Area SAI (Specialistica&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-group has-medium-font-size"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p>Stato di agitazione degli specialisti ambulatoriali dell&#8217;Asl di Taranto e stop alle disponibilità per le prestazioni aggiuntive. È la decisione annunciata dalla UIL FP Taranto e dal Coordinamento Nazionale UIL FP Area SAI (Specialistica Ambulatoriale Interna),<span id="more-154507"></span> che contestano al nuovo direttore generale dell&#8217;azienda sanitaria, Vito Bavaro, la mancata convocazione di un incontro richiesto per affrontare le criticità della categoria.</p>
<p>Alla base della protesta, secondo quanto riferito dal sindacato, ci sarebbe l&#8217;assenza di risposte alle ripetute richieste di confronto, tra cui quella formalizzata con una nota protocollata il 21 ottobre scorso.</p>
<p>Una situazione che la UIL FP considera particolarmente penalizzante, dal momento che la nuova direzione aziendale avrebbe già avviato interlocuzioni con altre organizzazioni sindacali e figure professionali dell&#8217;Asl.</p>
<p>A spiegare le ragioni della mobilitazione sono Giovanni Maldarizzi, segretario generale territoriale della UIL FP Taranto, e Pier Luigi Patrono, coordinatore nazionale UIL FP Area SAI.</p>
<p>«Non si possono pretendere risultati concreti sull&#8217;abbattimento delle liste d&#8217;attesa senza ascoltare chi, ogni giorno negli ambulatori e nei presidi di prossimità, contribuisce in prima linea a ridurle», dichiarano i due rappresentanti sindacali.</p>
<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;incontro richiesto, precisano, era presentare le problematiche del settore e avviare un percorso di collaborazione con la nuova direzione, soprattutto alla luce del ruolo che la specialistica ambulatoriale riveste nell&#8217;organizzazione dell&#8217;assistenza territoriale.</p>
<p>«Il confronto sindacale non è una concessione discrezionale o una mera formalità di facciata, ma l&#8217;unico strumento per costruire relazioni corrette e affrontare i nodi organizzativi del servizio sanitario», aggiungono Maldarizzi e Patrono, sottolineando come l&#8217;assenza di dialogo possa incidere anche sulla qualità dell&#8217;assistenza.</p>
<p>La protesta avrà conseguenze immediate sull&#8217;organizzazione delle attività: gli specialisti, secondo quanto annunciato dalla UIL FP, garantiranno esclusivamente le prestazioni previste dall&#8217;accordo convenzionale, senza offrire ulteriori disponibilità straordinarie o svolgere attività extra-contrattuali.</p>
<p>Una decisione che potrebbe incidere sulla possibilità di incrementare l&#8217;offerta di visite specialistiche attraverso prestazioni aggiuntive, in un settore particolarmente importante per il contenimento delle liste d&#8217;attesa. Il comunicato, tuttavia, non quantifica le eventuali ripercussioni sui servizi.</p>
<p>Nonostante la proclamazione dello stato di agitazione, la UIL FP ribadisce la disponibilità a un confronto costruttivo e sollecita una tempestiva convocazione da parte della direzione generale, con l&#8217;obiettivo di affrontare le criticità organizzative nell&#8217;interesse degli operatori sanitari e dei pazienti.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority='high' width="1024" height="681" src="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/asl-taranto.webp" alt="" class="wp-image-154508" srcset="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/asl-taranto.webp 1024w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/asl-taranto-300x200.webp 300w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/asl-taranto-768x511.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>San Donaci, lavoratori irregolari e anomalie nei pagamenti elettronici: nei guai una pizzeria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 16:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[San Donaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.rtmweb.it/san-donaci-lavoratori-irregolari-e-anomalie-nei-pagamenti-elettronici-nei-guai-una-pizzeria/">San Donaci, lavoratori irregolari e anomalie nei pagamenti elettronici: nei guai una pizzeria</a><br />
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<p>Due lavoratori in nero e irregolarità nel collegamento tra registratore di cassa e dispositivi di pagamento elettronico. È quanto emerso da un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza in una pizzeria di San Donaci,&#46;&#46;&#46;</p>
<p><a href="https://www.rtmweb.it/san-donaci-lavoratori-irregolari-e-anomalie-nei-pagamenti-elettronici-nei-guai-una-pizzeria/">San Donaci, lavoratori irregolari e anomalie nei pagamenti elettronici: nei guai una pizzeria</a><br />
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<p>Due lavoratori in nero e irregolarità nel collegamento tra registratore di cassa e dispositivi di pagamento elettronico. È quanto emerso da un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza in una pizzeria di San Donaci, in provincia di Brindisi, durante i festeggiamenti del 31 ottobre.<span id="more-154504"></span></p>
<p>L&#8217;intervento è stato condotto dai finanzieri della Compagnia di San Pietro Vernotico nell&#8217;ambito del rafforzamento delle attività di vigilanza disposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi, con particolare attenzione alla tutela dei lavoratori e al rispetto degli obblighi fiscali.</p>
<p>Durante l&#8217;ispezione, le Fiamme Gialle hanno individuato due persone impiegate nell&#8217;attività senza la prevista comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro.</p>
<p>Dopo aver identificato i lavoratori, i militari hanno trasmesso una segnalazione all&#8217;Ispettorato del Lavoro di Brindisi per gli adempimenti relativi al recupero dei contributi previdenziali e assicurativi non versati e per l&#8217;eventuale sospensione dell&#8217;attività imprenditoriale.</p>
<p>Il controllo ha inoltre fatto emergere un&#8217;ulteriore irregolarità: il mancato collegamento del registratore telematico di cassa con i dispositivi utilizzati per i pagamenti elettronici.</p>
<p>Per questa violazione, secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, è prevista una sanzione amministrativa compresa tra 1.000 e 4.000 euro.</p>
<p>L&#8217;operazione rientra nel programma ordinario di controlli condotto dalle Fiamme Gialle nel territorio provinciale, finalizzato a contrastare il lavoro irregolare e a verificare il rispetto degli obblighi previsti per le attività commerciali.</p>
<p> </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="831" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Guardia-di-Finanza-San-Pietro-Vernotico-1024x831.webp" alt="" class="wp-image-154505" srcset="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Guardia-di-Finanza-San-Pietro-Vernotico-1024x831.webp 1024w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Guardia-di-Finanza-San-Pietro-Vernotico-300x244.webp 300w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Guardia-di-Finanza-San-Pietro-Vernotico-768x624.webp 768w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Guardia-di-Finanza-San-Pietro-Vernotico-1536x1247.webp 1536w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Guardia-di-Finanza-San-Pietro-Vernotico.webp 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p><a href="https://www.rtmweb.it/san-donaci-lavoratori-irregolari-e-anomalie-nei-pagamenti-elettronici-nei-guai-una-pizzeria/">San Donaci, lavoratori irregolari e anomalie nei pagamenti elettronici: nei guai una pizzeria</a><br />
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		<title>Manduria, più sicurezza nel centro storico: vigilanza nei weekend fino all&#8217;Epifania. Servizio affidato ad una società privata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 15:14:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Manduria]]></category>
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<p>Un presidio serale e notturno nel centro storico di Manduria per prevenire schiamazzi, atti vandalici e comportamenti molesti, tutelando la tranquillità dei residenti senza penalizzare le attività commerciali e i luoghi di aggregazione. È&#46;&#46;&#46;</p>
<p><a href="https://www.rtmweb.it/manduria-piu-sicurezza-nel-centro-storico-vigilanza-nei-weekend-fino-allepifania-servizio-affidato-ad-una-societa-privata/">Manduria, più sicurezza nel centro storico: vigilanza nei weekend fino all&#8217;Epifania. Servizio affidato ad una società privata</a><br />
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.rtmweb.it/manduria-piu-sicurezza-nel-centro-storico-vigilanza-nei-weekend-fino-allepifania-servizio-affidato-ad-una-societa-privata/">Manduria, più sicurezza nel centro storico: vigilanza nei weekend fino all&#8217;Epifania. Servizio affidato ad una società privata</a><br />
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<div class="wp-block-group has-medium-font-size"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p>Un presidio serale e notturno nel centro storico di Manduria per prevenire schiamazzi, atti vandalici e comportamenti molesti, tutelando la tranquillità dei residenti senza penalizzare le attività commerciali e i luoghi di aggregazione.<span id="more-154499"></span></p>
<p>È l&#8217;iniziativa disposta dall&#8217;Amministrazione comunale per rafforzare la sicurezza urbana durante i fine settimana e nel periodo delle festività natalizie.</p>
<p>Il provvedimento prevede l&#8217;attivazione di un servizio di vigilanza non armata dal 1° novembre 2026 al 6 gennaio 2027, con uno stanziamento complessivo di 6mila euro, IVA inclusa.</p>
<p>L&#8217;intervento nasce dalle criticità che, secondo quanto riportato nell&#8217;atto comunale, si registrano soprattutto nelle ore serali e notturne, quando il centro storico diventa punto di ritrovo per numerosi cittadini e visitatori. Tra le problematiche segnalate figurano disturbi alla quiete pubblica, difficoltà legate alla viabilità e comportamenti contrari al decoro urbano.</p>
<h3>Presidio dalle 19 all&#8217;una di notte</h3>
<p>Il servizio sarà organizzato nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, dalle ore 19 alle ore 01, secondo un calendario concordato con il Comando di Polizia Locale.</p>
<p>Gli operatori presidieranno le zone maggiormente frequentate, svolgendo attività di osservazione e deterrenza visiva. Particolare attenzione sarà riservata anche alla salvaguardia dei monumenti e del patrimonio storico-artistico cittadino.</p>
<p>Non si tratterà di un servizio sostitutivo delle forze dell&#8217;ordine. Il personale incaricato non avrà poteri di polizia, ma potrà fornire informazioni ai cittadini e segnalare tempestivamente eventuali situazioni critiche alla Polizia Locale e agli altri organi competenti.</p>
<h3>Affidamento a una società privata</h3>
<p>Per lo svolgimento delle attività, il Comune ha individuato la società NCS Security, con sede legale a Napoli e sede operativa a Mornago, in provincia di Varese.</p>
<p>L&#8217;affidamento diretto è subordinato alla verifica dei requisiti professionali e delle autorizzazioni previste dalla normativa, oltre che al perfezionamento della procedura.</p>
<p>Le risorse necessarie sono state individuate attraverso un prelevamento dal fondo di riserva, disposto dalla Giunta comunale.</p>
<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;iniziativa è favorire una convivenza equilibrata tra la vivacità del centro storico e il diritto dei residenti alla tranquillità, migliorando la vivibilità degli spazi pubblici in un periodo caratterizzato da una maggiore frequentazione serale.</p>
</div></div>





<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="786" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/centro-storico-Manduria-1024x786.webp" alt="" class="wp-image-154501" srcset="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/centro-storico-Manduria-1024x786.webp 1024w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/centro-storico-Manduria-300x230.webp 300w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/centro-storico-Manduria-768x590.webp 768w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/centro-storico-Manduria.webp 1037w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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		<title>Macellaio svolgeva mansioni superiori a quelle riconosciute: il Tribunale di Taranto gli assegna 26mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 14:43:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
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<p>Svolgeva mansioni da macellaio specializzato, ma il suo inquadramento contrattuale non riconosceva le effettive competenze e responsabilità. Ora il Tribunale del Lavoro di Taranto gli ha riconosciuto circa 24mila euro di differenze retributive, oltre&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-group has-medium-font-size"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p>Svolgeva mansioni da macellaio specializzato, ma il suo inquadramento contrattuale non riconosceva le effettive competenze e responsabilità. Ora il Tribunale del Lavoro di Taranto gli ha riconosciuto circa 24mila euro di differenze retributive, oltre a 2mila euro di differenze sul trattamento di fine rapporto (TFR).<span id="more-154496"></span></p>
<p>È il risultato ottenuto da un lavoratore impiegato nel reparto macelleria di un&#8217;importante catena della grande distribuzione, assistito dalla FILCAMS CGIL di Taranto attraverso l&#8217;avvocata Ester Spada.</p>
<p>Al centro della controversia, la differenza tra le mansioni formalmente previste dal contratto e quelle concretamente svolte dal dipendente.</p>
<p>Secondo quanto evidenziato dal sindacato, infatti, un conto è occuparsi della semplice sistemazione dei prodotti nei banchi frigoriferi, altro è svolgere tutte le attività proprie di un macellaio specializzato, dalla preparazione e lavorazione della carne alla pulizia, alla disossatura e al riconoscimento anatomico dei diversi tagli.</p>
<p>Operazioni che richiedono competenze tecniche, esperienza, autonomia e responsabilità, oltre a un maggiore impegno fisico.</p>
<p>La sentenza ha riconosciuto, nel caso esaminato, il diritto del lavoratore a un trattamento economico corrispondente alle mansioni effettivamente svolte.</p>
<p>«Può dirsi raggiunto un risultato importante per la categoria in quanto valorizza le reali competenze tecniche, l’esperienza e l’autonomia degli addetti con conseguenze non solo sugli aspetti retributivi ma anche in tema di professionalità e, in generale, di dignità del lavoro», commenta l&#8217;avvocata Ester Spada, che ha seguito il ricorso per conto della FILCAMS CGIL.</p>
<p>La vicenda potrebbe avere rilievo anche per altri lavoratori del settore, pur trattandosi di una decisione riferita a uno specifico rapporto di lavoro e non automaticamente applicabile ad altri dipendenti.</p>
<p>Secondo il sindacato, infatti, il mancato riconoscimento delle mansioni superiori rappresenterebbe una problematica diffusa nella grande distribuzione organizzata.</p>
<p>«Parliamo di una platea potenziale di circa 500 addetti in tutta la Puglia – spiega Serena De Siena, componente della segreteria FILCAMS CGIL di Taranto – lavoratori che seppur impiegati in toto e con mansioni superiori continuano ad essere sottopagati e non riconosciuti».</p>
<p>La FILCAMS CGIL considera dunque la pronuncia del Tribunale di Taranto un risultato significativo nella propria azione contro il lavoro sottopagato e per il riconoscimento delle professionalità, con particolare attenzione alla corrispondenza tra attività effettivamente svolte, livelli contrattuali e retribuzioni.</p>
<p> </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="576" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/macellaio-al-lavoro-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-154497" srcset="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/macellaio-al-lavoro-1024x576.webp 1024w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/macellaio-al-lavoro-300x169.webp 300w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/macellaio-al-lavoro-768x432.webp 768w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/macellaio-al-lavoro-1536x864.webp 1536w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/macellaio-al-lavoro.webp 1672w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Maxi sequestro nel porto di Bari: fermati 78 mila prodotti non conformi destinati al mercato italiano. Video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Quaranta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 12:01:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.rtmweb.it/maxi-sequestro-nel-porto-di-bari-fermati-78-mila-prodotti-non-conformi-destinati-al-mercato-italiano-video/">Maxi sequestro nel porto di Bari: fermati 78 mila prodotti non conformi destinati al mercato italiano. Video</a><br />
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<p>Avrebbero potuto portare a conseguenze anche gravi per i consumatori i 78.027 articoli elettrici e di bigiotteria sequestrati nel porto di Bari dai finanzieri del II Gruppo della Guardia di Finanza, in collaborazione con&#46;&#46;&#46;</p>
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<p class="has-medium-font-size">Avrebbero potuto portare a conseguenze anche gravi per i consumatori i 78.027 articoli elettrici e di bigiotteria sequestrati nel porto di Bari dai finanzieri del II Gruppo della Guardia di Finanza, in collaborazione con i funzionari dell&#8217;Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.</p>



<span id="more-154492"></span>



<p class="has-medium-font-size">Il carico, costituito da prodotti di origine cinese provenienti dalla Grecia e destinati al mercato nazionale, è stato individuato nell&#8217;ambito delle attività quotidiane di controllo sulle merci in ingresso nel territorio dello Stato. Le operazioni sono scattate a seguito di mirate analisi del rischio finalizzate a contrastare traffici illeciti e l&#8217;immissione in commercio di prodotti non conformi alla normativa vigente.<br>L&#8217;attenzione degli operatori si è concentrata su un automezzo che trasportava merce di varia tipologia. I successivi approfondimenti hanno consentito di accertare che numerosi articoli non rispettavano gli standard di sicurezza previsti dalla legislazione europea.<br>Particolare preoccupazione ha riguardato i prodotti elettrici. Secondo quanto emerso dalle verifiche, la mancanza dei requisiti richiesti avrebbe potuto esporre gli utilizzatori a rischi significativi quali scosse elettriche, surriscaldamenti, cortocircuiti e persino incendi, con possibili danni a persone e beni.<br>Non meno rilevanti i rischi connessi agli articoli di bigiotteria. La non conformità alle norme di settore potrebbe infatti comportare la presenza o il rilascio di sostanze potenzialmente dannose per la salute, tra cui metalli presenti in concentrazioni superiori ai limiti consentiti, con possibili effetti quali irritazioni cutanee e reazioni allergiche.<br>Al termine delle verifiche, l&#8217;intero carico è stato posto sotto sequestro. Il responsabile è stato denunciato all&#8217;Autorità giudiziaria con l&#8217;ipotesi di reato relativa all&#8217;immissione sul mercato di prodotti pericolosi.<br>L&#8217;operazione conferma il ruolo strategico dei controlli doganali nella tutela della salute pubblica, della sicurezza dei consumatori e della regolarità degli scambi commerciali. Determinante, ancora una volta, la collaborazione tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che grazie a specifiche metodologie di analisi del rischio riescono a intercettare le spedizioni maggiormente sospette lungo le rotte del commercio internazionale.</p>



<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-154493" src="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/02112026_045503_foto-2-1024x576.webp" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/02112026_045503_foto-2-1024x576.webp 1024w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/02112026_045503_foto-2-300x169.webp 300w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/02112026_045503_foto-2-768x432.webp 768w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/02112026_045503_foto-2-1536x864.webp 1536w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/02112026_045503_foto-2.webp 1919w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><a href="https://www.rtmweb.it/maxi-sequestro-nel-porto-di-bari-fermati-78-mila-prodotti-non-conformi-destinati-al-mercato-italiano-video/">Maxi sequestro nel porto di Bari: fermati 78 mila prodotti non conformi destinati al mercato italiano. Video</a><br />
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		<item>
		<title>Ritrovamenti archeologici e parco eolico, l&#8217;Archeoclub di Manduria accoglie con favore gli ultimi sviluppi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Quaranta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 10:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Manduria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.rtmweb.it/ritrovamenti-archeologici-e-parco-eolico-larcheoclub-di-manduria-accoglie-con-favore-gli-ultimi-sviluppi/">Ritrovamenti archeologici e parco eolico, l&#8217;Archeoclub di Manduria accoglie con favore gli ultimi sviluppi</a><br />
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<p>L&#8217;Archeoclub d&#8217;Italia di Manduria, guidato dalla presidente Anna Maria D&#8217;Andria, esprime soddisfazione per due importanti novità che riguardano il territorio cittadino: i recenti ritrovamenti archeologici emersi nell&#8217;area del Parco Archeologico e lo stop al&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.rtmweb.it/ritrovamenti-archeologici-e-parco-eolico-larcheoclub-di-manduria-accoglie-con-favore-gli-ultimi-sviluppi/">Ritrovamenti archeologici e parco eolico, l&#8217;Archeoclub di Manduria accoglie con favore gli ultimi sviluppi</a><br />
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<p class="has-medium-font-size">L&#8217;Archeoclub d&#8217;Italia di Manduria, guidato dalla presidente Anna Maria D&#8217;Andria, esprime soddisfazione per due importanti novità che riguardano il territorio cittadino: i recenti ritrovamenti archeologici emersi nell&#8217;area del Parco Archeologico e lo stop al progetto del parco eolico denominato &#8220;Manduria&#8221;.</p>



<span id="more-154411"></span>



<p class="has-medium-font-size">Secondo l&#8217;associazione, gli esiti degli scavi condotti dalla Soprintendenza rappresentano un segnale incoraggiante per il futuro della ricerca archeologica locale. L&#8217;Archeoclub sottolinea come una parte significativa dell&#8217;area di interesse storico, pur sottoposta a vincolo, si trovi ancora al di fuori del Parco Archeologico, in terreni privati e spesso in condizioni di abbandono. I nuovi reperti rinvenuti, viene evidenziato, contribuiscono ad arricchire le conoscenze sul mondo messapico, offrendo nuovi elementi di studio sulla lingua, la cultura e le divinità di uno dei popoli più importanti dell&#8217;antica Puglia.</p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;associazione auspica inoltre che l&#8217;amministrazione comunale continui a investire nella valorizzazione del patrimonio archeologico, promuovendo ulteriori attività di ricerca e rafforzando la collaborazione con il mondo accademico.</p>



<p class="has-medium-font-size">Positivo, secondo l&#8217;Archeoclub, anche l&#8217;esito relativo al progetto del parco eolico &#8220;Manduria&#8221;. L&#8217;associazione ricorda di aver seguito la vicenda fin dalle prime fasi, partecipando al confronto con i promotori dell&#8217;iniziativa e con gli enti competenti, sia a livello locale che nazionale. Insieme all&#8217;associazione Artilibrio, l&#8217;Archeoclub aveva evidenziato le possibili criticità che un insediamento industriale di tale portata avrebbe potuto determinare sul paesaggio e sul patrimonio territoriale.</p>



<p class="has-medium-font-size">Pur accogliendo con favore il rigetto del progetto, l&#8217;associazione invita però a non abbassare la guardia. Secondo l&#8217;Archeoclub, infatti, resta fondamentale mantenere alta l&#8217;attenzione sugli altri interventi attualmente in fase di valutazione, continuando a tutelare il paesaggio e le caratteristiche identitarie del territorio manduriano.</p>



<p class="has-medium-font-size">&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="683" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Nuovi-scavi-mura-messapiuche-Manduria-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-154478" srcset="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Nuovi-scavi-mura-messapiuche-Manduria-1024x683.webp 1024w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Nuovi-scavi-mura-messapiuche-Manduria-300x200.webp 300w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Nuovi-scavi-mura-messapiuche-Manduria-768x512.webp 768w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Nuovi-scavi-mura-messapiuche-Manduria-1536x1024.webp 1536w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Nuovi-scavi-mura-messapiuche-Manduria.webp 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Manduria, M5S attacca l’Amministrazione Sammarco: «Tagli al sociale, fondi persi e scarsa programmazione»</title>
		<link>https://www.rtmweb.it/manduria-m5s-attacca-lamministrazione-sammarco-tagli-al-sociale-fondi-persi-e-scarsa-programmazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 09:11:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Manduria]]></category>
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<p>Dalla gestione delle risorse destinate al sociale e alla cultura alla perdita, denunciata, di un finanziamento di 20mila euro per le spiagge accessibili alle persone con disabilità, fino alle polemiche sulle deleghe allo sport&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Dalla gestione delle risorse destinate al sociale e alla cultura alla perdita, denunciata, di un finanziamento di 20mila euro per le spiagge accessibili alle persone con disabilità, fino alle polemiche sulle deleghe allo sport e<span id="more-154486"></span> sulla riverniciatura delle panchine rosse di corso XX Settembre. Sono numerose le criticità sollevate dal Movimento 5 Stelle di Manduria all&#8217;indomani dell&#8217;ultimo Consiglio comunale.</p>
<p>In una nota, il gruppo politico contesta le scelte amministrative della Giunta guidata dal sindaco Domenico Sammarco, denunciando una distanza tra gli impegni dichiarati e i provvedimenti adottati. Il M5S chiede maggiore trasparenza, attenzione all&#8217;inclusione sociale e una programmazione più efficace, chiamando in causa l&#8217;Amministrazione su una serie di questioni che, secondo il Movimento, meritano chiarimenti.</p>
<blockquote>
<p>L’ultimo Consiglio Comunale ha fatto cadere definitivamente la maschera dell’Amministrazione Sammarco che vive di soli annunci e narrazioni di facciata, smentita clamorosamente dai propri stessi atti. Mentre a parole si sventolano concetti come legalità, cultura e attenzione al sociale, nei fatti la Giunta risponde svuotando i capitoli di bilancio destinati al Centro Ascolto Vittime della Mafia, alla promozione degli scavi archeologici e ai fondi per le nuove generazioni. A questa già grave miopia politica si aggiunge una drammatica incapacità gestionale che penalizza direttamente le fasce più deboli: la clamorosa perdita di un finanziamento già aggiudicato di 20.000 euro destinato all&#8217;inclusione e alle spiagge attrezzate per i disabili, lasciato colpevolmente scadere senza essere mai realizzato nei termini previsti. Il quadro dell&#8217;approssimazione si completa con il comparto sportivo, ormai abbandonato a se stesso, e lo spettacolo imbarazzante di persone che hanno agito e si sono presentate pubblicamente per mesi come &#8220;delegati allo sport&#8221; senza alcun titolo, costringendo il Sindaco a firmare una nomina riparatoria in fretta e furia soltanto la vigilia del Consiglio. A poco servono le maldestre giustificazioni in Aula dell&#8217;Assessore competente sui ritardi dell&#8217;evento Sport City, scaricate in modo surreale su gestioni passate per un appuntamento alla sua prima edizione assoluta in città. Perfino sul tema delle Pari Opportunità si registra un’evidente carenza di coerenza: non basta approvare mozioni in Aula per rifarsi l&#8217;immagine quando poi si liquidano i simboli della lotta alla violenza sulle donne facendo ricoprire di vernice marrone le <strong>panchine rosse</strong> del Corso XX Settembre in nome di un superficiale decoro urbano.</p>
<p>Il Movimento 5 Stelle Manduria denuncia con forza questa politica fatta di tagli indiscriminati, occasioni perse, colpi di spugna e improvvisazione: la nostra comunità non ha bisogno di scorciatoie né di una perenne propaganda di facciata, ma pretende trasparenza, rispetto per l&#8217;inclusione sociale e una reale programmazione per il bene collettivo.</p>
<p><em><strong>                                                                                   Movimento Cinque Stelle Manduria</strong></em></p>
</blockquote>
<p> </p>



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		<title>Criminalità giovanile, 644 arresti in Italia. I docenti chiedono un piano da 300 milioni: «La scuola non può essere lasciata sola»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gloria Quaranta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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<p>644 arresti, tra cui 69 minorenni, e 1.695 persone denunciate, delle quali 373 sotto i 18 anni. Sono i numeri della vasta operazione condotta dalla Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale contro&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>644 arresti, tra cui 69 minorenni, e 1.695 persone denunciate, delle quali 373 sotto i 18 anni. Sono i numeri della vasta operazione condotta dalla Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale contro diverse forme di criminalità, dalle aggressioni alle rapine, dalle estorsioni allo spaccio di droga e alla detenzione illegale di armi.<span id="more-154483"></span></p>
<p>Dati che riaccendono il dibattito sulla violenza giovanile e sulla necessità di affiancare all&#8217;azione repressiva un sistema di prevenzione capace di intervenire prima che i ragazzi entrino nei circuiti criminali.</p>
<p>A richiamare l&#8217;attenzione sul problema è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), presieduto dal professor Romano Pesavento, che propone un piano nazionale triennale da 300 milioni di euro per il periodo 2027-2029, destinato a rafforzare il ruolo educativo della scuola e i servizi territoriali.</p>
<p>Il Coordinamento esprime apprezzamento per il lavoro delle forze dell&#8217;ordine, sottolineando che la violenza non può essere giustificata dal disagio sociale. Allo stesso tempo, evidenzia come la sola repressione non sia sufficiente ad affrontare le cause che possono favorire il coinvolgimento dei più giovani nelle attività criminali.</p>
<p>La scuola, secondo il CNDDU, rappresenta uno dei principali luoghi in cui intercettare precocemente situazioni di difficoltà, attraverso segnali come comportamenti aggressivi, intimidazioni, assenze ripetute e progressivo allontanamento dai percorsi educativi. Situazioni che non devono essere automaticamente associate alla criminalità, ma che richiedono interventi tempestivi e competenze specialistiche.</p>
<p>Troppo spesso, invece, gli insegnanti si trovano ad affrontare problematiche complesse senza un adeguato sostegno psicologico, educativo e sociale.</p>
<p>Preoccupa anche la diffusione sui social network di modelli che associano il successo personale all&#8217;ostentazione di armi, denaro e comportamenti violenti. Per contrastare questi fenomeni, il Coordinamento chiede percorsi continuativi di educazione alla legalità, formazione specifica per i docenti e una maggiore collaborazione tra scuole, servizi sociali e giustizia minorile.</p>
<h3>Un piano da 300 milioni per prevenzione e sicurezza</h3>
<p>La proposta del CNDDU prevede uno stanziamento progressivo di 50 milioni nel 2027, 100 milioni nel 2028 e 150 milioni nel 2029, attraverso finanziamenti aggiuntivi da individuare nella legge di bilancio.</p>
<p>Il 60% delle risorse, pari a 180 milioni di euro, sarebbe destinato alle scuole, per potenziare il supporto psicologico, le attività pomeridiane, il recupero scolastico, la prevenzione dell&#8217;abbandono e la formazione degli insegnanti.</p>
<p>I restanti 120 milioni servirebbero a rafforzare i servizi territoriali, la giustizia minorile e i percorsi di reinserimento sociale e professionale.</p>
<p>Il Coordinamento propone inoltre la creazione di presìdi specialistici territoriali collegati agli istituti scolastici, in grado di intervenire rapidamente nelle situazioni più delicate.</p>
<p>L&#8217;appello è rivolto al Governo, al Parlamento e in particolare al ministro dell&#8217;Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, affinché il piano venga esaminato nell&#8217;ambito della legge di bilancio 2027, a partire da un primo stanziamento di 50 milioni di euro.</p>
<p>Per il presidente Romano Pesavento, la questione centrale è garantire alle scuole strumenti concreti e professionalità adeguate, evitando di trasferire sui singoli insegnanti responsabilità che richiedono una risposta coordinata delle istituzioni.</p>
<p>Il messaggio del CNDDU è chiaro: contrastare la criminalità significa anche investire nella prevenzione, perché intervenire soltanto dopo che un reato è stato commesso non può rappresentare una strategia completa per la sicurezza e la tutela dei giovani.</p>
<p>Immagine illustrativa creata con IA</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="683" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Verso-la-scuola-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-154484" srcset="https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Verso-la-scuola-1024x683.webp 1024w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Verso-la-scuola-300x200.webp 300w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Verso-la-scuola-768x512.webp 768w, https://www.rtmweb.it/wp-content/uploads/2026/11/Verso-la-scuola.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p></p>
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