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	<title>A ragion veduta</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Apr 2026 13:50:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Religione a scuola in Spagna: la lunga battaglia di Escuela Laica</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2026 09:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche spagnole è ancora un obbligo concordatario. Gli Accordi firmati tra lo Stato spagnolo e la Santa Sede nel 1979, in piena transizione democratica, impongono tutt’ora al sistema di istruzione di offrire l’insegnamento della religione cattolica nell&#8217;orario scolastico ufficiale, con docenti scelti dalle autorità ecclesiastiche e pagati con fondi pubblici. L&#8217;ultima legge educativa in vigore, la LOMLOE (Legge Organica di Modifica della Legge Organica sull&#8217;Istruzione), approvata nel dicembre 2020 dal governo di coalizione progressista...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/05/01/religione-scuola-spagna-lunga-battaglia-escuela-laica/" title="Read Religione a scuola in Spagna: la lunga battaglia di Escuela Laica">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche spagnole è ancora un obbligo concordatario. Gli Accordi firmati tra lo Stato spagnolo e la Santa Sede nel 1979, in piena transizione democratica, impongono tutt’ora al sistema di istruzione di offrire l’insegnamento della religione cattolica nell&#8217;orario scolastico ufficiale, con docenti scelti dalle autorità ecclesiastiche e pagati con fondi pubblici.</p>
<p>L&#8217;ultima legge educativa in vigore, la LOMLOE (<em><i>Legge Organica di Modifica della Legge Organica sull&#8217;Istruzione</i></em>), approvata nel dicembre 2020 dal governo di coalizione progressista PSOE-Unidas Podemos, rappresenta <span class="pullquote">il tentativo più recente di ridefinire il peso della religione nel sistema scolastico</span>, introducendo modifiche sostanziali rispetto al regime precedente:</p>
<ul>
<li>riduce l’Insegnamento della religione cattolica a un&#8217;ora settimanale, il minimo consentito nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado</li>
<li>esclude la materia dal computo della media accademica, eliminando il vantaggio che in precedenza favoriva chi si iscriveva rispetto a chi non lo faceva</li>
<li>introduce l’educazione civica (<em><i>Valores Cívicos y Éticos)</i></em>, che viene impartita in uno degli ultimi anni della primaria e in uno della secondaria, indipendentemente dalla scelta religiosa.</li>
</ul>
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<p>Il nodo più controverso della LOMLOE riguarda l&#8217;ora alternativa: la legge non prevede una materia alternativa all&#8217;insegnamento della religione cattolica e la collocazione della materia nell&#8217;orario scolastico viene lasciata interamente alle amministrazioni regionali. Il risultato pratico è che gli studenti che non si iscrivono alla religione non possono utilizzare quell&#8217;ora per avanzare o recuperare contenuti curriculari. In concreto, ogni scuola e ogni regione ha trovato soluzioni proprie, spesso improvvisate: in alcuni istituti l&#8217;ora viene dedicata a lettura libera o studio autonomo; in altri si organizzano attività non valutabili; in altri ancora gli studenti restano in aula con un docente di sorveglianza senza un programma definito.</p>
<p>Le differenze tra le regioni sono marcate: Madrid e Murcia hanno utilizzato la loro autonomia per portare la religione a due ore settimanali in alcuni corsi della secondaria, Navarra, Catalogna, Galizia, Castiglia-La Mancha, Cantabria e Asturie hanno mantenuto il minimo di un&#8217;ora, ridistribuendo il tempo guadagnato tra altre materie. Castiglia e León ha inserito la religione in un blocco di materie opzionali, in concorrenza con Cultura Scientífica o Seconda Lingua Straniera. La Galizia ha creato una materia alternativa propria — il <em><i>Proxecto Competencial</i></em>, ossia una didattica per competenze. Si tratta di un approccio pedagogico in cui gli studenti sviluppano un tema o un problema concreto dalla fase iniziale di ideazione fino alla presentazione finale, lavorando in modo interdisciplinare e collaborativo.</p>
<p><span class="pullquote">Il risultato complessivo è una mappa disomogenea</span> in cui il trattamento dell&#8217;ora di religione — e soprattutto il destino di chi sceglie di non avvalervisi — varia da regione a regione, da istituto a istituto, senza una norma uniforme che garantisca parità di condizioni. La LOMLOE ha irritato entrambi i fronti senza soddisfarne nessuno: il fronte cattolico ha contestato la perdita di peso accademico e la riduzione oraria; il fronte laicista la considera una mezza misura che non affronta il problema reale. È su questo terreno, quello di una legge che ha riformato senza trasformare, che la piattaforma <em><i>Escuela Laica</i></em> (Scuola Laica) rilancia nel 2026 la sua campagna.</p>
<p><strong><b>Chi è Escuela Laica e cosa chiede. </b></strong></p>
<p>Il 2 marzo 2026, in coincidenza con l’avvio del periodo di iscrizioni scolastiche, 70 organizzazioni — associazioni laiciste, femministe, sindacati— hanno presentato pubblicamente la Campagna Unitaria 2026 a Madrid. Tra i firmatari: Europa Laica, la Confederazione delle Associazioni di Genitori CEAPA (la principale confederazione nazionale delle associazioni di genitori degli studenti della scuola pubblica spagnola, che raggruppa centinaia di associazioni locali e regionali di genitori e si batte per la difesa della scuola pubblica, laica e gratuita), la Confederazione dei Sindacati degli Insegnanti STEs-i (vicina, per cultura sindacale, a realtà come COBAS Scuola o i sindacati di base del settore: meno istituzionale, più orientato alla mobilitazione diretta), la Federazione Insegnamento del sindacato “Comisiones Obreras” (il confronto italiano più immediato è con la CGIL: stessa origine storica legata alla sinistra e al movimento operaio, stessa struttura confederale con federazioni di categoria, stesso ruolo nei tavoli di concertazione nazionale), Izquierda Unida e Podemos (forze parlamentari di sinistra).</p>
<p>La piattaforma chiede:</p>
<ul>
<li>l’uscita immediata della religione confessionale dall’insegnamento</li>
<li>la cessazione del finanziamento pubblico dell’indottrinamento religioso in qualsiasi istituto</li>
<li>il potenziamento della rete pubblica con eliminazione progressiva dei finanziamenti alle scuole private convenzionate</li>
<li>la denuncia e abrogazione degli Accordi con il Vaticano, definiti la base legale dei privilegi della Chiesa nel sistema educativo.</li>
</ul>
<p>Le organizzazioni denunciano la sottomissione dei governi agli interessi della gerarchia cattolica, i cui privilegi rappresenterebbero il principale ostacolo affinché la scuola pubblica diventi l’asse portante del sistema educativo, riducendo così anche i tassi di segregazione scolastica nel paese. L’ora di religione non è una necessità pedagogica, è una scelta politica.</p>
<p>Secondo Sergio López, coordinatore della campagna, la percentuale di studenti non iscritti alla religione nelle scuole pubbliche ha già raggiunto il 57,15%. Ancor più significativo è il confronto con le scuole “concertate” (istituti privati che hanno ottenuto il riconoscimento statale e ricevono finanziamenti pubblici): lì la quota scende al 13,15%, in istituti dei quali sette su dieci sono cattolici, dove le famiglie sarebbero condizionate o addirittura costrette nella scelta.</p>
<p>Siamo in un sistema che produce esiti opposti a seconda del contesto istituzionale: <span class="pullquote">dove le famiglie sono libere di scegliere, la maggioranza sceglie di non iscriversi</span>. Dove la pressione istituzionale è più forte, quasi nessuno rinuncia.</p>
<p>La campagna ha denunciato una contraddizione numerica difficile da ignorare: mentre le iscrizioni alla religione sono diminuite di 600.000 unità tra il 2013-2014 e il 2022-2023, il corpo docente assegnato alla materia è aumentato del 43%. Nel 2013-2014 c’erano 3,5 milioni di studenti iscritti e 25.000 insegnanti; dieci anni dopo gli iscritti sono scesi a 2,9 milioni ma i docenti sono saliti a 36.000.</p>
<p>In molti casi il personale di religione svolge funzioni di coordinamento di biblioteche, tutoraggio, in qualche caso assume anche la direzione di dipartimento. Si tratta di funzioni retribuite con denaro pubblico, assegnate a persone scelte dal vescovo diocesano competente per territorio. Lo Stato paga, la Chiesa decide chi insegna, cosa insegna e quando smette di farlo.</p>
<p>Europa Laica stima che il costo complessivo di questi docenti ammonti a circa 800 milioni di euro annui.</p>
<p>Tra le proposte della campagna 2026, una merita attenzione particolare perché tocca un nervo scoperto: la richiesta di un Libro Bianco sulla laicità nel sistema educativo. Sumar e Compromís (due coalizioni di sinistra che siedono all&#8217;opposizione del governo Sánchez, pur essendone stati parte) hanno presentato al Parlamento una mozione che include l’elaborazione di un Libro Bianco che analizzi il grado di confessionalità dell’insegnamento e il suo impatto.</p>
<p>Non esistono dati ufficiali e sistematici su quanto la confessionalità costi, distorca e condizioni il sistema educativo spagnolo nel suo complesso. Non solo l’IRC come materia, ma l’insieme di pratiche, simboli, finanziamenti e strutture che mantengono la presenza ecclesiastica dentro la scuola pubblica. Prima di cambiare le norme, si chiede di quantificare e rendere visibile ciò che decenni di inerzia istituzionale hanno oscurato.</p>
<p>Esiste tuttavia un ostacolo strutturale: la LOMLOE non affronta la radice concordataria della questione. Gli Accordi fra Stato spagnolo e Santa Sede hanno rango di trattato internazionale, cioè non si modificano con una legge ordinaria. Per eliminarli occorre una denuncia formale, un atto politico di portata straordinaria che nessun esecutivo ha finora avuto la volontà di compiere. La piattaforma ha chiesto che la visita di Leone XIV in Spagna, prevista a giugno 2026, serva per riaprire la questione concordataria, ricordando che Pedro Sánchez se ne era fatto promotore nel 41° Congresso socialista del 2024.</p>
<p>Sua Santità troverà un paese in cui la maggioranza degli studenti delle scuole pubbliche ha già smesso di seguire la sua materia.</p>
<p><strong><b>Federica Marzioni</b></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>8&#215;1000 alla Chiesa: firme in calo in tutte le regioni italiane</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 08:01:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si avvicina il momento di presentare la dichiarazione dei redditi e la pubblicità della Chiesa cattolica invade ogni canale di comunicazione. Un investimento milionario che la Cei può tranquillamente permettersi, grazie al miliardo che sottrae ogni anno alla fiscalità generale, ma che si trova anche costretta a pianificare in maniera così massiccia per arginare il costante calo di firme a proprio favore. Calo dovuto a una crescita altrettanto costante delle firme per lo Stato, che si sono impennate da quando...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/30/8x1000-alla-chiesa-firme-in-calo-in-tutte-le-regioni-italiane/" title="Read 8&#215;1000 alla Chiesa: firme in calo in tutte le regioni italiane">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina il momento di presentare la dichiarazione dei redditi e la pubblicità della Chiesa cattolica invade ogni canale di comunicazione. Un investimento milionario che la Cei può tranquillamente permettersi, grazie al miliardo che <a href="https://www.occhiopermille.it/">sottrae ogni anno</a> alla fiscalità generale, ma che si trova anche costretta a pianificare in maniera così massiccia per arginare il <a href="https://blog.uaar.it/2025/07/15/8x1000-un-altro-miliardo-alla-chiesa/">costante calo</a> di firme a proprio favore. Calo dovuto a una crescita altrettanto costante delle firme per lo Stato, che si sono impennate da quando i contribuenti <a href="https://blog.uaar.it/2024/05/24/cresce-la-volonta-di-un-utilizzo-laico-dellotto-per-mille-allo-stato/">possono esprimere la preferenza</a> tra sei tipologie di intervento e tra queste scelgono le destinazioni più laiche: <a href="https://blog.uaar.it/2024/12/17/8x1000-statale-all-edilizia-scolastica-l-uaar-pubblica-i-dati/">edilizia scolastica</a> di proprietà pubblica e <a href="https://blog.uaar.it/2026/03/05/8-per-mille-allo-stato-nuovo-record-per-le-calamita-naturali/">interventi per far fronte</a> alle calamità naturali.</p>
<p>Nella più recente ripartizione dell’8&#215;1000, avvenuta nel 2025 e relativa ai redditi 2021, le firme per la Cei sono diminuite di circa 250 mila rispetto all’anno precedente, passando dal 70,37% al 69,51% delle scelte espresse valide (dal 28,67% al 27,95% sul totale dei contribuenti). Ma vediamo cosa accade a livello territoriale, consultando le statistiche <a href="https://www1.finanze.gov.it/finanze/pagina_dichiarazioni/public/ottoxmille.php">messe a disposizione dal Mef</a> nel dataset del “Dettaglio regionale delle scelte per anno di erogazione”. Per una volta l’Italia delle regioni si scopre compattamente unita in direzione laica. Dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Puglia si registra un saldo negativo nelle preferenze per la Chiesa. Parlando sempre in termini di percentuali relative ai soli contribuenti che compilano la scheda dell’8&#215;1000 (la maggioranza, circa il 60%, lascia la scheda in bianco), la diminuzione più significativa si registra nella provincia autonoma di Bolzano (-3,06 punti percentuali), quindi Valle d’Aosta e Veneto (-1,79 e -1,13 rispettivamente). La diminuzione più tenue è in Basilicata (-0,06), ma sempre di variazione negativa si tratta.</p>
<h2><strong><b>Tabella 1</b></strong></h2>
<img class="alignnone size-full wp-image-77237" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/8x1000-alla-Chiesa-firme-in-calo-in-tutte-le-regioni-italiane-01-1.jpg" alt="" width="100%" />
<p>Per comprendere i dati è necessario consultare la tabella 1. Assumendo che le firme per la Chiesa cattolica siano un indicatore di clericalismo possiamo dire che la regione più laica è l’Emilia Romagna, dove la percentuale di chi firma nell’8&#215;1000 e sceglie di sottrarre fondi pubblici per destinarli ai vescovi si ferma al 55,03%. Seguono Toscana e Liguria, con il 58,50% e il 58,65% rispettivamente. In fondo alla classifica Puglia, Sicilia e Calabria, con valori pro Cei che superano l’80%. La Calabria è anche l’unico caso in cui la percentuale di firme per lo Stato segna un calo, per quanto quasi irrilevante. In tutte le restanti regioni lo Stato è invece in aumento, più marcatamente a Bolzano (+2,90 punti percentuali rispetto all’anno precedente), Valle d’Aosta (+1,61) e Abruzzo (+0,93).</p>
<h2><strong><b>Tabella 2</b></strong></h2>
<img class="alignnone size-full wp-image-77239" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/8x1000-alla-Chiesa-firme-in-calo-in-tutte-le-regioni-italiane-02-1.jpg" alt="" width="100%" />
<p>La natura ingannevole dell’8&#215;1000 impone che venga valutato anche sotto un’altra prospettiva, quella delle percentuali di firme sul totale dei contribuenti. Se si include la maggioranza silenziosa di chi non firma per nessuno si ottiene la tabella 2. Le preferenze sono notevolmente ridimensionate e sorprendentemente la classifica della disaffezione per la Chiesa vede in testa la Sardegna (dove solo il 21,67% dei contribuenti firma per le gerarchie ecclesiastiche), poi Umbria (21,72%) e Lazio (21,87%), mentre il record di preferenze è raggiunto in Puglia (35,35%). Se accadesse come per il 2&#215;1000 e il 5&#215;1000 sarebbero queste le percentuali utilizzate per la ripartizione del gettito. Ma si sa, la nostra classe politica è molto generosa nell’offrire finanziamenti pubblici alle confessioni religiose e così le fette della torta vengono tagliate usando le percentuali gonfiate di tabella 1, secondo la diabolica logica della <a href="https://rivista.nessundogma.it/nessun-dogma-5-2023/">ripartizione dell’inespresso</a>. Dalla Sardegna arriva così a sostegno dei vescovi il 66,03% di tabella 1 e non il 21,67% delle reali preferenze di tabella 2, mentre dall’Emilia Romagna il 55,03% di tabella 1 e non il 24,85% di tabella 2. Se non è tutto chiarissimo (l’abbiamo detto che il meccanismo è diabolico e ingannevole) e si ritiene che drenare ulteriori risorse pubbliche a favore dei vescovi sia un danno per il Paese allora in sintesi si deve tenere presente la classifica di tabella 1 e ricordarsi di non lasciare mai in bianco la scheda dell’8&#215;1000 quando è il momento della dichiarazione dei redditi.</p>
<p>In tutte le regioni italiane la Chiesa perde sostenitori tra i contribuenti e le colonne uniformemente rosse delle tabelle 1 e 2 lo mostrano chiaramente. Di fronte alla voglia di laicità che unisce il Paese e alla crescente manifestazione di sostegno allo Stato nell’8&#215;1000 il governo sembra però voltarsi dall’altra parte, precisamente verso Oltretevere. Come giudicare altrimenti la scarsità di spot pubblicitari per l’8&#215;1000 statale programmati dall’esecutivo e l’assoluta mancanza di dichiarazioni pubbliche di rappresentanti delle istituzioni, in particolare i sedicenti patrioti e nazionalisti, affinché i contribuenti scelgano il nostro Paese e non il Vaticano?</p>
<p><strong>Roberto Grendene</strong></p>
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		<title>La clericalata della settimana, 17: il contingente italiano Unifil dona una croce in Libano</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:17:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del contingente italiano dell’Unifil...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/27/clericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo/" title="Read La clericalata della settimana, 17: il contingente italiano Unifil dona una croce in Libano">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://www.avvenire.it/libano-i-militari-italiani-sostituiscono-la-statua-di-gesu-distrutta-da-soldato-israeliano_107499"><span style="font-weight: 400;">contingente italiano dell’Unifil</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">ha donato al villaggio libanese di Debel una nuova statua di Cristo dopo che una già presente era stata distrutta deliberatamente da alcuni soldati israeliani.</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ministro della Difesa Guido Crosetto </span><a href="https://www.difesa.it/primopiano/unifil-la-nuova-statua-di-cristo-crocifisso-per-sostituire-quella-distrutta/97263.html"><span style="font-weight: 400;">ha celebrato</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’iniziativa delle forze di interposizione in Libano dell’Onu così: «è un dono e al tempo stesso un simbolo di presenza, rispetto, umanità e senso della missione». La diffusione della foto del gesto vandalico compiuto da un soldato Idf aveva suscitato un’ondata di indignazione globale, con il governo italiano </span><a href="https://www.tag24.it/1392155-statua-gesu-libano-condanne-tajani-netanyahu-israele"><span style="font-weight: 400;">in prima fila</span></a><span style="font-weight: 400;"> tramite il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha definito l’atto «inaccettabile» e il presidente della Camera Lorenzo Fontana che ha parlato di «gesto vergognoso».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante l’inaugurazione del nuovo macchinario per la Pet-Tac all’ospedale San Salvatore dell’Aquila </span><a href="https://www.abruzzoweb.it/ospedale-laquila-attiva-pet-tac-allavanguardia-costanzi-eleviamo-standard-cure-e-assistenza/"><span style="font-weight: 400;">è stata impartita</span></a><span style="font-weight: 400;"> la benedizione dal nunzio apostolico monsignor Orlando Antonini, alla presenza tra gli altri della dirigenza sanitaria, del presidente della Regione Marco Marsilio, dell’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo Nicoletta Verì, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del senatore Guido Liris, dei consiglieri regionali Massimo Verrecchia e Carla Mannetti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco leghista di Ferrara Alan Fabbri </span><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/22/marilyn-manson-stara-in-un-convento-di-suore-a-ferrara-lannuncio-spiazza-i-fan-qualcosa-di-straordinario-e-progressista/8362796/"><span style="font-weight: 400;">aveva diffuso</span></a><span style="font-weight: 400;"> la notizia che il cantante Marilyn Manson, rockstar statunitense nota per lo stile dissacrante, avrebbe alloggiato nel convento di suore di San Vincenzo durante la sua permanenza per un concerto, definendo ciò «qualcosa di straordinario e “progressista”». Salvo poi </span><a href="https://www.dire.it/23-04-2026/1234021-marilyn-manson-non-sara-piu-ospitato-dalle-suore-lo-stop-arriva-dallalto/"><span style="font-weight: 400;">smentirla</span></a><span style="font-weight: 400;"> sostenendo che «le suore hanno comunicato di aver ricevuto ordini dall’alto, quindi immagino dalla Curia, con cui non posso dire di avere ottimi rapporti, di ritirarsi dal supporto per tutto il Ferrara Summer Festival e non solo per il concerto di Marilyn Manson». Il primo cittadino aveva anche aggiunto che «nella mia idea di Chiesa quando ci si trova di fronte a quella che, nel linguaggio ecclesiastico, potrebbe essere definita una “pecorella smarrita” a maggior ragione bisognerebbe cercare il dialogo e accoglierla». Le dichiarazioni del sindaco hanno suscitato la reazione dell’arcidiocesi, che ha espresso «sconcerto e indignazione», smentendo le ricostruzioni che vedrebbero la curia dietro la decisione delle suore: «ci si dovrebbe informare prima di parlare, senza indicare immediatamente come nemici i cittadini e le istituzioni, che hanno comunque tutto il diritto-dovere di esprimere una visione diversa dalla sua sulla società e sulla città». La curia ha comunque criticato pure il concerto della rockstar: «è evidente che non la si ritiene una scelta che possa far crescere i nostri giovani e la nostra città ma, al contrario, contribuisce a incrementare una visione distorta delle relazioni umani e della ricerca del sacro». Sul caso </span><a href="https://www.ferraratoday.it/politica/marilyn-manson-convento-suore-pd-calvano-sindaco-curia.html"><span style="font-weight: 400;">è intervenuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> anche Paolo Calvano, capogruppo Pd all&#8217;Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, per prendere la parti del vescovo: «le esternazioni del sindaco verso la Curia stanno diventando di giorno in giorno più gravi. Siamo in presenza di un crescendo preoccupante che rischia di minare la coesione sociale e istituzionale nella nostra città». Calvano ha aggiunto che «l’autonomia della Curia, e in questo caso delle suore della San Vincenzo, va rispettata e non sistematicamente condannata», accostando le azioni del sindaco al populismo in stile Donald Trump. «Invece di rispettare la libera scelta delle Suore di gestire i propri luoghi, si preferisce gridare al complotto politico per alimentare lo scontro. La mia piena solidarietà alla Curia, al vescovo e alla suore della San Vincenzo», ha chiosato il rappresentante Pd.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In occasione della festa della Liberazione non sono mancate le cerimonie religiose organizzate dalle istituzioni. Ad esempio a Salerno la Prefettura ha organizzato la messa nella chiesa del Sacro Cuore a suffragio per i caduti (e lettura della “preghiera del partigiano”), la deposizione delle corone d’alloro al monumento ai caduti e alla lapide del partigiano tenente Ugo Stanzione (e lettura della “preghiera della patria”), l’alzabandiera e la deposizione della corona da parte dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia presso il Monumento del Marinaio (e lettura della “preghiera del marinaio”).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ospedale “Grassi” di Ostia </span><a href="https://www.ilfaroonline.it/2026/04/22/ostia-al-grassi-la-posa-della-statuina-di-santa-maria-regina-della-pace/635510/"><span style="font-weight: 400;">ha ricevuto</span></a><span style="font-weight: 400;"> la statua della Madonna della Pace arrivata dal santuario di Medjugorje nel 2010; copie della stessa sono state collocate negli anni presso varie strutture, anche nell’aula docenti e nell’edicola esterna della scuola statale Capo d’Armi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto Comprensivo Terzo di Milazzo (ME) </span><a href="https://www.facebook.com/istitutocomprensivoterzomilazzo/posts/pfbid033JYxWSmjvhi9CSvbiTBWQkhpFjqSLhKD6vMH5yhAe7G42f1oAKpJRtiVpujYmDSyl"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> una «mattinata speciale dedicata alla Pasqua dello Studente», con annessa celebrazione eucaristica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy </span><a href="https://www.mimit.gov.it/it/comunicati-emissioni-francobolli/francobollo-commemorativo-di-papa-francesco"><span style="font-weight: 400;">ha emesso</span></a><span style="font-weight: 400;"> un francobollo commemorativo di papa Francesco a un anno dalla sua scomparsa.</span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F27%2Fclericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2017%3A%20il%20contingente%20italiano%20Unifil%20dona%20una%20croce%20in%20Libano" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F27%2Fclericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2017%3A%20il%20contingente%20italiano%20Unifil%20dona%20una%20croce%20in%20Libano" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F27%2Fclericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2017%3A%20il%20contingente%20italiano%20Unifil%20dona%20una%20croce%20in%20Libano" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F27%2Fclericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2017%3A%20il%20contingente%20italiano%20Unifil%20dona%20una%20croce%20in%20Libano" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F27%2Fclericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2017%3A%20il%20contingente%20italiano%20Unifil%20dona%20una%20croce%20in%20Libano" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/04/27/clericalata-della-settimana-17-contingente-italiano-dell-unifil-donato-villaggio-libanese-debel-una-nuova-statua-cristo/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 17: il contingente italiano Unifil dona una croce in Libano"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Non è Francesco</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/26/non-e-francesco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 09:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[La reintroduzione della festa nazionale di san Francesco il 4 ottobre: una delle più eclatanti clericalate bipartisan del nostro Parlamento. Una riflessione di Lodovico Zanetti sul numero 6/2025 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. A pensar male si fa peccato. Ma quasi sempre ci si azzecca. E chi, meglio di Andreotti, può servirci a capire la santificazione, pardon l’introduzione di una nuova festività legata alla religione, da farsi il 4 ottobre...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/26/non-e-francesco/" title="Read Non è Francesco">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La reintroduzione della festa nazionale di san Francesco il 4 ottobre: una delle più eclatanti clericalate bipartisan del nostro Parlamento. Una riflessione di Lodovico Zanetti sul numero 6/2025 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>A pensar male si fa peccato. Ma quasi sempre ci si azzecca. E chi, meglio di Andreotti, può servirci a capire la santificazione, pardon l’introduzione di una nuova festività legata alla religione, da farsi il 4 ottobre per i patroni italici, Francesco d’Assisi e Caterina da Siena?</p>
<p>Perché al netto della mancata reintroduzione del XX settembre, anniversario della presa di porta Pia, alla Dc manco passò per la testa di aggiungerci gli italici patroni alle già presenti festività religiose del nostro calendario: il primo gennaio, per Maria; il 6 gennaio, epifania; pasqua e lunedì dell’angelo; ferragosto, assunzione di Maria; 8 dicembre, immacolata concezione – dogma pronunciato nel 1854, sulla nascita senza peccato originale di Maria, che scommetterei la metà dei cattolici confonde con l’affermazione della verginità della Madonna; ognissanti, <span class="pullquote">e ovviamente il natale, in comodato d’uso dai pagani saturnalia e sol invictus</span>. Sorprendentemente, più di quelle laiche, tre soltanto: 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77220" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Non-e-Francesco.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Non-e-Francesco.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Non-e-Francesco-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Non-e-Francesco-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Non-e-Francesco-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Davvero ci serviva un’altra festività religiosa? Sì, a qualcuno serviva, in realtà, per riaffermare che l’Italia è una nazione cattolica. Una reintroduzione subdola e tardiva della religione di Stato. Intesa, per altro, non come affermazione delle idee che i santi propugnavano, ma quasi a voler fissare un punto fermo. Che l’Italia è un Paese cattolico, dove non tutti sono uguali, ma ci sono persone più uguali degli altri. E quindi, crocifissi a scuola, nei tribunali, benedizioni a gogò, affermazioni di obbligo di adeguarsi, da parte degli immigrati, alle nostre tradizioni. Cosa che, in effetti, essendo quella cristiana religione importata, sembra un ossimoro lampante. Una bandierina, quindi, anzi una croce messa per indicare un controllo di territorio.</p>
<p>E non vorrei stigmatizzare coloro che l’hanno proposta, con la scusa dell’ottavo centenario della nascita del “poverello” d’Assisi, ma mi piace ricordare i fautori di questa legge. Pare che l’idea sia stata lanciata da un poeta mio concittadino, tal Davide Rondoni, di cui ricordo le esternazioni non proprio simpatiche sulla campagna degli ateobus. In un articolo pubblicato sulla prima pagina di <em>Avvenire</em> sosteneva che «la sedicente unione di atei razionalisti è stata ridicolizzata nella sua saccenteria dal semplice buon senso di gente normale», «perché basta, per così dire, essere uomini per capire la violenza stupida di quel messaggio», ignorando che quel messaggio, civilissimo, era di Richard Dawkins, uno tra i più grandi scienziati viventi.</p>
<p>La campagna dei bus è definita «una miseria», e del resto «la <em><i>Bibbia</i></em> insegna che non esistono gli atei: li chiama idolatri». Rondoni conclude che «proprio grandi regimi che hanno professato l’ateismo – come il comunismo e il nazismo – hanno provocato le più gravi violenze sull’uomo». Sorvoliamo sulla bocciatura del poeta in storia, visto che proprio ateo il nazismo non era, ma ci colpisce l’incapacità di capire le posizioni degli altri, per rifugiarsi in un rifiuto che è esattamente il contrario di quello a cui secondo la legge servirebbe questa festa: «al dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse» (sic), cosa che, evidentemente, non rientra nelle corde del poeta.</p>
<p>In una intervista apparsa su <em><i>Pagella Politica </i></em>un parlamentare di Forza Italia anonimo (probabilmente per paura del rogo, quantomeno metafisico), definisce la legge una boiata pazzesca, e in effetti ci tocca dargli ragione, e ne attribuisce la paternità a Maurizio Lupi, ultimo erede dei peones della Dc, che riesce a essere meno laico dei democristiani originali, ma a cui, data la passione del santo a parlare con i lupi, dialogo non praticato dagli elettori che non lo votano, riconosciamo le circostanze attenuanti, anche se la sua dichiarazione ricorda i quadri di Magritte «È un segno, un richiamo fortemente laico a ciò che ci unisce». Anche la relatrice del disegno di legge, Elisabetta Gardini (Fdi), ha evidenziato come la festa possa rappresentare un momento di unione «per credenti e non credenti». Che detto da lei, reduce da uno scisma che l’ha portata da Forza Italia a Fratelli d’Italia&#8230;</p>
<p>Brutta figura, per altro collettiva dei parlamentari nazionali in toto, che dimostrando un tasso di laicità paragonabile allo 0 kelvin (zero assoluto) approvano il provvedimento, a eccezione di due parlamentari di Azione che votano contro. Avevo sperato lo facessero sul solco tracciato dal vero Partito d’azione, per la laicità dello Stato, ma lo fanno solo perché questa festa, quando non cade di domenica, <span class="pullquote">costerà ai cittadini italiani circa 11 milioni di euro</span>, per maggiorazioni salariali ai lavoratori della sanità, delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.</p>
<p>Vista la nota propensione del poverello d’Assisi a liberarsi dei beni terreni, a donare quanto in suo possesso, in onore di questo santo avremmo potuto recuperare qualcosa (magari anche per la scuola, o la sanità) dai sette miliardi che il nostro Stato regala o sconta alla chiesa cattolica. Ma ci sarebbe voluto un miracolo. E noi siamo atei.</p>
<p><strong>Lodovico Zanetti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Adozione libri per l&#8217;Attività alternativa: l&#8217;Uaar scrive al ministro Valditara e a 5.000 scuole</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/22/adozione-libri-attivita-alternativa-luaar-scrive-al-ministro-valditara-e-a-5000-scuole/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:52:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti mette a disposizione i libri di testo nelle classi rimaste scoperte e ricorda ai dirigenti scolastici e al ministro Valditara che le scuole ne devono deliberare l&#8217;adozione  Quest&#8217;anno l&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ricorda anche al ministro dell&#8217;Istruzione e del merito Giuseppe Valditara che le scuole devono contemplare nella propria offerta didattico-formativa l&#8217;insegnamento alternativo, oltre a quello dell&#8217;Ora di religione.  Lo ha raccomandato il Tar del Lazio e ogni anno l&#8217;Uaar...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/22/adozione-libri-attivita-alternativa-luaar-scrive-al-ministro-valditara-e-a-5000-scuole/" title="Read Adozione libri per l&#8217;Attività alternativa: l&#8217;Uaar scrive al ministro Valditara e a 5.000 scuole">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti mette a disposizione i libri di testo nelle classi rimaste scoperte e ricorda ai dirigenti scolastici e al ministro Valditara che le scuole ne devono deliberare l&#8217;adozione </strong></p>
<p>Quest&#8217;anno l&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ricorda anche al ministro dell&#8217;Istruzione e del merito Giuseppe Valditara che le scuole devono contemplare nella propria offerta didattico-formativa l&#8217;insegnamento alternativo, oltre a quello dell&#8217;Ora di religione.  Lo ha raccomandato il Tar del Lazio e ogni anno l&#8217;Uaar lo ribadisce <a href="https://uaar.it/adozione_libro_di_testo_per_alternativa_irc_2026-27.pdf">via mail a oltre 5000 istituti statali</a> che comprendono scuole primarie. Nella comunicazione che l&#8217;Uaar ha inviato ai dirigenti si invita il corpo docente a deliberare l&#8217;adozione del libro di testo per l&#8217;Attività alternativa per il prossimo anno scolastico. Una campagna che sta ottenendo risultati: nel 2024/25 solo nel 5,63% delle classi delle scuole primarie statali era garantito il libro di Attività alternativa, l&#8217;anno successivo si è saliti al 9,66% e nel 2025/26 si è raggiunta quota 13,05%.</p>
<p>«<em>Ancora una volta l&#8217;Uaar</em> ­– spiega Roberto Grendene, segretario dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – <em>è pronta a donare libri per il programma di Attività alternativa alle classi di scuole primarie rimaste scoperte, a patto che il Collegio docenti di maggio faccia il doveroso passo di garantire la pari dignità educativa e deliberare per il 2026/27 l&#8217;adozione del libro di testo per bambine e bambini che non frequentano le lezioni di religione cattolica</em>».</p>
<p>Per ricevere gratuitamente i libri, a scelta tra <em><i>Alternativamente</i></em> (Raffaello edizioni) o <em><i>Intorno a noi</i></em> (Giunti edizioni), un responsabile della scuola dovrà consultare la pagina <a href="https://www.uaar.it/kitdidattica/">https://www.uaar.it/kitdidattica/</a> e compilare il modulo di richiesta.</p>
<p>«<em>Di fronte</em> – conclude Grendene – <em>a una diffusa situazione di disparità educativa ai danni di bambine e bambini dell&#8217;Attività alternativa, lasciati senza libro di testo a differenza dei loro compagni che frequentano l&#8217;Irc, non chiediamo al ministro Valditara di mandare gli ispettori. È sufficiente una sua tempestiva nota ministeriale dove ribadisca i concetti contenuti nella Pec che ha ricevuto oggi dall&#8217;Uaar. Può anche fare copia e incolla</em>».</p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><a href="https://www.uaar.it/adozione_libro_di_testo_per_alternativa_irc_2026-27.pdf">La lettera di quest&#8217;anno ai dirigenti scolastici</a></li>
<li><a href="https://www.uaar.it/kitdidattica/">Campagna Libri per chi ha diritto di averli</a></li>
</ul>
<img class="alignnone size-full wp-image-77208" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia.jpg 1300w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia-768x768.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia-125x125.jpg 125w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia-150x150.jpg 150w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia-650x650.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/libri-per-chi-ha-il-diritto-quadrata-copia-1024x1024.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" />
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		<title>Vent&#8217;anni di Premio laurea Uaar!</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/22/vent-anni-di-premio-laurea-uaar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 08:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Premio di laurea dell&#8217;Uaar arriva alla ventesima edizione. Fin dal 2007 la nostra associazione assegna riconoscimenti a studentesse e studenti meritevoli laureati con un elaborato finale di particolare pregio coerente con gli scopi sociali dell&#8217;Uaar. Un modo per valorizzare la cultura laica in ambito universitario e per sostenere concretamente giovani promettenti, grazie al vaglio di giurie specializzate formate da docenti ed esperti. Ti sei laureata o laureato (o stai per farlo) in un giorno tra il primo luglio 2025...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/22/vent-anni-di-premio-laurea-uaar/" title="Read Vent&#8217;anni di Premio laurea Uaar!">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Premio di laurea dell&#8217;Uaar arriva alla ventesima edizione. Fin dal 2007 la nostra associazione assegna riconoscimenti a studentesse e studenti meritevoli laureati con un elaborato finale di particolare pregio coerente con gli scopi sociali dell&#8217;Uaar. Un modo per valorizzare la cultura laica in ambito universitario e per sostenere concretamente giovani promettenti, grazie al vaglio di giurie specializzate formate da docenti ed esperti.</p>
<p>Ti sei laureata o laureato (o stai per farlo) in un giorno <strong>tra il primo luglio 2025 e il 30 giugno 2026</strong> presso un’università italiana? Manda la tua tesi all&#8217;Uaar: potrebbe essere tra quelle che riceveranno un premio di <strong>1.000 euro</strong> (se magistrale, specialistica o vecchio ordinamento) oppure di <strong>600 euro</strong> (per la triennale) per ciascuna delle tre categorie definite dal regolamento, cioè discipline giuridiche, discipline umanistiche (filosofia, lettere, studi umanistici, storia), altre discipline (come sociologia, scienze dell’educazione, scienze, medicina, economia, statistica).</p>
<p>Invia la tua domanda di partecipazione all’Uaar <strong>entro e non oltre le ore 12:00 del 5 luglio 2026</strong>. E dacci una mano a diffondere questa iniziativa tra gli atenei!</p>
<p>Dettagli, modulistica e regolamento completo alla pagina <a href="https://www.uaar.it/premiolaurea">uaar.it/premiolaurea</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F22%2Fvent-anni-di-premio-laurea-uaar%2F&amp;linkname=Vent%E2%80%99anni%20di%20Premio%20laurea%20Uaar%21" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F22%2Fvent-anni-di-premio-laurea-uaar%2F&amp;linkname=Vent%E2%80%99anni%20di%20Premio%20laurea%20Uaar%21" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F22%2Fvent-anni-di-premio-laurea-uaar%2F&amp;linkname=Vent%E2%80%99anni%20di%20Premio%20laurea%20Uaar%21" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F22%2Fvent-anni-di-premio-laurea-uaar%2F&amp;linkname=Vent%E2%80%99anni%20di%20Premio%20laurea%20Uaar%21" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F22%2Fvent-anni-di-premio-laurea-uaar%2F&#038;title=Vent%E2%80%99anni%20di%20Premio%20laurea%20Uaar%21" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/04/22/vent-anni-di-premio-laurea-uaar/" data-a2a-title="Vent’anni di Premio laurea Uaar!"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oggi l&#8217;evento &#8220;Prime analisi sul Giubileo&#8221;</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/21/remind-prime-analisi-sul-giubileo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:19:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi martedì 21 aprile 2026 alle 18 presso la sede di via Francesco Negri, 67/69 a Roma l&#8217;Uaar presenta i primi risultati dell&#8217;analisi sui costi pubblici del giubileo. Diretta su Youtube. «Mentre il Vaticano sta programmando un nuovo anno santo per il 2033 – dichiara Roberto Grendene, segretario dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – l&#8217;Uaar ha scelto di finanziare una borsa di ricerca presso l&#8217;Università di Firenze per analizzare in maniera scientifica e imparziale i costi economici, ambientali e politici...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/21/remind-prime-analisi-sul-giubileo/" title="Read Oggi l&#8217;evento &#8220;Prime analisi sul Giubileo&#8221;">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oggi martedì 21 aprile 2026 alle 18 presso la sede di via Francesco Negri, 67/69 a Roma l&#8217;Uaar presenta i primi risultati dell&#8217;analisi sui costi pubblici del giubileo. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=wkUUnSKjmd0">Diretta su Youtube</a>.</strong></p>
<p>«<em>Mentre il Vaticano sta programmando un nuovo anno santo per il 2033 </em>– dichiara Roberto Grendene, segretario dell&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti –<em> l&#8217;Uaar ha scelto di finanziare una borsa di ricerca presso l&#8217;Università di Firenze per analizzare in maniera scientifica e imparziale i costi economici, ambientali e politici del Giubileo 2025 e capire se, a ragion veduta, si possa parlare di &#8220;danno santo&#8221;</em>».</p>
<p>L&#8217;Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, nel cui statuto è scritto di «acquisire la conoscenza attraverso il metodo scientifico e di sostenere la libertà di ricerca», presenta così i primi risultati dell&#8217;analisi sui costi pubblici del giubileo 2025 <strong>martedì 21 aprile 2026 alle 18 presso la sede Uaar di via Francesco Negri, 67/69</strong> a Roma. In un desolante clima d&#8217;ossequio a suon di miliardi di spesa pubblica, l&#8217;associazione ha scelto di finanziare una borsa di ricerca presso l&#8217;Università di Firenze, per studiare l&#8217;impatto urbanistico e giuridico su Roma e per lo Stato italiano dell&#8217;anno santo cattolico. L&#8217;Uaar ha monitorato i costi del giubileo grazie al sito <a href="https://email.mddr.uaar.it/c/eJxEzjFuwzAMheHTWKMhUZToDBy65BoBZTKJALsOJKUFevrCQ9H54X34lddodE_OOBDlkAAv4GyXut36y7T-1OPTWKLPsWSVMKHf-yPDvJtWUW3W-1yHe_Ky3kvJEoTg7lfVJWUUoFRSTBkv3lUGD9ljQE8YIsxIhSxGMzRYQOS0Vdv8FmmnufFzjFef4scE1wmuq7TjUd-lbnace-NvK7v0YW1C__f6z75VZSBcArnB7ovhNwAA__-VbUl8" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://email.mddr.uaar.it/c/eJxEzjFuwzAMheHTWKMhUZToDBy65BoBZTKJALsOJKUFevrCQ9H54X34lddodE_OOBDlkAAv4GyXut36y7T-1OPTWKLPsWSVMKHf-yPDvJtWUW3W-1yHe_Ky3kvJEoTg7lfVJWUUoFRSTBkv3lUGD9ljQE8YIsxIhSxGMzRYQOS0Vdv8FmmnufFzjFef4scE1wmuq7TjUd-lbnace-NvK7v0YW1C__f6z75VZSBcArnB7ovhNwAA__-VbUl8&amp;source=gmail&amp;ust=1776238895291000&amp;usg=AOvVaw1WGhZAcy7gHfPwfblfwfGN">Carogiubileo.it</a> che documenta fino al luglio 2025 uno stanziamento di denaro pubblico per 4 miliardi e 800 milioni di euro.</p>
<p>Interverranno nel corso della serata del 21 aprile, data in cui si festeggia il Natale di Roma – celebrazione laica della fondazione della città tradizionalmente fissata il 21 aprile del 753 a.C. – Marco Croce, professore di Diritto e religione all&#8217;Università di Firenze; Giacomo Pirazzoli, professore di Progettazione architettonica e urbana all&#8217;Università di Firenze; Francesca Tesi e Marco Gissara, titolari della borsa di ricerca finanziata dall&#8217;Uaar; Roberto Grendene, segretario Uaar.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=wkUUnSKjmd0">La diretta su Youtube</a></p>
<p><strong>Prime analisi sul giubileo</strong><br />
<em>Martedì 21 aprile 2026 alle 18</em><br />
<em>Via Francesco Negri, 67/69 – Roma</em><br />
<em>Segue aperitivo </em></p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77157" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q.jpg 1667w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-768x768.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-1536x1536.jpg 1536w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-125x125.jpg 125w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-150x150.jpg 150w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-650x650.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/Prime-analisi-giubileo-q-1024x1024.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1667px) 100vw, 1667px" />
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			</item>
		<item>
		<title>La clericalata della settimana, 16: consigliere comunale di Formigine (MO) vuole vietare aborto e contraccezione per aumentare la natalità</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2026/04/20/la-clericalata-della-settimana-16-consigliere-comunale-di-formigine-mo-vuole-vietare-aborto-e-contraccezione-per-aumentare-la-natalita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 15:13:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Clericalate]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”. La clericalata della settimana è del consigliere comunale di...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/20/la-clericalata-della-settimana-16-consigliere-comunale-di-formigine-mo-vuole-vietare-aborto-e-contraccezione-per-aumentare-la-natalita/" title="Read La clericalata della settimana, 16: consigliere comunale di Formigine (MO) vuole vietare aborto e contraccezione per aumentare la natalità">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La clericalata della settimana è del </span><a href="https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2026/04/11/news/donne-righi-riva-ci-ricasca-penalizzare-chi-non-fa-figli-1.100855625"><span style="font-weight: 400;">consigliere comunale di Formigine (MO) Costantino Righi Riva</span></a><span style="font-weight: 400;"> che</span></p>
<h3 class="clericalata" style="text-align: left;">durante un dibattito sui social relativo all’immigrazione ha sostenuto che per alzare il tasso di natalità degli italiani «dovremmo proibire la contraccezione, l’aborto, penalizzare chi non fa figli».</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Il consigliere, già candidato sindaco per il centrodestra nel 2019, </span><a href="https://blog.uaar.it/2026/02/16/la-clericalata-della-settimana-7-le-istituzioni-si-mobilitano-per-la-croce-di-niscemi/"><span style="font-weight: 400;">si era distinto</span></a><span style="font-weight: 400;"> a febbraio per un attacco in aula contro i diritti delle donne, proprio mentre si discutevano le iniziative per gli 80 anni dall’introduzione del voto femminile in Italia. Aveva detto che il voto alle donne è stato riconosciuto solo nel 1946 «perché c’era il fondato timore che potesse rappresentare un primo attacco all’unità familiare», dato che dopo «sono arrivate leggi come quelle sul divorzio, l’aborto e la riforma del diritto di famiglia, che hanno rappresentato altrettanti attacchi alla famiglia, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti».</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La politica italiana si è schierata compatta a difesa di papa Leone XIV dopo gli attacchi del presidente statunitense Donald Trump sui social network – con tanto di post in cui si mostrava nei panni di Gesù. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni </span><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/04/14/meloni-non-a-mio-agio-se-i-leader-religiosi-fanno-quel-che-dicono_c41c80e7-048d-4c1b-ac96-ccbd26eab79f.html"><span style="font-weight: 400;">ha espresso</span></a><span style="font-weight: 400;"> la sua solidarietà al papa e definito le affermazioni di Trump «inaccettabili», aggiungendo per giunta: «francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo».</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Lapidario e istruttivo pure il commento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che </span><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/04/14/la-russanon-conosce-litalia-chi-pensa-avremmo-accettato-attacco-frontale-al-papa_0e57d7dd-7c03-4713-8ee0-452c8e2440f7.html"><span style="font-weight: 400;">ha sfoderato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il suo tradizionale clericalismo nazionalista: «Se qualcuno può pensare che il presidente del Consiglio dell’Italia possa mai considerare accettabili attacchi frontali al sommo Pontefice non conosce l’Italia e il presidente del Consiglio e non conosce quello che significa il rapporto tra l’Italia e il Papa».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i commenti dell’opposizione, </span><a href="https://www.epochtimes.it/renzi-difendere-papa-leone-e-dovere-dei-cattolici-e-soprattutto-dei-laici-207149.html"><span style="font-weight: 400;">spiccava</span></a><span style="font-weight: 400;"> quello del presidente di Italia Viva Matteo Renzi su X: « «Trump attacca il Papa. Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici, ma anche e soprattutto per i laici. Erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il romano pontefice».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Istituto tecnico industriale “Enrico Fermi” di Modena </span><a href="https://x.com/luciomoretti70/status/2046112414026908076/photo/1"><span style="font-weight: 400;">ha organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> il progetto “Identità e fede islamica” che ha visto una lezione delle classi seconde, sabato 18 aprile, con il referente della comunità musulmana di Sassuolo Hicham Houchim, rappresentante dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane) presso due sedi scolastiche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Commissione regionale Pari opportunità e l’Ufficio scolastico regionale abruzzesi </span><a href="https://www.facebook.com/DIOCESIAVEZZANO/posts/pfbid02wmoMUGZFx1DzQQMuMSNtZw5Koz4QXZk1XMPsCdZCLzpQeUf5MmXoQy4RScaJuZVsl"><span style="font-weight: 400;">hanno organizzato</span></a><span style="font-weight: 400;"> l’evento «L’educazione finanziaria – Progetto On the Road» nell’ambito delle attività di promozione della cittadinanza attiva e dell’empowerment giovanile che ha visto anche la partecipazione del vescovo Giovanni Massaro.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’onorevole Rossano Sasso (Futuro Nazionale) ha presentato l’8 aprile alla Camera un’interrogazione rivolta al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in cui </span><a href="https://www.facebook.com/watch/live/?ref=watch_permalink&amp;v=1578515929875788"><span style="font-weight: 400;">ha protestato</span></a><span style="font-weight: 400;"> per la concessione di un’aula per le preghiere del Ramadan da parte dell’Istituto “Sassetti Peruzzi” di Firenze con argomenti smaccatamente clericali: ha infatti lamentato che la laicità porterebbe a «rinnegare la propria identità, le proprie radici e la religione cattolica» e che nelle scuole sia diffusa la «propaganda islamista», invitando il governo ad approvare la sua risoluzione contro l’islamizzazione in ambienti scolastici. Alla risposta del ministro, che sulla scorta di quanto riferito dall’Ufficio scolastico regionale toscano </span><a href="https://www.controradio.it/aule-per-ramadan-al-sassetti-peruzzi-valditara-nessun-abuso-si-tratta-di-autonomia-organizzativa/"><span style="font-weight: 400;">ha specificato</span></a><span style="font-weight: 400;"> che tale concessione rientrava nell’autonomia organizzativa dell’istituto a fronte di richieste di alcuni studenti «per non essere costretti ad assentarsi e perdere diversi giorni di lezione», Sasso ha replicato che la scuola sarebbe ostaggio dell’indottrinamento islamico e che l’islam non ha pieno riconoscimento da parte dello Stato, non avendo firmato un’intesa, infine denunciando «la mollezza di questo centrodestra che ha deposto le armi e, nel nome del politicamente corretto, ha rinunciato ad una battaglia valoriale», per Futuro Nazionale una «linea rossa».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Futuro Nazionale </span><a href="https://www.parmatoday.it/attualita/sala-preghiera-islam-universita.html"><span style="font-weight: 400;">ha espresso indignazione</span></a><span style="font-weight: 400;"> per le sale islamiche di preghiera concesse dall’Università di Parma, lamentando l’uso religioso di spazi pubblici e invocando persino laicità, diritti e uguaglianza. La sezione locale del nuovo partito di Roberto Vannacci ha denunciato la presenza di salette dedicate all’interno di alcuni plessi dell’ateneo, gestite dall’Associazione studentesca musulmana universitaria (Asmu), lamentando che un’istituzione statale «per una natura, dovrebbe garantire neutralità, laicità e pari accesso a tutti gli studenti, indipendentemente dal credo religioso» e chiedendosi «come sia stato possibile destinare locali pubblici a un uso specificatamente religioso». Dal canto suo l’onorevole Rossano Sasso paventa i rischi di “islamizzazione”, tema su cui ha presentato una risoluzione chiedendo alla maggioranza di approvarla, e annuncia un’interrogazione alla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini «per chiederle un parere su questa piccola vicenda, in particolare della discriminazione della donna nella piccola moschea interna all’università». Questa indignazione, come avviene spesso con gli identitaristi clericali nostrani, dimentica che le istituzioni scolastiche e universitarie vedono frequentemente invadenza e uso degli spazi da parte di rappresentanti della confessione cattolica (tra messe, preghiere e benedizioni, e pure con la presenza di cappelle dentro gli atenei). Nell’università parmense, come in tante altre, è stata edificata nel 2007 una chiesa universitaria, mentre la prima sala di preghiere islamica risale almeno al 2017. </span></p>
<p><strong>La redazione</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F20%2Fla-clericalata-della-settimana-16-consigliere-comunale-di-formigine-mo-vuole-vietare-aborto-e-contraccezione-per-aumentare-la-natalita%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2016%3A%20consigliere%20comunale%20di%20Formigine%20%28MO%29%20vuole%20vietare%20aborto%20e%20contraccezione%20per%20aumentare%20la%20natalit%C3%A0" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F20%2Fla-clericalata-della-settimana-16-consigliere-comunale-di-formigine-mo-vuole-vietare-aborto-e-contraccezione-per-aumentare-la-natalita%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2016%3A%20consigliere%20comunale%20di%20Formigine%20%28MO%29%20vuole%20vietare%20aborto%20e%20contraccezione%20per%20aumentare%20la%20natalit%C3%A0" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F20%2Fla-clericalata-della-settimana-16-consigliere-comunale-di-formigine-mo-vuole-vietare-aborto-e-contraccezione-per-aumentare-la-natalita%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2016%3A%20consigliere%20comunale%20di%20Formigine%20%28MO%29%20vuole%20vietare%20aborto%20e%20contraccezione%20per%20aumentare%20la%20natalit%C3%A0" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F20%2Fla-clericalata-della-settimana-16-consigliere-comunale-di-formigine-mo-vuole-vietare-aborto-e-contraccezione-per-aumentare-la-natalita%2F&amp;linkname=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2016%3A%20consigliere%20comunale%20di%20Formigine%20%28MO%29%20vuole%20vietare%20aborto%20e%20contraccezione%20per%20aumentare%20la%20natalit%C3%A0" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fblog.uaar.it%2F2026%2F04%2F20%2Fla-clericalata-della-settimana-16-consigliere-comunale-di-formigine-mo-vuole-vietare-aborto-e-contraccezione-per-aumentare-la-natalita%2F&#038;title=La%20clericalata%20della%20settimana%2C%2016%3A%20consigliere%20comunale%20di%20Formigine%20%28MO%29%20vuole%20vietare%20aborto%20e%20contraccezione%20per%20aumentare%20la%20natalit%C3%A0" data-a2a-url="https://blog.uaar.it/2026/04/20/la-clericalata-della-settimana-16-consigliere-comunale-di-formigine-mo-vuole-vietare-aborto-e-contraccezione-per-aumentare-la-natalita/" data-a2a-title="La clericalata della settimana, 16: consigliere comunale di Formigine (MO) vuole vietare aborto e contraccezione per aumentare la natalità"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Gli scienziati e la fede religiosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 09:00:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rivista Nessun Dogma]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo il sociologo Christopher P. Scheitle gli studenti religiosi lamentano pregiudizi in ambito scientifico, d’altronde gli scienziati credenti proclamano spesso con orgoglio la propria fede: la questione però è che metodo scientifico e fede ostentata sono difficilmente compatibili. Affronta il tema il divulgatore scientifico Silvano Fuso sul numero 6/2025 di Nessun Dogma. Per leggere la rivista associati all&#8217;Uaar, abbonati oppure acquistala in formato digitale. Christopher P. Scheitle è un sociologo della West Virginia University (Usa). Nell’ottobre 2023 ha pubblicato un...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/19/gli-scienziati-e-la-fede-religiosa/" title="Read Gli scienziati e la fede religiosa">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo il sociologo Christopher P. Scheitle gli studenti religiosi lamentano pregiudizi in ambito scientifico, d’altronde gli scienziati credenti proclamano spesso con orgoglio la propria fede: la questione però è che metodo scientifico e fede ostentata sono difficilmente compatibili. Affronta il tema il divulgatore scientifico Silvano Fuso sul numero 6/2025 di <a href="https://rivista.nessundogma.it/">Nessun Dogma</a>. Per leggere la rivista <a href="https://www.uaar.it/adesione">associati all&#8217;Uaar</a>, <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">abbonati</a> oppure acquistala <a href="https://www.uaar.it/shop/catalogo/rivista-nessun-dogma/">in formato digitale</a>.</em></p>
<hr />
<p>Christopher P. Scheitle è un sociologo della West Virginia University (Usa). Nell’ottobre 2023 ha pubblicato un volume dal titolo <em><i>The Faithful Scientist. Experiences of Anti-Religious Bias in Scientific Training</i></em><sup>1</sup> (Lo scienziato credente. Esperienze di pregiudizi antireligiosi nella formazione scientifica). Nel testo, attraverso interviste e sondaggi che hanno coinvolto oltre 1.300 studenti universitari di biologia, chimica, fisica, psicologia e sociologia, Scheitle sostiene che chi si dedica alla scienza e ha una fede religiosa subisce, durante il proprio percorso formativo, forti pregiudizi da parte dei colleghi e, in generale, dell’ambiente scientifico, manifestamente antireligioso.</p>
<p>Come afferma lo stesso Scheitle: «La composizione relativamente non religiosa dei loro colleghi e docenti può creare difficoltà agli studenti universitari religiosi. Molti degli studenti religiosi con cui ho parlato hanno descritto una cultura che <span class="pullquote">dava per scontato che tutti in laboratorio o in classe fossero atei</span> e consentiva commenti apertamente ostili alla religione o alle persone religiose. Uno studente cristiano in biologia mi ha detto: ‘Sono rimasto davvero scioccato quando ho iniziato la scuola di specializzazione&#8230; dalla mancanza di rispetto dei miei compagni e dei professori. Sento ancora il bisogno di nascondere quella parte della mia vita&#8230; Non ho voglia di aprirmi’»<sup>2</sup>.</p>
<img class="alignnone size-full wp-image-77173" src="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/gli-scenziati-e-la-fede-religiosa.jpg" alt="" width="100%" srcset="https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/gli-scenziati-e-la-fede-religiosa.jpg 1200w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/gli-scenziati-e-la-fede-religiosa-768x402.jpg 768w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/gli-scenziati-e-la-fede-religiosa-650x340.jpg 650w, https://blog.uaar.it/wp-content/uploads/2026/04/gli-scenziati-e-la-fede-religiosa-1024x536.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />
<p>Scheitle, con i suoi sondaggi, conferma, affermando che circa i due terzi degli studenti che si sono identificati come molto religiosi o moderatamente religiosi concordavano con l’affermazione secondo la quale «le persone nella mia disciplina hanno un atteggiamento negativo nei confronti della religione».</p>
<p>Inoltre, aggiunge l’autore, circa il 40% di questi studenti concordava anche sulla necessità di «nascondere o camuffare» le proprie opinioni o identità nei confronti delle altre persone che frequentavano nell’ambiente di studio.</p>
<p>Scheitle si sofferma poi su alcuni aspetti pratici della vita dei ricercatori. Il lungo processo di formazione e i tempi lunghi necessari per riuscire a ottenere una posizione lavorativa stabile portano molti scienziati accademici a rimandare la nascita di figli e/o ad averne meno di quanti avrebbero desiderato. A ciò contribuisce inoltre la frequente mobilità cui deve andare incontro uno scienziato, che raramente può scegliere il luogo in cui vivere e lavorare.</p>
<p>L’autore fa notare che questi aspetti colpiscono soprattutto coloro che hanno una fede religiosa che li induce a desiderare maggiormente la costituzione di una famiglia e la messa al mondo di figli. L’indagine di Scheitle mostra infatti che il 23% degli studenti laureati in scienze che si identificano come molto religiosi ha già almeno un figlio. Questa percentuale scende al 12% tra i moderatamente religiosi, al 7% tra i leggermente religiosi e al 6% tra coloro che si dichiarano non religiosi. Gli studenti più religiosi hanno anche indicato un maggiore desiderio di avere ulteriori figli in futuro.</p>
<p>I sondaggi di Scheitle però hanno anche messo in evidenza che gli studenti religiosi attribuiscono meno importanza alla carriera rispetto ai loro coetanei non religiosi. Al contrario essi ritengono maggiormente importante la vita familiare. Questa importanza attribuita alla famiglia, a sua volta, è associata a una minore intenzione di raggiungere posizioni di rilievo nell’ambito della ricerca. A parità di altre condizioni, gli studenti che affermano che gli obiettivi familiari sono “molto importanti” per loro hanno il 12% di probabilità in meno di affermare di voler raggiungere tali posizioni, rispetto agli studenti che affermano invece che tali obiettivi familiari “non sono importanti”.</p>
<p>Non abbiamo motivo di dubitare dell’attendibilità dei sondaggi di Scheitle e ne prendiamo atto. Quelle che invece appaiono per lo meno opinabili sono alcune considerazioni espresse da Scheitle. Egli infatti afferma: «Tuttavia, come minimo, fare commenti denigratori o mostrare altre forme di ostilità nei confronti della religione di un individuo – come molti dei miei intervistati hanno affermato di aver sperimentato – potrebbe violare le leggi contro la discriminazione e le molestie. [&#8230;] Sostengo che la diversità religiosa potrebbe apportare anche altri benefici alla comunità scientifica. Data la crescente rilevanza delle problematiche lavoro-famiglia tra gli scienziati religiosi, questi individui potrebbero svolgere un ruolo importante nel modificare norme e politiche volte a migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata per tutti gli scienziati.</p>
<p>Allo stesso modo, anche gli scienziati religiosi potrebbero fungere da ambasciatori, o da “costruttori di ponti” come li chiama la sociologa Elaine Howard Ecklund, tra le comunità scientifiche e religiose.</p>
<p>Nel breve termine, i corsi di laurea in scienze potrebbero riflettere sul modo in cui affrontano e parlano della religione, tenendo presente che circa 1 studente su 5 è probabilmente religioso»<sup>3</sup>.</p>
<p><span class="pullquote">Va da sé che nessuno debba essere discriminato per le proprie idee</span>, religiose o no che siano: il rispetto reciproco è alla base di ogni convivenza civile. Ciò non toglie che le idee possano essere criticate: la libertà di pensiero e di parola e quella di critica sono anch’esse alla base di ogni società democratica. Ed è abbastanza naturale che in un ambiente scientifico, le idee religiose vengano viste in modo critico.</p>
<p>Francamente, non sembra essere prioritaria la necessità di creare ponti tra le comunità scientifiche e religiose. Quale sarebbe l’utilità di questi ponti? Le comunità scientifiche e il sapere da esse prodotto sono aperte e disponibili per chiunque voglia accedervi, religioso o no. Per contro non si capisce bene quale interesse potrebbero avere le comunità scientifiche a interagire con quelle religiose, i cui presupposti sono ben lontani da quelli scientifici. Se poi all’interno delle comunità religiose, come spesso accade, sono diffuse credenze palesemente antiscientifiche (pensiamo al creazionismo) il conflitto appare inevitabile.</p>
<p>Non si capisce poi per quale motivo i corsi di laurea in scienze dovrebbero riflettere sul modo in cui parlano di religione, visto che l’unico approccio corretto scientificamente è quello psicologico, antropologico ed evolutivo<sup>4</sup>.</p>
<p>Abbiamo già esaminato su questa rivista i rapporti tra scienza e fede e criticato la teoria dei magisteri non sovrapponibili di Stephen Jay Gould<sup>5</sup>. Scienza e fede religiosa, a meno di ardite acrobazie logiche, sono difficilmente compatibili<sup>6</sup>. Ciò non significa, naturalmente, che non esistano scienziati credenti: ci sono eccome! E, contrariamente agli studenti intervistati da Scheitle, spesso molti di loro proclamano orgogliosamente in pubblico la propria fede.</p>
<p>Tanto per fare due esempi piuttosto noti, ricordiamo il fisico Antonino Zichichi che non ha mai perso l’occasione di dichiarare il proprio cattolicesimo convinto, oppure un altro fisico, il pakistano Abdus Salam (1926-1996), premio Nobel nel 1979, che ha sempre manifestato la propria fede musulmana e che citò alcuni versi del <em><i>Corano </i></em>nel suo discorso per l’attribuzione del premio Nobel. Inoltre, almeno per quanto riguarda Zichichi, non penso si possa affermare che la sua fede religiosa lo abbia mai ostacolato nella sua carriera scientifica. Anzi, senza togliergli alcun merito, molte porte gli si sono aperte e molti appoggi politici gli sono stati offerti proprio grazie a questo.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che nel 2000, anno santo per i cattolici, il Pontificio consiglio della cultura, insieme alla Pontificia accademia delle scienze, alla Pontificia accademia delle scienze sociali, alla Pontificia accademia per la vita e alla Specola vaticana, organizzò il Giubileo degli scienziati che si svolse a Roma dal 23 al 25 maggio.</p>
<p>Quello che non deve stupire, con buona pace di Scheitle, è che l’ambiente scientifico sia in media poco propenso e poco favorevole alle credenze religiose. E questo per la natura della scienza stessa. Ogniqualvolta le credenze metafisiche di uno scienziato hanno interferito con il suo lavoro, non ne è nato nulla di buono. La convivenza tra scienza e fede è possibile solo se si riescono a mantenere rigidamente separate ma questo, come abbiamo già discusso in precedenza<sup>7</sup>, non è sempre facile.</p>
<p>Che l’ambiente degli scienziati sia caratterizzato da una scarsa diffusione delle credenze religiose è confermato da diversi studi.</p>
<p>Un primo studio risale al 1914 e venne condotto dallo psicologo James H. Leuba<sup>8</sup>. Intervistando un campione casuale di 1.000 scienziati statunitensi, <span class="pullquote">Leuba trovò che il 58% si dichiarava ateo o agnostico</span>. In un sottocampione di 400 scienziati di maggior spicco, tale percentuale saliva al 70%. Lo stesso Leuba ripeté lo studio nel 1934<sup>9</sup> e trovò che le percentuali erano salite, rispettivamente, al 67 e all’85%.</p>
<p>In anni successivi uno studio dello stesso tipo è stato ripetuto da altri due ricercatori: Edward J. Larson e Larry Witham. Nel 1996<sup>10</sup> i due studiosi riscontrarono solo piccoli cambiamenti rispetto alla percentuale trovata da Leuba nel 1934. (I dati acquistano maggior significato se si tiene conto che il 93% della popolazione degli Stati Uniti professa una fede religiosa). Più recentemente, nel 1998<sup>11</sup>, gli stessi autori hanno compiuto un’ulteriore indagine limitata a un secondo campione, dello stesso tipo del sottocampione di Leuba, ovvero costituito da “grandi scienziati”.</p>
<p>Per individuare gli elementi di un simile campione, Larson e Witham hanno fatto riferimento ai membri della <em><i>National Academy of Sciences</i></em>. Mediamente, nel campione considerato, la percentuale degli scienziati che dichiarano di credere in Dio risulta essere del 7%. La percentuale varia a seconda del tipo di scienziati intervistati: i meno credenti risultano i biologi, seguiti da fisici e astronomi, mentre i più credenti risultano i matematici. Risultati simili si sono ottenuti relativamente alla credenza nell’immortalità dell’anima.</p>
<p>Anche studi più recenti hanno sostanzialmente confermato il fatto che chi si dedica professionalmente alla scienza tende ad avere minori credenze di tipo religioso<sup>12</sup>. Lo stesso Scheitle ammette che tra gli studenti da lui intervistati solo il 22% afferma di credere in Dio e solo il 20% si descrive come “molto” o “moderatamente” religioso. Percentuali, su ammissione dello stesso autore, molto inferiori a quelle riscontrate nel pubblico generale statunitense.</p>
<p>La scienza, per sua natura, deve ricercare spiegazioni naturalistiche della realtà, rifuggendo ogni congettura metafisica e trascendente. È abbastanza naturale quindi che chi opera professionalmente in tal modo, tenda a farlo anche al di fuori della propria attività professionale.</p>
<p>Gli scienziati credenti, al contrario, devono sforzarsi di attuare una sorta di dissonanza cognitiva per separare le proprie credenze intime dalla propria attività di ricerca. Ma questo è evidentemente difficile, come confermano le statistiche che abbiamo citato.</p>
<p>Ciò nonostante, da più parti si continua a sostenere la perfetta compatibilità tra scienza e fede, come dimostra anche la popolarità incontrata da certi libri dedicati all’argomento, come il recente <em><i>Dio. La scienza, le prove. L’alba di una rivoluzione </i></em>dei francesi Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonnassies<sup>13</sup>. Libro che non solo sostiene la compatibilità tra scienza e fede, ma pretende addirittura che la scienza possa condurre a dimostrare l’esistenza di Dio<sup>14</sup>.</p>
<p>Si tratta di tentativi maldestri e mal riusciti di conciliare cose incompatibili che mostrano solamente una scarsa conoscenza di cosa sia la scienza e di quali principi la animino e quanto sia potente il pregiudizio religioso.</p>
<p><strong>Silvano Fuso</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<ol>
<li>P. Scheitle,<em><i>The Faithful Scientist. Experiences of Anti-Religious Bias in Scientific Training</i></em>, New York University Press, New York 2023.</li>
<li>P. Scheitle, <em><i>The challenges of being a religious scientist, The Conversation</i></em>, 27 novembre 2023: go.uaar.it/jnrtmlg.</li>
<li>Ibid.</li>
<li>J.A. Thomson (con C. Aukofer), <em><i>Perché crediamo in Dio (o meglio, negli dèi)</i></em>, Nessun Dogma, Roma 2015; M. Shermer, <em><i>Homo credens. Perché il cervello ci fa coltivare e diffondere idee improbabili</i></em>, <em><i>Nessun Dogma</i></em>, 2015.</li>
<li>Fuso, <em><i>Magisteri non sovrapponibili?, Nessun Dogma </i></em>n. 3/2023.</li>
<li>Si veda anche: J.A. Coyne, <em><i>O scienza o religione. Perché la fede è incompatibile coi fatti, Nessun Dogma</i></em>, Roma 2016.</li>
<li>Fuso, <em><i>Magisteri non sovrapponibili?</i></em>, op. cit..</li>
<li>J.H. Leuba, <em><i>The Belief in God and Immortality: A Psychological, Anthropological and Statistical Study</i></em>, Sherman, French &amp; Co., Boston, 1916.</li>
<li>J.H. Leuba, <em><i>Harper’s Magazine </i></em>169, 291-300, 1934.</li>
<li>E.J. Larson &amp; L. Witham, <em><i>Scientists are still keeping the faith, Nature </i></em>386, 435-436, 1997.</li>
<li>E.J. Larson &amp; L. Witham, <em>Leading scientists still reject God, Nature</em> 394, 313, 1998.</li>
<li>V. Stenger, <em>God: The Failed Hypothesis: How Science Shows That God Does Not Exist</em>, Prometheus Books, Buffalo, New York 2008.</li>
<li>M.-Y. Bolloré, O. Bonnassies, <em>Dio, la scienza, le prove. L’alba di una rivoluzione,</em> Sonda, Milano 2024.</li>
<li>Si veda, a tale proposito, la seguente analisi: C. D’Ardia, <em>Dio, la scienza, le prove: un commento</em>, <em>Nessun Dogma</em> n. 3/2024.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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		<title>Laura Balbo (1933 &#8211; 2026)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:45:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È scomparsa ieri all’età di 92 anni Laura Balbo, presidente onoraria dell’Uaar. Vogliamo ricordarla per il suo contributo pionieristico come sociologa, attivista e ministra per le Pari opportunità a favore dei diritti civili e della laicità e per la riflessione su temi come discriminazione e questioni di genere. Dopo la laurea in Scienze Politiche all’Università di Padova, si era specializzata all’ateneo californiano di Berkeley, ed era stata tra le prime studiose a diffondere nel nostro Paese una sociologia laica e...  <a class="excerpt-read-more" href="https://blog.uaar.it/2026/04/17/laura-balbo-1933-2026/" title="Read Laura Balbo (1933 &#8211; 2026)">Leggi tutto &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È scomparsa ieri all’età di 92 anni Laura Balbo, presidente onoraria dell’Uaar. Vogliamo ricordarla per il suo contributo pionieristico come sociologa, attivista e ministra per le Pari opportunità a favore dei diritti civili e della laicità e per la riflessione su temi come discriminazione e questioni di genere.</p>
<p>Dopo la laurea in Scienze Politiche all’Università di Padova, si era specializzata all’ateneo californiano di Berkeley, ed era stata tra le prime studiose a diffondere nel nostro Paese una sociologia laica e fondata sui dati, particolarmente attenta ai cambiamenti veicolati dalla modernità in campi come la famiglia, il ruolo delle donne, le dinamiche di genere, le migrazioni. Il suo percorso accademico l’ha portata a insegnare alla Statale di Milano, all’Università di Ferrara e all’ateneo di Padova e a dirigere l’Associazione Italiana di Sociologia dal 1998 al 2001.</p>
<p>Il suo impegno non era limitato all’ambito accademico, ma ha avuto anche un’espressione politica e istituzionale. Militante di sinistra, è stata eletta deputata nel 1983 come indipendente in quota PCI alla Camera nel 1983 e nel 1987 nella Sinistra Indipendente. Eletta poi con la Federazione dei Verdi, è stata ministra per le Pari opportunità da 1998 al 2000 nei governi D’Alema, particolarmente impegnata nella lotta alle discriminazioni razziste e omofobe (tanto da assegnare un incarico allo storico attivista Lgbt Franco Grillini) e per la promozione di politiche per l’emancipazione e l’impiego lavorativo delle donne, lanciando anche la prima conferenza nazionale sull’occupazione femminile a Napoli.</p>
<p>Nel 2014, in <a href="https://www.uaar.it/uaar/ateo/archivio/93/laicita-non-piu-invisibile/">un articolo</a> sulla nostra rivista associativa<em> L&#8217;Ateo</em>, Balbo aveva evidenziato l&#8217;importanza della laicità e l&#8217;emergere dei laici e dei non credenti nell’Italia contemporanea, «non più una minoranza, un gruppo limitato, un elemento di disturbo o comunque anomalo nel quadro complessivo» bensì «“attori” in una società in cambiamento». Un messaggio prezioso che intendiamo valorizzare e portare avanti come associazione per dare voce agli atei e agli agnostici, non più invisibili.</p>
<p><strong>L&#8217;Associazione</strong></p>
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