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	<title>Elmanco</title>
	
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	<description>www.elmanco.com searches for beauty, innovation and good design</description>
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		<title>Bare per animali Rest in Pets</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 09:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su Kickstarter si trovano tante idee che senza quest’opportunità di finanziamento collettivo probabilmente non vedrebbero mai la luce. Una di queste, ad esempio, sono le bare di cartone Rest in pets per i piccoli animali domestici, decorate con illustrazioni adatte ai bambini. La bara in cartone è naturalmente biodegradabile, e i padroncini degli animali defunti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Kickstarter si trovano tante idee che senza quest’opportunità di finanziamento collettivo probabilmente non vedrebbero mai la luce.<br />
Una di queste, ad esempio, sono le bare di cartone <a href="http://www.kickstarter.com/projects/841431424/rest-in-pets-saying-goodbye-to-your-beloved-pet" target="_blank">Rest in pets</a> per i piccoli animali domestici, decorate con illustrazioni adatte ai bambini. La bara in cartone è naturalmente biodegradabile, e i padroncini degli animali defunti possono scriverci sopra un messaggio di addio. L’idea è interessante perché affronta un tema molto delicato proponendo una nuova tipologia di oggetto: invece di usare una piccola bara di legno, la scelta di Rest in Pets riduce la drammaticità e porta il triste evento alla giusta dimensione.<br />
Viceversa usare una bara tanto anticonvenzionale per gli uomini sarebbe una scelta difficile da accettare per i più; a questo proposito mi torna in mente la <a href="http://www.elmanco.com/2006/01/22/bious-urn/" target="_blank">Bios Urn</a> che recensii su Elmanco sette anni fa.<span id="more-10251"></span><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/restinpets4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10257 colorbox-10251" title="restinpets4" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/restinpets4.jpg" alt="" width="540" height="343" /></a><br />
<a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/restinpets2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10253 colorbox-10251" title="restinpets2" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/restinpets2.jpg" alt="" width="540" height="360" /></a><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/restinpets3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10254 colorbox-10251" title="restinpets3" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/restinpets3.jpg" alt="" width="540" height="343" /></a></p>
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		<title>Costruire nella sabbia – Max Lamb</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 09:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il designer inglese Max Lamb è una delle più belle scoperte che ho fatto durante il 2012. Max costruisce elementi di arredo di grandissima personalità; uso il termine costruire perché nel suo caso il designer è anche l’artigiano che realizza gli oggetti, utilizzando tecniche costruttive che connotano in maniera decisiva il risultato finale. Tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il designer inglese <a href="http://maxlamb.org/" target="_blank">Max Lamb</a> è una delle più belle scoperte che ho fatto durante il 2012. Max costruisce elementi di arredo di grandissima personalità; uso il termine costruire perché nel suo caso il designer è anche l’artigiano che realizza gli oggetti, utilizzando tecniche costruttive che connotano in maniera decisiva il risultato finale. Tutti i prodotti pubblicati nel <a href="http://maxlamb.org/" target="_blank">sito di Max Lamb</a> sono accompagnati da un’ampia galleria fotografica che mostra le fasi di lavorazione, così che diventa facile capire come, e perché, l’oggetto ha tale aspetto.<span id="more-10259"></span><br />
Un progetto che esemplifica bene questo solido approccio progettuale è la serie di tavoli triangolari Pewter, fabbricati con una lega metallica a base di stagno. I tavoli sono fabbricati in spiaggia perché il metallo allo stato liquido è versato in una cassaforma scavata a mano tra la sabbia da Max Lamb stesso. Per capire meglio il procedimento consiglio di guardare questo<a href="http://www.youtube.com/watch?v=UnpcnAm4L3o " target="_blank"> time-lapse video</a> pubblicato su Youtube. Di solito le persone perdono le loro cose nella sabbia ma a volte, invece, si possono scovare dei tesori.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10261 colorbox-10259" title="maxlamb2" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb2.jpg" alt="" width="540" height="361" /></a><br />
<a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb31.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10265 colorbox-10259" title="maxlamb3" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb31.jpg" alt="" width="540" height="361" /></a></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10266 colorbox-10259" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb4.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10267 colorbox-10259" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb5.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb5.jpg"></a><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10269 colorbox-10259" title="maxlamb6" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb6.jpg" alt="" width="540" height="808" /></a><br />
<a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10268 colorbox-10259" title="maxlamb7" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/maxlamb7.jpg" alt="" width="540" height="398" /></a></p>
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		<title>Un anno dopo</title>
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		<comments>http://www.elmanco.com/2013/05/16/un-anno-dopo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 09:46:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ricci</dc:creator>
				<category><![CDATA[elmanco]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo quasi un anno d’interruzione ecco un nuovo articolo del blog! Durante la lunghissima attesa l’attività editoriale di Elmanco si è limitata a qualche veloce aggiornamento della pagina Facebook e questa situazione richiede una spiegazione. Come molti sapranno le pubblicazioni si sono interrotte lo scorso anno in corrispondenza della mia partenza per Cracovia dove, grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quasi un anno d’interruzione ecco un nuovo articolo del blog!<br />
Durante la lunghissima attesa l’attività editoriale di Elmanco si è limitata a qualche veloce aggiornamento della pagina Facebook e questa situazione richiede una spiegazione.<br />
Come molti sapranno le pubblicazioni si sono interrotte lo scorso anno in corrispondenza della mia partenza per <strong><a href="https://www.google.it/search?q=cracovia&amp;aq=f&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;hl=it&amp;tbm=isch&amp;source=og&amp;sa=N&amp;tab=wi&amp;ei=TamUUbCbFYqBtAbO1oDoDw&amp;biw=1190&amp;bih=673&amp;sei=T6mUUbavK8aVtAbeuoDoDQ" target="_blank">Cracovia</a></strong> dove, grazie ad una <a href="http://www.programmaleonardo.net/" target="_blank">borsa di studio Leonardo</a>, ho lavorato nello studio di architettura polacco<a href="http://q-arch.pl/" target="_blank"> Q-Arch</a> da giugno a dicembre.<br />
L’esperienza è stata molto positiva sia dal punto di vista professionale che personale ma preferisco parlarne meglio in un articolo successivo, quindi in questa circostanza mi concentrerò su quanto riguarda direttamente il blog.<br />
<span id="more-10222"></span><br />
Quando ho deciso di partire ero conscio che non sarebbe stato semplice continuare ad aggiornare Elmanco… e così è stato. Il trasferimento e le tante novità hanno assorbito tutto il mio tempo libero, e anche dopo l’assestamento iniziale la nuova vita e le nuove abitudini mi hanno privato degli stimoli per ricominciare a curare il blog. Stimoli che onestamente non hanno ripreso molto vigore nemmeno ora, sei mesi dopo il mio ritorno in Italia. Il rilancio di Elmanco, iniziato circa due anni e mezzo fa, è stato impegnativo ma sentire l’entusiasmo dei tanti lettori che aspettavano il ritorno del blog è stata una grande soddisfazione.</p>
<p>Quando però si è profilata la possibilità di lavorare all’estero mi sono trovato a stilare un bilancio del “secondo tempo” di Elmanco, e il desiderio di fare una nuova esperienza ha avuto il sopravvento. Il bilancio, infatti, non è stato positivo come speravo: sapevo fin dall’inizio di non poter lavorare al blog a tempo pieno come quattro anni prima, ma la risalita delle statistiche dei visitatori è stato lento, troppo lento, e senza certi numeri è difficile coinvolgere le aziende in sponsorizzazioni e progetti legati al blog.<br />
Anche la scelta di tenere una linea editoriale diversa dal passato (articoli meno frequenti ma contenuti più profondi e ricchi d’immagini) non ha pagato abbastanza, nonostante sia convinto che fosse una strada che valesse la pena percorrere.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/un-anno-dopo-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10225 colorbox-10222" title="un anno dopo 2" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/un-anno-dopo-2.jpg" alt="" width="540" height="365" /></a></p>
<p>Queste esperienze mi fanno credere che i blog stiano facendo il loro tempo: l’attenzione delle persone è ormai saturata dalle informazioni che ricevono costantemente dai social networks, e c’è meno interesse a seguire anche i blog, che spesso propongono notizie già viste altrove. I blog di qualità, e consolidati da anni di pubblicazioni, mantengono il loro pubblico ma ritengo che in futuro attrarranno sempre meno nuovi lettori.<br />
Non sto dicendo che i blog scompariranno da un giorno all’altro, ma è evidente come siano destinati a spartirsi una fetta sempre più piccola della torta formata dai media globali. Il grande successo di Twitter e dei dispositivi mobili come strumento per veicolare le informazioni è un’altra delle ragioni per cui il pubblico si sta abituando alla lettura di contenuti sempre più sintetici ed immediati. Stiamo diventando tutti “blogger”? Le cose non stanno proprio così, ma il rimescolamento dei ruoli e dei metodi ci condurrà a qualcosa d’inedito.</p>
<p>E dopo tutto questo discorso, nemmeno tanto originale, cosa resta di Elmanco?!</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/un-anno-dopo-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10227 colorbox-10222" title="un anno dopo 3" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/un-anno-dopo-3.jpg" alt="" width="565" height="136" /></a></p>
<p>Sicuramente resta il “brand”: Elmanco è e sarà sempre un riferimento per chi cerca un design di qualità e innovativo, e una bellezza che scaturisce dall’essenza stessa del progetto e non solamente dall’aspetto esteriore.<br />
Ho intenzione di ricominciare ad aggiornare il blog, ma in maniera più irregolare e meno tempestiva del passato. A questo proposito mi scuso con chi nell’ultimo anno mi ha scritto per segnalarmi progetti e chiedere informazioni; non mi piace ignorare chi m’invia messaggi personali ma l’attenzione ho potuto dedicare al blog è stata molto poca.</p>
<p>Da qualche anno ho ripreso ad occuparmi di <strong>architettura</strong>; il momento non è dei più propizi visto che la crisi economica ha colpito durissimo questo settore e non c’è nessun segnale di ripresa all’orizzonte, perlomeno in Italia, ma è comunque la strada che vedo più praticabile. L’esperienza di lavoro in Polonia, inoltre, ha aumentato il mio interesse per l’<strong>interior design</strong> e spero di diversificare la mia attività professionale anche in questa direzione.<br />
Dopo tanti anni dedicati al blogging, quello che ora voglio è “sporcarmi le mani” con la progettazione, la ricerca, la trattativa e l’esecuzione, in definitiva a <strong>fare</strong>.<br />
Il blog continuerà ad essere una finestra affacciata con curiosità e passione sul mondo del design e della creatività, ma con minori pretese editoriali rispetto al passato. L’obiettivo è rendere il blog una vetrina per servizi di progettazione: questa mi sembra l’unica maniera per non disperdere il “nome” costruito in tanti anni di pubblicazione.</p>
<p>A presto!</p>
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		<title>Sara Shin non ha paura di sbagliare</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 07:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa mi è stata segnalata un&#8217;animazione video molto bella e divertente, che voglio condividere con i lettori di Elmanco così come hanno già fatto centinaia di utenti sui social networks. L&#8217;autrice è una giovane graphic designer americana di nome Sara Shin che sta completando i suoi studi al college Otis di Los Angeles, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa mi è stata segnalata un&#8217;animazione video molto bella e divertente, che voglio condividere con i lettori di Elmanco così come hanno già fatto centinaia di utenti sui social networks. L&#8217;autrice è una giovane graphic designer americana di nome <a href="http://www.sarashin.tv" target="_blank">Sara Shin</a> che sta completando i suoi studi al college <a href="http://www.otis.edu/" target="_blank">Otis</a> di Los Angeles, ma che ha già avuto diverse esperienze di lavoro come freelance e stagista in studi grafici di alto livello.<br />
Il video &#8220;<a href="http://vimeo.com/39861702" target="_blank">Never confuse a single defeat with a final defeat.</a>&#8221; (una citazione di F. Scott Fitzgerald) è nato durante l&#8217;internship nello studio<a href="http://www.blind.com" target="_blank"> Blind</a> ed ironizza sulle condizioni di lavoro dei designer alle prese, come sempre, con clienti bizzosi e tempistiche impossibili.<span id="more-10159"></span></p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/39861702" width="540" height="297" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>La morale è di imparare ad accettare la sconfitta, perché fa parte delle regole del gioco e non sempre gli incarichi che ci affidano hanno successo, ma perdere una battaglia non significa perdere la guerra: <a href="http://www.sarashin.tv/34391/460428/works/fail-again-fail-better" target="_blank">Fail again, Fail better</a>.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sarashin2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10162 colorbox-10159" title="sarashin2" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sarashin2.jpg" alt="" width="540" height="304" /></a></p>
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		<title>Crumpled city</title>
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		<comments>http://www.elmanco.com/2012/05/21/crumpled-city/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 May 2012 13:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Crumpled city è il nome di una magnifica serie di mappe cittadine stampate su di un materiale morbido, leggero e impermeabile che permette di appallottolarle senza danneggiarle. L&#8217;idea non è banale perché siamo abituati a ripiegare con cura le mappe a causa della fragilità della carta, mentre avere la possibilità di schiacciarle velocemente in tasca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.palomarweb.com/web/prodotti/crumpled-city" target="_blank">Crumpled city </a>è il nome di una magnifica serie di mappe cittadine stampate su di un materiale morbido, leggero e impermeabile che permette di appallottolarle senza danneggiarle. L&#8217;idea non è banale perché siamo abituati a ripiegare con cura le mappe a causa della fragilità della carta, mentre avere la possibilità di schiacciarle velocemente in tasca o di utilizzarle sotto la pioggia è molto comoda, sopratutto quando si è in viaggio in una città sconosciuta e si hanno più impacci e fretta del solito.<span id="more-10149"></span></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/crumpledcity2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10151 colorbox-10149" title="crumpledcity2" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/crumpledcity2.jpg" alt="" width="540" height="387" /></a></p>
<p>Le Crumpled city costano più di una mappa cartacea (<a href="http://www.palomarweb.com/web/tienda/products/view/5" target="_blank">12 euro</a>) ma il prezzo è comunque ragionevole per un oggetto ben fatto e utile come questo; i moderni smartphone sono di grande aiuto per i viaggiatori ma avere sottomano una mappa fisica è una comodità a cui personalmente non so rinunciare per tanti motivi.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/crumpledcity3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10152 colorbox-10149" title="crumpledcity3" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/crumpledcity3.jpg" alt="" width="540" height="530" /></a></p>
<p>Queste mappe sono prodotte da Palomar, un&#8217;azienda italiana specializzata negli strumenti ottici che dedica molta attenzione al design di qualità e ai progettisti italiani. Di Palomar avevo già parlato nel 2008 per il minuscolo telescopio <a href="http://www.elmanco.com/2008/04/17/zoomart/" target="_blank">ZoomArt</a> disegnato da <a href="http://www.fioravanti.eu/" target="_blank">Odoardo Fioravanti</a>, mentre queste mappe sono state create dai giovani e bravi <a href="http://www.pizzolorusso.com/" target="_blank">Emanuele Pizzolorusso</a> e <a href="http://www.alvvino.org/" target="_blank">Alessandro Maffioletti</a>.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/crumpledcity4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10153 colorbox-10149" title="crumpledcity4" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/crumpledcity4.jpg" alt="" width="540" height="531" /></a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/elmanco/~4/JNPCgA4AloI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Il design in tasca</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il design in tasca&#8221; è un agile e intelligente libro scritto dall&#8217;architetto, designer e professore Valerio Sacchetti. Come si intuisce dal titolo, il libro è una sorta di guida per definire gli aspetti principali del disegno industriale: l&#8217;etimologia, le origini, gli esempi migliori e le relazioni con la società e l&#8217;arte nei diversi periodi storici. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<a href="http://www.amazon.it/design-tasca-Ottagono-small/dp/8877946938 " target="_blank">Il design in tasca</a>&#8221; è un agile e intelligente libro scritto dall&#8217;architetto, designer e professore <a href="http://www.valeriosacchetti.com/" target="_blank">Valerio Sacchetti</a>. Come si intuisce dal titolo, il libro è una sorta di guida per definire gli aspetti principali del disegno industriale: l&#8217;etimologia, le origini, gli esempi migliori e le relazioni con la società e l&#8217;arte nei diversi periodi storici. Tutti questi argomenti sono già stati affrontati da altri studiosi, ciononostante il libro merita di stare nella biblioteca ideale di Elmanco per lo stile asciutto e ironico, e per la mancanza di remore nel criticare anche oggetti comunemente riconosciuti come capolavori del design, quando questi presentano inconvenienti che complicano la loro produzione o utilizzo.<span id="more-10131"></span></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10134 colorbox-10131" title="SAMSUNG" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti7.jpg" alt="" width="540" height="392" /></a></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.amazon.it/design-tasca-Ottagono-small/dp/8877946938 " target="_blank">Il design in tasca</a>&#8221; può essere una lettura illuminante per gli studenti dei corsi di design, ma anche per tutti quelli che provengono da ambiti professionali differenti e vogliono acquisire i fondamenti di una cultura progettuale su cui c&#8217;è molto interesse ma altrettanta confusione.<br />
Il Disegno Industriale è un&#8217;attività prima di tutto umanistica, come sosteneva <a href="http://www.dinogavina.it/" target="_blank">Dino Gavina</a> (maestro di Sacchetti), ma è anche un&#8217;attività legata alle tecnologie di produzione che influenzano la forma e il contenuto funzionale degli oggetti. Il libro ribadisce continuamente questa assunto perché lo splendido mestiere dell&#8217;industrial designer richiede il possesso di una cultura vasta e trasversale, e favorisce chi ha esperienza diretta del lavoro di artigiani e operai.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10135 colorbox-10131" title="SAMSUNG" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti2.jpg" alt="" width="450" height="600" /></a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il consiglio finale di Sacchetti è proprio questo: entrare nelle officine e passarci mesi per capire come si fanno le cose, e scoprire quali sono i delicati equilibri di una soluzione economica che non pregiudica l&#8217;espressività di un oggetto.</span><br />
L&#8217;espressività può diventare, tuttavia, il limite di un prodotto quando le funzionalità più basilari si sacrificano in nome dell&#8217;interesse che forme sofisticate e stravaganti possono suscitare. E&#8217; il caso di tanti prodotti di successo sviscerati da Sacchetti, come il celeberrimo spremiagrumi di Philippe Stark, ma anche della lampada Kelvin T di Citterio e della Chaise longue disegnata da Le Corbusier insieme a Charlotte Perrieand e Pierre Jeanneret.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10136 colorbox-10131" title="SAMSUNG" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti6.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
<p>Del primo sappiamo ormai tutti come sia inutilizzabile, la seconda non può essere pulita in tutte le sue parti rovinando alla lunga il suo originale effetto luminoso, mentre la terza è una seduta rivoluzionaria ma non ergonomica a causa dell&#8217;assenza di braccioli e dello spessore sottile che ne impedisce un uso prolungato.<br />
Malgrado i loro limiti, questi oggetti sono diventati icone e grandi successi commerciali ed è difficile pensare un designer baratterebbe tale successo con una maggiore integrità progettuale. In nome di chi dovrebbe farlo, dato che il pubblico continua a comprare questi oggetti?<br />
Probabilmente il pubblico continua a comprarli perché sono diventati dei veri e propri brand ma la questione è complessa e le risposte non sono univoche. &#8220;Il design in tasca&#8221; affronta queste ed altre delicate questioni con una chiarezza comprensibile anche ai profani, e questo è un grande merito.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10143 colorbox-10131" title="SAMSUNG" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti3.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
<p>La lezione più importante che emerge dal libro è comunque quella che ha contraddistinto i maestri di tutte le discipline: prima di rompere le regole bisogna conoscerle bene. Strade facili per il successo non esistono e capire l&#8217;evoluzione che ha portato gli oggetti alla loro forma attuale (vedi il capitolo 5 e la storia della bicicletta) deve essere il fondamento di ogni designer.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10139 colorbox-10131" title="SAMSUNG" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti4.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti10.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10140 colorbox-10131" title="SAMSUNG" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti10.jpg" alt="" width="450" height="600" /></a><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10141 colorbox-10131" title="SAMSUNG" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti5.jpg" alt="" width="450" height="587" /></a><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti8.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10142 colorbox-10131" title="SAMSUNG" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/sacchetti8.jpg" alt="" width="450" height="551" /></a></p>
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		<title>YOUTOOL</title>
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		<comments>http://www.elmanco.com/2012/05/14/youtool/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ricci</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>

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		<description><![CDATA[Youtool è un portale che mette in relazione tra loro designer e aziende attraverso workshop multimediali che prevedono video formativi e l&#8217;assistenza di tutor online. Il progetto è nato lo scorso anno con un finanziamento europeo per rinforzare l&#8217;industria della creatività nella regione Emilia Romagna. Youtool è portato avanti con competenza e merita di crescere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtool.it/" target="_blank">Youtool </a>è un portale che mette in relazione tra loro designer e aziende attraverso workshop multimediali che prevedono video formativi e l&#8217;assistenza di tutor online. Il progetto è nato lo scorso anno con un finanziamento europeo per rinforzare l&#8217;industria della creatività nella regione Emilia Romagna.<br />
Youtool è portato avanti con competenza e merita di crescere, perciò gli do volentieri un pò visibilità. Il portale è disegnato con un layout moderno e funzionale che prevede sezioni dedicate al portfolio dei designer iscritti e alla aziende partecipanti, oltre a un <a href="http://www.youtool.it/magazine/" target="_blank">blog-magazine</a> dai contenuti interessanti e in tema. <span id="more-10166"></span></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/youtool21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10170 colorbox-10166" title="youtool2" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/youtool21.jpg" alt="" width="540" height="636" /></a></p>
<p>Il pezzo forte di Youtool sono però i <a href="http://www.youtool.it/workshop/" target="_blank">workshop</a>, a cui può iscriversi qualunque designer e creativo, sia studente che professionista. Finora si sono svolti 3 workshop di cui uno, quello di <a href="http://www.youtool.it/workshop/curti-metallo/" target="_blank">Curti Metallo</a>, ancora in corso.<br />
Il vincitore del workshop avrà la possibilità, se l&#8217;azienda lo riterrà opportuno, di vedere il suo progetto messo in produzione e di guadagnare delle royalties dalla sua vendita.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/youtool3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10172 colorbox-10166" title="youtool3" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/youtool3.jpg" alt="" width="540" height="423" /></a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Indipendentemente dall&#8217;esito, il workshop può essere un&#8217;opportunità di crescita per tanti progettisti perché attraverso i video tematici e il dialogo con l&#8217;azienda si sviluppano conoscenze pratiche per la realizzazione di progetti di industrial design mirando all’ottimizzazione dei processi produttivi.</span></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/youtool41.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10174 colorbox-10166" title="youtool4" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/youtool41.jpg" alt="" width="540" height="596" /></a></p>
<p>Naturalmente Youtool rappresenta un strumento utile anche alle aziende per la promozione e la ricerca di nuove idee.<br />
Rispetto ai tanti siti di crowdsourcing che ormai affollano il web, Youtool sembra uno strumento più mirato e legato al territorio nazionale.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/youtool5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10171 colorbox-10166" title="youtool5" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/youtool5.jpg" alt="" width="540" height="533" /></a></p>
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		<title>Intervista a Marco Ugolini</title>
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		<comments>http://www.elmanco.com/2012/05/10/intervista-a-marco-ugolini-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Gimini</dc:creator>
				<category><![CDATA[graphic]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha appena inaugurato a Lipsia la mostra di un artista italiano il cui cervello è da tempo fuggito all’estero. Marco Ugolini ha passato l’ultimo decennio tra Olanda e Germania producendo una grande quantità di lavori di fortissimo impatto visivo e comunicativo che parlano una lingua comprensibile a tutti per la loro disarmante chiarezza. Impensabile cercare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha appena inaugurato a Lipsia la mostra di un artista italiano il cui cervello è da tempo fuggito all’estero. <a href="http://www.jesuismonreve.org/" target="_blank">Marco Ugolini</a> ha passato l’ultimo decennio tra Olanda e Germania producendo una grande quantità di lavori di fortissimo impatto visivo e comunicativo che parlano una lingua comprensibile a tutti per la loro disarmante chiarezza. <span style="text-decoration: underline;">Impensabile cercare di incasellarne uno qualsiasi in una categoria preordinata: la lingua universale che questi lavori parlano è fatta coi pezzi di molti alfabeti diversi. </span>Contaminazione e comunicazione sono indubbiamente le due costanti all’interno dell’opera di Ugolini che è a un tempo variegata nella forma e compatta nella forza del messaggio, e piuttosto che a un artista o ad un designer <em>tout court</em> (anche se lui si definisce <em>designer</em>) viene molto più facile per me confrontarlo con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Ogilvy">David Ogilvy</a> o  <a href="http://www.elmanco.com/2011/07/19/stefan-sagmeister-made-you-look/" target="_blank">Stefan Sagmeister</a> … giusto per scomodare come al solito qualche nume tutelare. <span id="more-10097"></span></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini10.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10099 colorbox-10097" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini10.jpg" alt="" width="540" height="577" /></a></p>
<p><strong>Elmanco: </strong>Marco, ti conosco da tanti anni eppure quasi mai abbiamo parlato del tuo lavoro. Partiamo dalla cosa più recente: la mostra a Lipsia. Negli ultimi 3 mesi hai vissuto a <a href="http://residence-blumen.de/" target="_blank">Blumen</a> dove sei stato invitato per una <em>artist residency</em>. Ti chiedo di tracciare un piccolo bilancio di questa esperienza ora che hai finito di lavorare e cominciato ad esporre.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Marco Ugolini: </strong>L&#8217;esperienza nel suo complesso è stata davvero positiva. Gli organizzatori di questa residenza sono un collettivo di artisti e studenti e mi hanno messo a disposizione un appartamento e uno studio per lavorare. Durante il periodo di tre mesi ho lavorato ai miei progetti e ho anche organizzato un workshop (prima esperienza di insegnamento) con un gruppo di studenti della HGB, una scuola di design piuttosto importante qui a Lipsia. Con loro abbiamo lavorato per una settimana discutendo su alcuni temi scelti da me, e alla fine abbiamo esposto le opere in un <em>opening party</em>. Ho anche tenuto una lezione all&#8217;università di Lipsia per gli studenti di storia dell&#8217;arte e pedagogia. Infine, da non sottovalutare, sul piano umano la residenza è stata un’ottima occasione per conoscere persone nuove e una città nuova. Questo dà sempre molta motivazione e ispirazione.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10100 colorbox-10097" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini3.jpg" alt="" width="540" height="812" /></a></p>
<p><strong>Elmanco: </strong>Suppongo tu sia stato invitato a Blumen sulla base del tuo bel curriculum. Quale progetto in particolare pensi possa esserti valso da “biglietto da visita”?</p>
<p><strong>Marco Ugolini: </strong>Difficile a dirsi. Ogni volta che si partecipa ad una competizione (e questo vale per tutti i concorsi) non si sa bene chi sia la giuria e che cosa si aspetti. Quando una <em>audience</em> guarda il mio lavoro, ognuno è colpito da un progetto diverso. Due progetti che hanno particolare successo: la serie di foto <a href="http://www.jesuismonreve.org/projects/equality/">Equality</a> e il poster intitolato <a href="http://www.jesuismonreve.org/projects/poster/">A Poster</a>.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10101 colorbox-10097" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini6.jpg" alt="" width="540" height="540" /></a></p>
<p><strong>Elmanco: </strong>Uno dei tuoi progetti più visti su internet è <a href="http://www.jesuismonreve.org/projects/per-color/" target="_blank">Per color</a> che è nato in un contesto molto diverso rispetto a quello mitteleuropeo in cui hai sempre lavorato. Dove eri e come ha influito l’ambiente in cui ti trovavi sul tuo lavoro?</p>
<p><strong>Marco Ugolini: </strong>Quando ho realizzato Per Color ero in Brasile, a Belo Horizonte, per una residenza in un centro di arte. Voglio dire, i supermercati sono luoghi ormai abituali e sono ovunque, in ogni angolo del mondo. In quella giornata, in cui ho scattato le foto insieme al fotografo Pedro Motta, ho voluto riappropriarmi in maniera ludica dello spazio del supermercato, che a mio parere è uno spazio di manipolazione. In molti mi hanno chiesto che cosa significhi il colore in questo progetto, a me piace rispondere dicendo che, a modo mio, cerco di parlare di libertà, e quindi il colore, qui, ha una funzione liberatoria. Per legarmi alla tua domanda, allora, potrei dire che in America Latina si ha una sensazione speciale di libertà, non lo so spiegare, ma li si vive in modo diverso.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini8.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10103 colorbox-10097" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini8.jpg" alt="" width="540" height="640" /></a></p>
<p><strong>Elmanco: </strong>In generale mi sembra che il <em>genius loci</em> riesca sempre a farsi strada nei progetti sviluppati in ciascun posto; sempre in Brasile hai realizzato una campagna di sensibilizzazione sulla <a href="http://www.jesuismonreve.org/projects/fauna/">fauna</a> locale, mentre a Lipsia per parlare della coscienza dei consumatori hai tirato in mezzo il BauHaus: quel’è tra i molti posti in cui hai lavorato quello che ti ha più stimolato? Che tipo di legami si sono instaurati tra te e le città in cui hai vissuto?</p>
<p><strong>Marco Ugolini: </strong>Ho vissuto per un lungo periodo in Germania e nei Paesi Bassi. In ogni luogo in cui mi trovo mi guardo attorno con un occhio da designer. La cultura, per me, in fin dei conti è la cultura visiva, la cultura del progetto. Ad esempio, mi sono fatto l&#8217;idea che in Germania (come in Svizzera d&#8217;altronde) il design  sia particolarmente legato alle regole, alla tipografia ad esempio, o alla produzione dei libri. In Olanda il design ha molto a che fare con il concetto, con l&#8217;innovazione, la provocazione. Poi penso che quel lato della mia personalità che mi porta a trattare di temi politici e sociali abbia fortemente a che fare con il mio <em>background</em> italiano. Come faccio a dirti in poche parole cosa abbia significato per me il Brasile? Ti dico solo che viaggiare è quello che non mi stancherò mai di fare, quello che mi rende davvero felice, la vera ricchezza sono le esperienze che ti fanno crescere.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10104 colorbox-10097" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini2.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
<p><strong>Elmanco: </strong><span style="text-decoration: underline;">Tra i temi ricorrenti nel tuo lavoro ci sono il consumismo, lo stile di vita occidentale, la coscienza del consumatore; non è troppo difficile immaginare cosa ti spinga a riflettere e cercare di sensibilizzare su questi temi.</span> Un altro tema sul quale hai molto lavorato sono le <a href="http://www.jesuismonreve.org/projects/online-masks/">maschere</a> e qui per me è più difficile intuire il motivo del tuo interesse. Puoi spiegarci?</p>
<p><strong>Marco Ugolini: </strong>Maschere e consumo, dal mio punto di vista, non sono poi così dissociate. Vedi, io parto dal presupposto che la parola &#8220;consumatore&#8221; non sia altro che un termine pudico che significa in realtà &#8220;dominato&#8221;. Allo stesso tempo, in questo contesto di sottomissione, la maschera (insieme al gesto di nascondersi, di scomparire) è un oggetto magico, liberatorio, seppur in modo simbolico. Un semplice esempio è il carnevale. Il gesto di mascherasi, a carnevale, nasce nel medioevo dalla necessità di essere &#8220;invisibili&#8221; all&#8217;occhio divino. Nascondendo la tua identità diventi irriconoscibile, diventi un’altra persona o un animale, e puoi godere del rito pagano, senza essere giudicato.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10105 colorbox-10097" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini11.jpg" alt="" width="540" height="681" /></a></p>
<p><strong>Elmanco: </strong>Hai lavorato con un’infinità di <em>media</em>, dal fumo delle ciminiere ai piccioni viaggiatori, ma tra gli ultimi lavori quello che più mi ha divertito è un <em>ready made</em>: Landscape portrait / Portrait landscape è geniale e disarmante; mi ricorda molto più Ernesto Staccolanana (personaggio inventato da Corrado Guzzanti in un suo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4Nho7spaXlE">memorabile sketch</a>) che Marcel Duchamp e mi stupisce almeno due volte perché hai scelto di dissacrare un’icona già dissacrata da tali e tanti artisti da rappresentare un cimento praticamente impossibile (…un po’ come la rima “cuore-amore” che solo Petrarca e pochi illustrissimi hanno avuto l’ardimento di usare). Posso considerarla l&#8217;opera che sancisce definitivamente la tua maturità artistica? Il mio entusiasmo è condivisibile o sono completamente pazzo?</p>
<p><strong>Marco Ugolini: </strong> <img src='http://www.elmanco.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley colorbox-10097' />  Per me è molto importante avere dei feedback sui miei lavori, mi fanno molto riflettere. Mi fa piacere che quel pezzo ti entusiasmi. Landscape Portrait e Portrait Landscape, in inglese, sono giochi di parole. La relazione tra un’opera e il proprio titolo è molto importante, crea un ritmo, una narrativa. E l&#8217;approccio, qui, è quello tipico del <em>graphic designer</em>, che pensa in termini di carta, di fogli A4, del loro orientamento. Non sta di certo a me dire se questo sancisca una maturità artistica, ma grazie per il commento <img src='http://www.elmanco.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley colorbox-10097' /> </p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10106 colorbox-10097" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini5.jpg" alt="" width="540" height="400" /></a></p>
<p><strong>Elmanco: </strong>Grazie di tutto il tempo che ci hai dedicato Ugo e un in bocca al lupo per la mostra nonché i prossimi progetti!</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Marco Ugolini: </strong>Grazie a te Gianluca. E grazie a Elmanco. Mi raccomando:<a href="http://" target="_blank"> www.jesuismonreve.org</a></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10115 colorbox-10097" title="ugolini4" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini4.jpg" alt="" width="540" height="730" /></a></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini12.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10107 colorbox-10097" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ugolini12.jpg" alt="" width="540" height="707" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>NCW Industries e Aracne 8.0</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ricci</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante la settimana del design milanese ho avuto modo di vedere l&#8217;allestimento di NCW Industries all&#8217;interno del negozio &#8211; galleria XL Combines in Via Montevideo. NCW Industries è l&#8217;ultima evoluzione di No Curves, uno street artist che ho sempre stimato e di cui parlai su Elmanco già nel 2008. No Curves continua ad esprimersi usando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la settimana del design milanese ho avuto modo di vedere l&#8217;allestimento di <a href="http://www.ncwindustries.com " target="_blank">NCW Industries</a> all&#8217;interno del negozio &#8211; galleria XL Combines in Via Montevideo. NCW Industries è l&#8217;ultima evoluzione di <a href="http://nocurves.wordpress.com/" target="_blank">No Curves</a>, uno street artist che ho sempre stimato e di cui parlai su <a href="http://www.elmanco.com/2008/04/01/no-curves/" target="_blank">Elmanco</a> già nel 2008. No Curves continua ad esprimersi usando nastro adesivo (uno dei suoi sponsor tecnici è giustamente la<a href="http://www.tesa.com/" target="_blank"> Tesa</a>) ma mentre nei primi lavori il messaggio era scritto sovrapponendosi a uno preesistente, e stravolgendolo, ora l&#8217;artista ha scelto uno strada diversa. La nuova creazione si chiama Aracne 8.0, un ragno che tesse la sua tela usando il nastro adesivo. <span id="more-10077"></span></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10118 colorbox-10077" title="ncw4" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw4.jpg" alt="" width="540" height="324" /></a></p>
<p>Questo fantascientifico ibrido di elementi organici e meccanici è il protagonista di un allestimento che ha visto la luce per la prima volta nel settembre 2011 nello showroom <a href="http://www.metradamo.it/" target="_blank">Metradamo</a> di Milano ed è stato riproposto, con l&#8217;organizzazione di <a href="http://www.spazipossibili.com/" target="_blank">Spazi Possibili</a>, all&#8217;interno di <a href="http://www.combines.it/blog/?p=890" target="_blank">XL Combines</a>.<br />
L&#8217;evento, oltretutto, è stata l&#8217;occasione per me di scoprire <a href="http://www.combines.it/" target="_blank">Combine</a>, un bellissimo spazio dedicato al design, all&#8217;oggettistica e alla moda dove è possibile fare acquisti o anche solo trascorrere il proprio tempo visitando le mostre di artisti emergenti che sono regolarmente organizzate.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10120 colorbox-10077" title="ncw3" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw3.jpg" alt="" width="540" height="279" /></a></p>
<p>Ma Aracne 8.0 si muove da solo? Beh no&#8230; il ragno ha ancora bisogno del suo creatore per ordire la trama, ma forse gli sviluppi di NCW Industries ci regaleranno un vero ragno bionico alimentato a nastro adesivo, proprio come quello illustrato da <a href="http://edvigefaini.com/" target="_blank">Edvige Faini</a> negli affascinanti artworks che vedi in questa pagina.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10123 colorbox-10077" title="ncw7" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw7.jpg" alt="" width="540" height="279" /></a></p>
<p><em>“Concepito dalle NCW Industries per essere il migliore ed unico tape robot nanotecnologico sul mercato, il modello ARACNE 8.0 è plasmato in fibre di nero titanio per resistere ad ogni tipo di ambiente ostile : dalla pressione dello spazio profondo, ai relitti radiottivi sino alle atmosfere acide delle citta; ARACNE 8.0 è equipaggiato con le ultime innovazioni in termini di ergonomia, resistenza, dinamismo e attrezzi di taglio nastro adesivo. </em><em>Idoneo  per una grande varietà di lavori/funzioni, dal recupero e segnalica satellitare, alla delimitazione aree di sicurezza  e guida sicura per ogni ambiente di lavoro altamente nocivo, ARACNE è un robot automatizzato : affidabile, sicuro, efficente e di facile riparazione.”</em></p>
<p><em><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10121 colorbox-10077" title="ncw2" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw21.jpg" alt="" width="540" height="360" /></a></em></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10122 colorbox-10077" title="ncw6" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw6.jpg" alt="" width="540" height="360" /></a></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw8.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10124 colorbox-10077" title="ncw8" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw8.jpg" alt="" width="540" height="369" /></a></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw8.jpg"></a>Image courtesy by Fabio Bozzetto for NCWIndustries2012 ©<br />
<a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ncw7.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>Ventura Lambrate deludente</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 07:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ricci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrivo questo articolo dopo la prima visita a zona Ventura Lambrate durante la settimana del design milanese 2012. La curiosità era tanta perché dal 2010, anno di nascita, ad oggi il progetto ha riscosso molti consensi e punta a ritrovare quell&#8217;energia creativa originaria del Fuorisalone, che sta sfumando sotto i colpi di tanti inserimenti istituzionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo questo articolo dopo la prima visita a zona <a href="http://www.venturaprojects.com/" target="_blank">Ventura Lambrate</a> durante la settimana del design milanese 2012. La curiosità era tanta perché dal 2010, anno di nascita, ad oggi il progetto ha riscosso molti consensi e punta a ritrovare quell&#8217;energia creativa originaria del Fuorisalone, che sta sfumando sotto i colpi di tanti inserimenti istituzionali e commerciali che a volte poco centrano con il design.<br />
Forse le mie aspettative erano troppo alte, ma sono rimasto deluso da zona Ventura Lambrate nonostante tutti continuano a parlarne molto bene; e non lo dico per fare semplicemente il bastian contrario.<span id="more-10068"></span></p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ventura2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10070 colorbox-10068" title="ventura2" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ventura2.jpg" alt="" width="540" height="300" /></a></p>
<p>L&#8217;ambientazione è affascinante: sono stati usati ex edifici manifatturieri oggetto di ottimi progetti di recupero, c&#8217;è tanta bella gente, gli eventi non mancano e passeggiare per la zona è indubbiamente un piacere. Tuttavia, il design che ho visto non mi ha impressionato.<br />
Per fare una sintesi malvagia, credo che escludendo lampade, tappeti e cose note (come quelle del bravissimo <a href="http://www.hayonstudio.com/" target="_blank">Jaime Hayon</a>) restasse ben poco da vedere. Questo è il mio punto di vista, spiegato dal fatto che Elmanco si interessa più al disegno industriale che all&#8217;artigianato e all&#8217;arte, o perlomeno a quei casi in cui l&#8217; handmade può avere una sua chiara funzionalità oppure essere l&#8217;apripista di produzioni in serie.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ventura4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10071 colorbox-10068" title="ventura4" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ventura4.jpg" alt="" width="540" height="300" /></a><br />
<span style="text-decoration: underline;"> La sensazione che invece ho avuto era che a <a href="http://www.venturaprojects.com/" target="_blank">Ventura Lambrate</a> si facesse a gara a chi trovasse l&#8217;idea più sorprendente e originale perché tanti progetti avevano un senso solo calati in quella situazione, mentre in ambienti più quotidiani e ordinari avrebbero avuto ben poca ragione di esistere.</span><br />
Quest&#8217;anno non ho visitato il <a href="http://www.cosmit.it/it/" target="_blank">Salone del Mobile</a>, concentrandomi sul Fuorisalone in città, ma in fin dei conti sono rimasto deluso sia dagli eccessi commercial &#8211; popolari di <a href="http://www.tortonadesignweek.com/" target="_blank">Zona Tortona</a> che dall&#8217;autoreferenzialità dei designer &#8211; artisti &#8211; provocatori di Ventura Lambrate.<br />
Non voglio certo dire di ignorare il Fuorisalone, anche perché gli eventi e le serate possono essere molto divertenti, ma è meglio non aspettarsi troppo.</p>
<p><a href="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ventura3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10072 colorbox-10068" title="ventura3" src="http://www.elmanco.com/wp-content/uploads/ventura3.jpg" alt="" width="540" height="300" /></a></p>
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