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		<title>Vendere con i social o grazie ai social? Spieghiamo il social commerce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura De Vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 06:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SMM]]></category>
		<category><![CDATA[social commerce]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="1024" height="1024" src="https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/09/store-4156934_1280.png" class="attachment-homepage-thumb size-homepage-thumb wp-post-image" alt="social commerce" srcset="https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/09/store-4156934_1280.png 1024w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/09/store-4156934_1280-300x300.png 300w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/09/store-4156934_1280-800x800.png 800w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/09/store-4156934_1280-150x150.png 150w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/09/store-4156934_1280-768x768.png 768w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/09/store-4156934_1280-200x200.png 200w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/09/store-4156934_1280-280x280.png 280w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/09/store-4156934_1280-336x336.png 336w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/09/store-4156934_1280-312x312.png 312w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></div>
<p class="p1">I <b>social network</b>, ormai, li conosciamo bene. Sono arrivati a una fase molto matura della loro esistenza, tant’è che si sono divisi e stratificati, come a creare tante piccole-grandi isole. Su Facebook ci sono prevalentemente gli adulti, su Tik Tok i giovani, su Thread chi segue politica e notizie e così via.</p>
<p class="p1">Ma se c’è una cosa che accomuna tutte le piattaforme, quella è la <b>pubblicità</b>, e di conseguenza la <b>quantità di vendite e transazioni</b> che rendono possibili quotidianamente. I social hanno un’anima commerciale molto potente, che oggi inizia a prendere forme nuove e inaspettate, ma importanti da seguire per chi è interessato a vendere online.</p>
<p class="p1">Ci riferiamo al cosiddetto “social commerce”, cioè l’integrazione tra il mondo del commercio virtuale e quello degli User Generated Content. Su Instagram, per esempio, i creator lavorano attraverso le <b>logiche dell’Influencer Marketing</b>, mentre su Tik Tok arrivano i pagamenti, il che significa che si possono acquistare prodotti direttamente sulla piattaforma. Se vi interessa scoprire questo mondo o affidarvi a un <b>team di esperti</b> in <a href="https://www.italiaonline.it/servizi/social-commerce/"><span class="s1">servizi di social commerce</span></a>, questa guida farà al caso vostro: vi spiegheremo tutto quello che c’è da sapere.</p>
<h2 class="p2">Il social commerce: definizioni da manuale</h2>
<p class="p1">Si può fare social commerce in tanti modi diversi. Il più semplice è collegare un <b>catalogo prodotti a Facebook o Instagram</b>, in modo da rendere ogni post “cliccabile” e convertibile in acquisto. Ma questo è solo l’inizio.</p>
<p class="p1">Le piattaforme stanno andando sempre più verso <b>modelli ibridi</b>, che permettono non solo di mostrare i prodotti, ma anche di venderli direttamente, senza mai uscire dall’app. TikTok sta spingendo proprio in questa direzione, introducendo logiche da “<b>checkout integrato</b>”, mentre YouTube testa <b>formati acquistabili durante i video</b>.</p>
<p class="p1">Questa evoluzione permette di intercettare un pubblico in momenti precisi del suo comportamento digitale: mentre guarda, legge, si informa o si diverte. Il potere del social commerce è proprio questo: <b>trasformare la visione in azione</b>, l’ispirazione in conversione. Ma per farlo servono contenuti adatti, logiche promozionali mirate, strategie ben costruite.</p>
<h2 class="p2">I social rendono inutile l’eCommerce vero e proprio?</h2>
<p class="p1"><b>La risposta è no</b>. Il social commerce non sostituisce l’eCommerce tradizionale, ma lo completa. Le due cose convivono in un sistema più ampio, in cui ogni touch point ha una funzione specifica.</p>
<p class="p1">Il <b>sito eCommerce</b> resta il “<b>quartier generale</b>” del brand: costruisce identità, lavora sul posizionamento, gestisce i dati, esegue operazioni complesse. I <b>social</b>, invece, sono gli <b>snodi di attrazione</b>, le rotte di atterraggio, gli spazi in cui si fa community e si intercettano i segnali deboli dell’interesse.</p>
<p class="p1">Chi vende online oggi <b>non può ignorare nessuno dei due elementi</b>. Anche perché il comportamento d’acquisto è frammentato: si scopre un brand su TikTok, si cerca il prodotto su Google, si confrontano i prezzi su un marketplace, si guarda un tutorial su YouTube e si compra solo dopo aver letto le recensioni su Instagram.</p>
<p class="p1">Di conseguenza, pensare che basti “essere su un social” per vendere è riduttivo: serve una <b>strategia ampia</b>,<b> integrata</b>,<b> consapevole</b>. E soprattutto serve tempo per raccogliere i dati, migliorare contenuti e approcci e scalare con gradualità.</p>
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		<title>Oltre il sito web: perché un approccio integrato è la chiave del successo online</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Webhouse Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 23:01:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SMM]]></category>
		<category><![CDATA[Web e Dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Webhouse]]></category>
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		<category><![CDATA[digital agency]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="1024" height="682" src="https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/06/hands-820272_1280.jpg" class="attachment-homepage-thumb size-homepage-thumb wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/06/hands-820272_1280.jpg 1024w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/06/hands-820272_1280-300x200.jpg 300w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/06/hands-820272_1280-800x533.jpg 800w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/06/hands-820272_1280-768x512.jpg 768w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/06/hands-820272_1280-200x133.jpg 200w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/06/hands-820272_1280-336x224.jpg 336w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/06/hands-820272_1280-468x312.jpg 468w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></div>
<p class="p1">Chi si affaccia oggi al mondo digitale con l’idea che basti avere un <b>bel sito web</b> per ottenere risultati si illude. Non perché il sito non conti, anzi, è spesso il cuore della presenza online, ma perché <b>da solo non basta più</b>. Il contesto digitale si è evoluto: la concorrenza è più alta, gli utenti più esigenti, e la tecnologia più complessa. Un sito statico, se non inserito in una strategia più ampia e coerente, diventa invisibile.</p>
<p class="p1">Un’azienda che vuole davvero ottenere risultati online deve ragionare in termini di <b>ecosistema digitale</b>: ogni canale (sito, social, motori di ricerca, newsletter, advertising) ha un ruolo preciso, ma il vero valore emerge solo quando tutto funziona in modo integrato. Per questo sempre più realtà scelgono di collaborare con una <a href="https://interactiveanddesign.com/"><span class="s1"><b>digital agency</b></span></a> capace di governare insieme design, contenuti, traffico e analisi.</p>
<p class="p2">Il sito non è un punto di arrivo, ma un nodo di una rete</p>
<p class="p1">Avere un sito è necessario, ma non è più sufficiente. Le persone non arrivano al sito per caso: ci arrivano da una ricerca su Google, da un post social, da una newsletter, da una pubblicità. Il sito è il luogo dove convergono tutti questi flussi, e proprio per questo, deve essere pensato non come vetrina, ma come <b>snodo strategico</b>.</p>
<p class="p1">Un sito ben progettato deve riflettere il <b>tono</b>, coerente con il resto della comunicazione, i<b> bisogni dell’utente</b>, con una struttura logica e accessibile e, infine, gli<b> obiettivi di business</b>, cioè generare contatti, vendite o richieste</p>
<p class="p1">Ma serve anche che sia <b>costantemente aggiornato</b>, ottimizzato per il mobile, pensato per la SEO e connesso agli strumenti di analisi. Altrimenti rischia di diventare un contenitore vuoto.</p>
<p class="p2">La forza sta nella connessione tra strumenti diversi</p>
<p class="p1">Una presenza online efficace nasce quando ogni canale contribuisce a un obiettivo comune. Questo richiede coordinamento, coerenza e una <b>strategia integrata</b>. Non significa, semplicemente, “essere presenti” sui social, o “fare SEO”, ma di <b>allineare ogni azione digitale</b>.</p>
<p class="p1">Facciamo un esempio concreto: una campagna di advertising online può generare traffico verso il sito, ma se il sito non è chiaro, veloce, o non porta a un’azione concreta (iscrizione, acquisto, contatto), quel traffico si disperde. Oppure: è possibile avere contenuti bellissimi su Instagram, ma se non sono collegati a un funnel o a una promozione attiva, il valore si perde in pochi secondi.</p>
<p class="p1"><b>Lavorare in modo integrato</b> significa pianificare obiettivi misurabili, scegliere i canali in base al target reale, fare in modo che ogni touchpoint (sito, social, newsletter, Google) parli lo stesso linguaggio<b> </b>e, infine, monitorare i risultati e adattare in tempo reale</p>
<p class="p1">Una digital agency allinea tutti questi elementi, rendendo il sistema efficace e meno dispersivo.</p>
<p class="p2">Integrare è anche misurare, leggere, correggere</p>
<p class="p1">Molte aziende investono in strumenti digitali senza sapere davvero <b>cosa stia funzionando</b>. Un sito può ricevere mille visite al mese, ma da dove arrivano? Quanti si trasformano in clienti? Quanti abbandonano subito la pagina?</p>
<p class="p1">Un approccio integrato prevede anche questo: la<b> raccolta e l’analisi dei dati</b>. Google Analytics, strumenti di heatmap, sistemi di monitoraggio delle campagne pubblicitarie, CRM collegati al sito... Tutto dev’essere impostato per restituire dati chiari. Ma soprattutto, qualcuno deve <b>leggerli e interpretarli</b>.</p>
<p class="p1">Una digital agency ha il compito non solo di produrre contenuti o gestire la tecnologia, ma anche di <b>guidare il cliente nella comprensione dei dati</b>, per prendere decisioni basate su evidenze, non su impressioni. Questo è ciò che distingue un lavoro tecnico da una strategia digitale vera: la capacità di correggere la rotta, capire dove intervenire, riallineare gli strumenti in base agli obiettivi.</p>
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		<title>NapulETH 2025: Napoli capitale delle tecnologie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Radice]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 09:15:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="1024" height="500" src="https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/04/NapulETH-evento-FOTO-1.png" class="attachment-homepage-thumb size-homepage-thumb wp-post-image" alt="NapulETH - evento" loading="lazy" srcset="https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/04/NapulETH-evento-FOTO-1.png 1024w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/04/NapulETH-evento-FOTO-1-300x146.png 300w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/04/NapulETH-evento-FOTO-1-800x391.png 800w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/04/NapulETH-evento-FOTO-1-768x375.png 768w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/04/NapulETH-evento-FOTO-1-200x98.png 200w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/04/NapulETH-evento-FOTO-1-336x164.png 336w, https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/04/NapulETH-evento-FOTO-1-639x312.png 639w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></div>
<p class="p1">Napoli è da sempre una città di contrasti, dove la storia millenaria si fonde con un’energia contemporanea difficile da replicare altrove. E oggi, proprio questa città si prepara a diventare il nuovo polo europeo dell’innovazione tecnologica. A dimostrarlo è anche il ritorno di <b>NapulETH</b>, evento internazionale dedicato alle tecnologie emergenti, che nel 2025 giunge alla sua seconda edizione, con un programma ambizioso e una visione chiara: trasformare Napoli in un centro di eccellenza per l’innovazione digitale e la cultura tecnologica.</p>
<h2 class="p2"><b>Dall’idea alla visione: perché NapulETH?</b></h2>
<p class="p1">NapulETH non è solo una conferenza o una fiera tecnologica. È un movimento, un ecosistema in crescita che mira a connettere startup, sviluppatori, aziende, investitori, istituzioni e cittadini intorno a un’idea comune: l’innovazione deve essere accessibile, partecipativa e ancorata al territorio. Dietro questo progetto c’è la volontà di valorizzare il Sud Italia non solo come luogo di fruizione, ma come protagonista attivo della rivoluzione digitale in corso.</p>
<p class="p1">L’edizione 2024 è stata il banco di prova, con oltre <b>900 partecipanti</b>, <b>80 sponsor</b> e <b>60 speaker internazionali</b>, e Napoli ha risposto con entusiasmo, energia e visione. Il successo ha spianato la strada a un’edizione 2025 ancora più strutturata, coinvolgente e globale.</p>
<p class="p1"><img class="aligncenter size-large wp-image-36654" src="https://www.webhouseit.com/wp-content/uploads/2025/04/NapulETH-evento-FOTO-1-800x391.png" alt="NapulETH - evento" width="800" height="391" /></p>
<h2 class="p2"><b>Il programma 2025: sei giorni tra hackathon, conferenze e networking</b></h2>
<p class="p1">NapulETH 2025 si articolerà in sei giornate, dal <b>15 al 20 luglio</b>, e sarà suddiviso in tre momenti principali:</p>
<p class="p4"><b>1. Hackathon (15-16 luglio)</b></p>
<p class="p1">Le prime due giornate saranno dedicate a uno <b>hackathon</b> aperto a sviluppatori, designer e innovatori da tutto il mondo. L’obiettivo? Trovare soluzioni concrete e scalabili a problemi reali, utilizzando strumenti innovativi come blockchain, intelligenza artificiale, Internet of Things e tecnologie decentralizzate. La sfida sarà non solo tecnica, ma anche creativa: le squadre dovranno dimostrare di saper coniugare innovazione e impatto sociale, sostenibilità e business. I progetti migliori avranno la possibilità di essere supportati da incubatori, fondi e partner industriali.</p>
<p class="p4"><b>2. Evento principale (17-18-19 luglio)</b></p>
<p class="p1">Nei tre giorni centrali si terrà il <b>Main Event</b>, cuore pulsante di NapulETH 2025. In programma ci sono:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li1"><b>Conferenze tematiche</b> su blockchain, Web3, AI, finanza decentralizzata (DeFi), privacy, NFT, metaverso, smart city, educazione digitale e molto altro.</li>
<li class="li1"><b>Panel e tavole rotonde</b> con speaker internazionali provenienti da startup, università, istituzioni e imprese.</li>
<li class="li1"><b>Workshop pratici</b> per sviluppatori e professionisti, focalizzati su tool e tecnologie emergenti.</li>
<li class="li1"><b>Sessioni di pitch</b> per startup, con la possibilità di incontrare investitori e mentor.</li>
<li class="li1"><b>Spazi espositivi</b> per sponsor, progetti innovativi e partner istituzionali.</li>
</ul>
<p class="p1">L’approccio sarà fortemente interdisciplinare: tecnologia, economia, cultura e sostenibilità si intrecceranno in un unico filo narrativo, dimostrando che l’innovazione non è mai solo tecnica, ma sempre anche sociale e culturale.</p>
<p class="p4"><b>3. Exclusive Boat Party (20 luglio)</b></p>
<p class="p1">Il 20 luglio, gran finale sul mare. Un esclusivo <b>boat party</b> nel Golfo di Napoli offrirà l’occasione di concludere l’esperienza tra networking informale, musica e panorama mozzafiato. Un modo per celebrare l’unione tra il dinamismo della tecnologia e la bellezza senza tempo del territorio.</p>
<h2 class="p2"><b>Un evento per tutti: inclusività, territorio e formazione</b></h2>
<p class="p1">Uno degli aspetti più interessanti di NapulETH è la sua volontà di essere un evento <b>inclusivo</b> e <b>territoriale</b>. L’organizzazione prevede attività pensate non solo per addetti ai lavori, ma anche per studenti, cittadini curiosi, insegnanti e pubblica amministrazione. Il messaggio è chiaro: la rivoluzione tecnologica deve essere compresa, partecipata e governata da tutti.</p>
<p class="p1">Ampio spazio sarà dedicato alla <b>formazione</b>. Attraverso workshop introduttivi, talk divulgativi e momenti di confronto accessibili, NapulETH punta a creare cultura digitale e a colmare il digital divide, soprattutto nel Mezzogiorno. È un invito ad attivarsi, a diventare protagonisti del cambiamento.</p>
<p class="p2"><b>Perché Napoli? Il valore strategico di un territorio connesso</b></p>
<p class="p1">La scelta di Napoli non è casuale. È una scommessa, certo, ma anche una presa d’atto: il Sud Italia ha un potenziale enorme inespresso. Talenti, idee, energie e un patrimonio culturale ineguagliabile. Fare innovazione qui significa generare un impatto sociale più profondo e duraturo. Significa valorizzare risorse locali e attrarre energie globali.</p>
<p class="p1">NapulETH si propone quindi come <b>hub connettivo</b> tra Nord e Sud, tra Italia e resto del mondo. Un punto di incontro per chi crede che la trasformazione digitale debba essere diffusa, aperta e sostenibile.</p>
<h2 class="p2"><b>Le opportunità per aziende, startup e investitori</b></h2>
<p class="p1">Partecipare a NapulETH, evento internazionale, non è solo un’occasione di visibilità, ma un’opportunità concreta per attivare collaborazioni strategiche, scoprire nuovi talenti, testare soluzioni e generare impatto.</p>
<p class="p1">Per le <b>aziende</b>, è un contesto ideale per rafforzare la propria brand identity nel mondo dell’innovazione e del Web3.</p>
<p class="p1">Per le <b>startup</b>, è una vetrina e un acceleratore: visibilità, accesso a investitori, contatti con potenziali clienti, feedback diretti da esperti.</p>
<p class="p1">Per gli <b>investitori</b>, è una miniera di idee, tecnologie emergenti e imprenditori motivati, spesso fuori dai radar dei circuiti tradizionali.</p>
<h2 class="p2"><b>Spazi e struttura di Napuleth evento</b></h2>
<p class="p1">L’evento si svolgerà in location centrali e simboliche della città di Napoli, con una struttura logistica progettata per favorire l’interazione:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li1"><b>4 sale conferenza</b> da 60 a 120 posti, per contenuti verticali e talk principali.</li>
<li class="li1"><b>Area networking all’aperto</b>, per incontri informali, interviste e community meet-up.</li>
<li class="li1"><b>Area sponsor</b> con stand e installazioni immersive.</li>
<li class="li1"><b>Zona ristorazione</b> pensata come spazio conviviale per stimolare lo scambio.</li>
</ul>
<p class="p1">Ogni dettaglio è stato curato per facilitare la fruizione e rendere l’esperienza memorabile.</p>
<h2 class="p2"><b>Tecnologia e cultura: un connubio vincente</b></h2>
<p class="p1">Uno degli elementi distintivi di NapulETH è la sua capacità di coniugare tecnologia e <b>cultura mediterranea</b>. Non si tratta solo di parlare di smart contract o intelligenza artificiale, ma di farlo in un contesto umano, accogliente, ricco di storia e simboli. Perché anche l’innovazione ha bisogno di un’anima. Per questa edizione è stata scelta Villa Doria d’Angri, una delle più importanti ville neoclassiche italiane che si erge sulla collina di Posillipo, oggi sede dell’<a href="https://www.uniparthenope.it/"><span class="s1">Università degli Studi di Napoli Parthenope</span></a>.</p>
<p class="p1">Durante l’evento saranno proposte <b>attività parallele</b> legate al patrimonio culturale: visite guidate, esperienze gastronomiche, performance artistiche. Una visione olistica in cui la trasformazione digitale dialoga con la tradizione.</p>
<p class="p2"><b>Un invito a partecipare</b></p>
<p class="p1">NapulETH 2025 è molto più di un evento. È un’occasione per costruire il futuro dell’innovazione italiana ed europea. È un momento di incontro, formazione e ispirazione. È la dimostrazione che la tecnologia, se ben guidata, può diventare strumento di progresso inclusivo, di sviluppo locale e di cittadinanza attiva.</p>
<p class="p1">Partecipare significa contribuire a un disegno collettivo. Che tu sia uno sviluppatore, un founder, un investitore, un docente o semplicemente un curioso, <a href="https://www.napuleth.org/"><span class="s1">NapulETH</span></a><b> ti aspetta</b>.</p>
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		<title>Un altro posizionamento per i siti web: come integrare SEO e GEO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura De Vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 23:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SEO e SEM]]></category>
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<p class="p1">Da quando le persone hanno iniziato a <b>cercare informazioni tramite le AI</b>, anziché utilizzando i motori di ricerca, i <b>siti web</b> hanno iniziato a notare <b>anomali cali di traffico</b>. Il fenomeno è ancora molto lieve, ma pur sempre interessante per chi ha un’attività online.</p>
<p class="p1">Parallelamente, gli stessi <b>motori di ricerca</b> spingono per dare spazio a <b>contenuti fidati</b> <b>e</b> <b>autorevoli</b> a scapito di siti e pagine web che non si adeguano ai criteri di qualità vigenti.</p>
<p class="p1">Il web, in sostanza, sta cambiando, e anche molto rapidamente. Questo significa che chi ha un business in rete, o desidera avviarne uno, deve prepararsi ad affrontare i cambiamenti, e il modo migliore per farlo è affidarsi a <b>esperti SEO preparati</b>, come <a href="https://www.lauraventurini.it/"><span class="s1">lauraventurini.it</span></a>.</p>
<h2 class="p2">Cosa sta succedendo sul web?</h2>
<p class="p1">L’evoluzione delle ricerche online sta portando a una nuova fase di transizione nel mondo del digital marketing. Se un tempo il traffico organico proveniva quasi esclusivamente dai motori di ricerca tradizionali, oggi le AI generative stanno modificando le abitudini degli utenti.</p>
<p class="p1">Strumenti come ChatGPT o Google Gemini rispondono direttamente alle domande, senza che l’utente debba cliccare su un link per trovare le informazioni. Questo <b>riduce il traffico verso i siti web</b>, soprattutto quelli che offrono contenuti puramente informativi.</p>
<p class="p1">D’altra parte, i motori di ricerca stessi stanno affinando i loro algoritmi per <b>premiare</b> <b>contenuti di alta qualità</b> e <b>penalizzare pagine poco affidabili</b> o scritte con il solo scopo di scalare la SERP.</p>
<p class="p1">Google, ad esempio, ha introdotto aggiornamenti basati su <b>criteri E-E-A-T</b> (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness), che spingono i creatori di contenuti a dimostrare competenza e autenticità nei loro articoli.</p>
<p class="p1">Un altro fenomeno in crescita è l'<b>importanza della ricerca locale</b>, cioè i risultati basati sulla posizione geografica dell’utente. Questi favoriscono le attività locali rispetto ai grandi portali generici, quindi chi ha un’attività fisica o un business con una presenza territoriale può sfruttarla a proprio favore.</p>
<h2 class="p2">Come deve agire chi ha un sito web?</h2>
<p class="p1">Di fronte a questi cambiamenti, chi possiede un sito web dovrà presto attivarsi per non perdere visibilità e traffico. Il primo passo è un <b>approccio SEO più strategico</b> oltre che orientato alla qualità.</p>
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