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	<title>Gennaro Carotenuto - Giornalismo partecipativo</title>
	
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	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Gelmini e i prof. di religione</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:29:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Laicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Spiegatemene il senso. Mariastella Gelmini ha avuto la carità cristiana di levare gli insegnanti di sostegno ai portatori di handicap, ha tagliato qualunque voce possibile della scuola pubblica con l&#8217;eccezione del costo degli insegnanti di religione che sotto la Beata Ignoranza è aumentato del 10% superando il mezzo miliardo di € per 14.000 docenti a tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spiegatemene il senso. Mariastella Gelmini ha avuto la carità cristiana di levare gli insegnanti di sostegno ai portatori di handicap, ha tagliato qualunque voce possibile della scuola pubblica con l&#8217;eccezione del costo degli insegnanti di religione che sotto la Beata Ignoranza è aumentato del 10% superando il mezzo miliardo di € per 14.000 docenti a tempo indeterminato (nominati dai vescovi) e i relativi supplenti.<span id="more-18638"></span></p>
<p>A confondermi le idee sono alcuni dettagli. In primo luogo sembra che contemporaneamente gli studenti che chiedono l&#8217;esonero dalle ore di religione siano in continua crescita. Come mai non corrisponde una riduzione anche degli insegnanti? Li paghiamo perché servono o perché il vescovo ha tanti buoni cattolici ai quali far dare uno stipendio dallo stato? E inoltre&#8230; quelli passati sono stati gli anni della rampante crescita delle scuole private (in Italia vuol dire cattoliche) e del finanziamento di queste in barba alla Costituzione repubblicana. Le chiamano scuole libere, come se la scuola pubblica avesse la peste. Ebbene se vogliono soldi per mandare i figli nelle scuole confessionali, perché si continua a spendere per gli insegnanti di religione?</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Santiago de Chile</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videoblog]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/18636-santiago-de-chile/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Roberto Saviano, odio e amore…</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>

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		<description><![CDATA[Vedo alcuni limiti nell’esperienza professionale di Roberto Saviano e almeno una volta, con l’attacco gratuito e strumentale e astorico alla memoria di Antonio Gramsci, mi ha fatto arrabbiare di brutto. Vedo anche una cointeressenza tra il gruppo L’Espresso e lui per farne un testimonial di idee mainstream che non mastica ma digerisce e contribuisce a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/SavianoFazio.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="SavianoFazio" border="0" alt="SavianoFazio" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/SavianoFazio_thumb.jpg" width="464" height="330" /></a></p>
<p>Vedo alcuni limiti nell’esperienza professionale di Roberto Saviano e almeno una volta, con l’attacco gratuito e strumentale e astorico alla memoria di Antonio Gramsci, mi ha fatto arrabbiare di brutto. Vedo anche una cointeressenza tra il gruppo L’Espresso e lui per farne un testimonial di idee mainstream che non mastica ma digerisce e contribuisce a far digerire ad un’opinione pubblica genericamente progressista senza profondità di campo e senza altra riflessione che non esserne megafono. Continuo però, pena attirarmi per l’ennesima volta strali, a vedere del buono nell’esperienza di Roberto Saviano e della buona fede in questo trentenne catapultato sul palcoscenico suo malgrado.</p>
<p><span id="more-18634"></span>
<p>Non posso allora non rilevare tanto il fatto di essere tuttora minacciato di morte dalla peggior piovra della storia intera della Campania, la Camorra (e NON si può glissare), sia sul suo essere vittima di proscrizione da parte del regime televisivo vigente che solo con La7 dà segni di riscatto. Continuo a pensare che non ho, non abbiamo bisogno di <em>maître à penser </em>ma soprattutto non si può, non si deve pretendere che una persona, un personaggio pubblico ci rappresenti o in tutto o affatto, senza sfumature. </p>
<p><em>Caro Roberto, non voglio sposarti, non sei Simon Le Bon, mi piacerebbe solo poter puntualizzare cose che penso di conoscere meglio e sulle quali mi pare ti lasci fagocitare dal mainstream. Penso alla realtà latinoamericana, sulla quale abbiamo in Anabel Hernández almeno un’amica in comune. Più di ciò, però, penso che possiamo pensarla diversamente su questo e su altri punti e pur tuttavia non fronteggiarci in una guerra nucleare. Son ben altri i disinformatori di professione&#160; e stanno anche nel gruppo l’Espresso. Domanda per favore chi è Moisés Naím e perché un personaggio così sinistro abbia una rubrica di pari livello della tua. </em></p>
<p>Mi pare invece, e torno all’impersonale, che ci sia una grande e sterile voglia di guru,&#160; anche a sinistra. Qualcuno vede Roberto come tale, e qualcun altro si comporta come amante tradito proprio per le differenze di cui sopra e gli spara contro come fosse Feltri o Belpietro. Bastava occhieggiare un po’ di Twitter&#160; ieri sera per trovare questi sentimenti contrastanti: amore acritico, odio viscerale.</p>
<p>Ancor più di ciò, però, non mi sfugge come il mainstream sia folle d’invidia per Roberto Saviano. Prendete il caso dell’affidamento della rubrica dell’Espresso “l’antitaliano” che fu di Giorgio Bocca. Quanti commenti sguaiati… E chi la dovrebbe fare? Gianni Riotta o altre penne di regime in servizio permanente effettivo? Si polemizza sulla gerontocrazia e non appena si dà uno spazio di rilievo ad un giovane… </p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Palestina: il silenzio pneumatico sullo sciopero della fame</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 11:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è qualcosa di profondamente perverso in un sistema mediatico mainstream in grado di autocensurarsi così perfettamente da imporre il silenzio assoluto sullo sciopero della fame di 2.000 cittadini palestinesi in corso da oltre un mese nelle carceri israeliane. Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è qualcosa di profondamente perverso in un sistema mediatico mainstream in grado di autocensurarsi così perfettamente da imporre il silenzio assoluto sullo sciopero della fame di 2.000 cittadini palestinesi in corso da oltre un mese nelle carceri israeliane.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Parla Salvatore Mancuso e trema Álvaro Uribe in Colombia</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 06:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
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		<category><![CDATA[Guerre infinite]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il capo paramilitare e narcotrafficante calabro-colombiano Salvatore Mancuso parla da un carcere di massima sicurezza negli Stati Uniti e inguaia l’ex-presidente colombiano Álvaro Uribe: noi narcos aiutavamo lui per far fuori Hugo Chávez. Misterioso silenzio della grande stampa che aveva sempre sostenuto il contrario. Ricordate quando per la stampa mainstream il presidente colombiano Álvaro Uribe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Salvatore-Mancuso1.jpg"><img style="background-image: none; margin: 0px 20px 10px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; padding-top: 0px; border: 0px;" title="Salvatore-Mancuso1" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Salvatore-Mancuso1_thumb.jpg" alt="Salvatore-Mancuso1" width="244" height="244" align="left" border="0" /></a>Il capo paramilitare e narcotrafficante calabro-colombiano Salvatore Mancuso parla da un carcere di massima sicurezza negli Stati Uniti e inguaia l’ex-presidente colombiano Álvaro Uribe: noi narcos aiutavamo lui per far fuori Hugo Chávez.</p>
<p>Misterioso silenzio della grande stampa che aveva sempre sostenuto il contrario.</p>
<p><span id="more-18366"></span></p>
<p>Ricordate quando per la stampa mainstream il presidente colombiano Álvaro Uribe era il nostro eroe senza macchia e senza paura mentre Hugo Chávez era il capo dei narcos un po’ come Ugo Tognazzi era il capo delle Brigate Rosse? Chi scrive, e più di me Guido Piccoli, Annalisa Melandri, Simone Bruno, Stella Spinelli e pochi altri blogger, cercavamo di fornire dati, fatti concreti, documenti, per interpretazioni più equanimi della realtà grancolombiana, sulle vere proporzioni del ruolo delle FARC, sulle enormi ingiustizie, sulle violazioni dei diritti umani, civili, sindacali, sulla guerra come scusa per le destre, per la militarizzazione bushiana del continente, per il narco, per i paracos, per l’agroindustria che spazzava via i piccoli coltivatori, per far fuori la rivoluzione bolivariana di Hugo Chávez che, addirittura, “foraggiava” le FARC e voleva addirittura muovere guerra alla Colombia. E se osavi dire che le citate erano semplicemente balle e che era Uribe ad essere legato a filo doppio con il paramilitarismo… ti davano del terrorista.</p>
<p>Ebbene, adesso parla Salvatore Mancuso, che ha ammesso almeno 300 omicidi e sotto il comando del quale sarebbero state assassinate almeno 3.000 persone, oramai fuori gioco e da quattro anni estradato negli Stati Uniti. Conferma tutto quello che l’informazione democratica diceva e l’informazione mainstream negava per difendere l’amico di George Bush, Álvaro Uribe. Ebbene le AUC (Autodifesa Unita Colombia), l’organizzazione paramilitare di Mancuso, non solo finanziò la campagna elettorale di Uribe (che ha querelato Mancuso per diffamazione e con il quale il narcotrafficante afferma di essersi riunito personalmente), ma organizzò la logistica per portare gli elettori ai seggi (e sennò vi ammazziamo). Lo stesso i paramilitari facevano per le elezioni amministrative. Inoltre racconta dettagli sulla parapolitica, raccontando come in parlamento esisteva una sorta di partito delle AUC. Infine dettaglia le riunioni con alti generali dell’esercito colombiano per pianificare massacri di civili. Non solo: Mancuso racconta come le AUC fossero coinvolte in un piano per installare e addestrare gruppi paramilitari in Venezuela, in accordo con militari e politici della destra venezuelana, con l’obbiettivo di arrivare ad un colpo di stato per rovesciare il governo democraticamente eletto di Hugo Chávez.</p>
<p>Chi aveva occhi per vedere e onestà intellettuale per scriverlo lo ha sempre detto. Chi non voleva vedere e anzi scriveva esattamente l’opposto, ricopiando le veline di Miami e di El País di Madrid, neanche oggi ha l’onestà intellettuale per ammetterlo.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>La sfida di Mélenchon al fascismo di Marine Le Pen</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 09:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Migranti e integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Uguaglianza]]></category>

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		<description><![CDATA[Jean-Luc Mélenchon, il candidato del Fronte delle Sinistre, che ha raccolto l’11% dei voti al primo turno delle elezioni presidenziali francesi, sfiderà direttamente la leader del Front National Marine Le Pen –che ha raccolto il 18%- nel cantone di Hénin-Beaumont, nell’estremo nord della Francia (Pas-de-Calais). Uno dei due, il democratico o la neofascista, resterà fuori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Le-duel-Le-Pen-Melenchon.jpg"><img style="background-image: none; margin: 0px auto 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; padding-top: 0px; border: 0px;" title="Le-duel-Le-Pen-Melenchon" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Le-duel-Le-Pen-Melenchon_thumb.jpg" alt="Le-duel-Le-Pen-Melenchon" width="516" height="263" border="0" /></a></p>
<p>Jean-Luc Mélenchon, il candidato del Fronte delle Sinistre, che ha raccolto l’11% dei voti al primo turno delle elezioni presidenziali francesi, sfiderà direttamente la leader del Front National Marine Le Pen –che ha raccolto il 18%- nel cantone di Hénin-Beaumont, nell’estremo nord della Francia (Pas-de-Calais). Uno dei due, il democratico o la neofascista, resterà fuori dall’Assemblea nazionale che uscirà dalle legislative di giugno.</p>
<p><span id="more-18358"></span></p>
<p>In Francia si vota con un sistema maggioritario a doppio turno e Melénchon sfida Le Pen in un collegio dove la dirigente del Front National il 22 aprile ha raccolto quasi il 32% dei voti contro appena il 14 del candidato di sinistra. “È importante dare la battaglia in una zona di grande sofferenza sociale e mantenere fermamente la linea strategica di attaccare frontalmente il Front National” ha dichiarato Mélenchon. Ironica è stata Le Pen: “Mélenchon non può più vivere senza di me”.</p>
<p>COMMENTO: Il senso della sfida di Mélenchon è chiara anche ai sassi. Avrebbe avuto cento collegi più comodi per andare in parlamento ma sceglie di sfidare direttamente la razzista. Di fronte alla crescita della destra estrema in Europa, non ci si gira intorno, non si comprende il disagio, si offrono progetti alternativi e ci si scontra frontalmente con le ragioni della democrazia e dell’inclusione sociale.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Italia, un’economia illegale che se la prende con Equitalia</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 08:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo la banca d’Italia oramai un terzo dell’Economia del paese è illegale, sei punti in più in appena un lustro. Un quinto è in nero, un ottavo è criminale. Ciò dipende solo incidentalmente dalla crisi, ma da mali antichi nel DNA del paese anche quando l’economia corre: classe politica impresentabile, evasione fiscale che trova il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/banconote-euro1_280xFree.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="banconote-euro1_280xFree" border="0" alt="banconote-euro1_280xFree" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/banconote-euro1_280xFree_thumb.jpg" width="284" height="156" /></a>Secondo la banca d’Italia oramai <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/05/11/news/bankitalia_il_sommerso_vale_il_31_del_pil-34944798/?ref=HREA-1" target="_blank">un terzo</a> dell’Economia del paese è illegale, sei punti in più in appena un lustro. Un quinto è in nero, un ottavo è criminale. Ciò dipende solo incidentalmente dalla crisi, ma da mali antichi nel DNA del paese anche quando l’economia corre: classe politica impresentabile, evasione fiscale che trova il paese connivente, criminalità organizzata fatta ormai più di colletti bianchi che di lupare. </p>
<p><span id="more-18348"></span>
<p>Eppure quegli stessi media che sono sempre pronti a denunciare l’antipolitica, e che attaccano come terrorista anche il più pacifico dei movimenti sociali, adesso chiudono gli occhi sull’oramai guerra aperta di presunti <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/18257-sequestro-equitalia-bergamo/" target="_blank">cittadini</a> comuni (sempre più è evidente siano provocatori che seguono un disegno) contro Equitalia, <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/18316-non-c-nessuna-ondata-di-suicidi-economici/" target="_blank">capro espiatorio</a>, palazzo d’inverno da espugnare per tutte le destre che, divise su tutto, vogliono rimettersi insieme e vincere le elezioni puntando sull’odio innato per il fisco. È necessaria mente fredda. Su queste pagine ieri denunciavamo come non vi è <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/18316-non-c-nessuna-ondata-di-suicidi-economici/" target="_blank">alcuna ondata di suicidi</a> di imprenditori strozzati dal fisco in Italia. Qualche giorno fa denunciavamo la probabilità che dietro alcuni episodi, come il sequestro di dipendenti Equitalia nel bergamasco, vi fosse una <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/18281-ebbene-s-luigi-martinelli-era-un-provocatore/" target="_blank">provocazione organizzata</a>.</p>
<p>Vorrei vedere quegli stessi media che si scagliano contro Equitalia e quegli stessi cittadini che si armano contro le tasse come se fossimo nel South Dakota, scandalizzarsi per ragazzi in galera per una pianta di marihuana. Vorrei vederli manifestare per i figli d’immigrati rinchiusi in un CIE anche se nati in Italia. Vorrei che facessero muro per i cittadini italiani di origine rom sgomberati dalla sera alla mattina e dati in pasto all’odio etnico della parte peggiore del paese. Vorrei vedere assediati i palazzi della politica popolati da centinaia di Rutelli e Cicchitto e vorrei vedere tanti buoni cattolici esigere le dimissioni di Nicole Minetti che invece siede ancora alla destra del padre nel consiglio regionale della regione Lombardia. Sono queste le iniquità e non bisogna essere Che Guevara per sentirle bruciare sulla propria pelle.</p>
<p>Dicono che Equitalia applichi&#160; tassi usurai. Se ci sono iniquità vanno sanate, ma solo attraverso un risanamento del sistema fiscale che passi innanzitutto estirpando la mala pianta dell’evasione, facendola percepire come un comportamento pericoloso e quindi non conveniente, possiamo salvare la democrazia. Che vi piaccia o no, le tasse sono uno strumento di eguaglianza. Inoltre finora in Italia non pagare le tasse era sempre stato conveniente. Tra condoni e sanzioni di comodo del 2-3% non pagare era conveniente anche nel remoto caso di venire beccato. È evidente che se uno non paga la sanzione debba invece essere (giustamente) afflittiva. Se devi cento non ti posso chiedere diecimila, ma neanche centouno (o anche meno con i condoni, appena cinque col condono tombale di Tremonti). Per salvare il paese è necessario un fisco che si faccia rispettare e… ebbene sì, che sia temuto.</p>
<p>Anche stamane una molotov a Livorno, dopo la <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/18335-solidariet-ai-lavoratori-di-equitalia/" target="_blank">sequenza di ieri</a>. Quegli stessi cittadini che di fronte all’evasione fiscale del dentista o del meccanico si girano dall’altra parte, che al politico corrotto chiedono favori perché una mano lava l’altra e che la criminalità organizzata non è affar loro, adesso si armano contro Equitalia. Sono tempi pericolosi.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Sky prepara il passaggio dal satellite al cavo?</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 06:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Sky]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Con il nuovo Sky on demand, per gli utenti di Sky in modalità HD, il monopolista della pay-tv via satellite in Italia entra in una fase nuova. Infatti proporrà in modalità on-demand (la vedi quando vuoi) una parte consistenze della propria programmazione. Al di là del servizio, già esistente via satellite per un numero limitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/img_overlay_sky_on_demand.png"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="img_overlay_sky_on_demand" border="0" alt="img_overlay_sky_on_demand" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/img_overlay_sky_on_demand_thumb.png" width="599" height="288" /></a></p>
<p>Con il nuovo Sky on demand, per gli utenti di Sky in modalità HD, il monopolista della pay-tv via satellite in Italia entra in una fase nuova. Infatti proporrà in modalità on-demand (la vedi quando vuoi) una parte consistenze della propria programmazione. Al di là del servizio, già esistente via satellite per un numero limitato di programmi, il gruppo Sky fa un altro passo avanti verso l’integrazione con la Rete. </p>
<p><span id="more-18343"></span>
<p>L’abilitazione nei mesi passati della porta di rete lo lasciava già prevedere. Adesso, per gli utenti selezionati come beta-tester, si potrà utilizzare la connessione ADSL per guardare normale tivù e la banda Internet diventa un supporto qualsiasi di normali trasmissioni televisive. </p>
<p>A questo punto SKY è pronta. Il passaggio su Internet, a lungo termine, esaurisce perfino il senso del monopolio satellitare e sposta la partita sui diritti con molteplici concorrenti potenziali. Chi non è pronto è il paese. Senza banda larghissima diffusa capillarmente in Italia non è possibile pensare alla trasmissione in diretta di tivù digitale in HD lasciando in piedi monopoli innaturali. Senza banda larghissima –lo dicono tutti- vanno in fumo vari punti di PIL. Ma il governo dei tecnici non sa fare neanche questo?</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Los 50 años de periodismo de Manrique Salvarrey</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 18:12:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Uruguay]]></category>

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		<description><![CDATA[Los 50 años de periodismo de Manrique Salvarrey. Un amigo, un maestro y un ejemplo. Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Manrique.jpg"><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto; padding-top: 0px" title="Manrique" border="0" alt="Manrique" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Manrique_thumb.jpg" width="384" height="519" /></a></p>
<p> Los 50 años de periodismo de Manrique Salvarrey. Un amigo, un maestro y un ejemplo.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/gc?a=Geuuycq55oQ:2oYLLtUjtPA:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/gc?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/gc?a=Geuuycq55oQ:2oYLLtUjtPA:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/gc?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
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		<title>Solidarietà ai lavoratori di Equitalia</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[neoliberismo]]></category>

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		<description><![CDATA[In poche ora si alza la strategia della tensione antifisco. Scontri avanti ad una sede di Napoli. A Roma un pacco bomba. A Viterbo i dipendenti sono stati minacciati di morte. A Melegnano, in provincia di Milano, un imprenditore si è sentito libero di aggredire fisicamente due ispettori di Equitalia. Tutto in un solo giorno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/equitalia-111004152247_medium_2178380.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="equitalia-111004152247_medium_2178380" border="0" alt="equitalia-111004152247_medium_2178380" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/equitalia-111004152247_medium_2178380_thumb.jpg" width="244" height="164" /></a>In poche ora si alza la strategia della tensione antifisco. Scontri avanti ad una sede di Napoli. A Roma un pacco bomba. A Viterbo i dipendenti sono stati minacciati di morte. A Melegnano, in provincia di Milano, un imprenditore si è sentito libero di aggredire fisicamente due ispettori di Equitalia. Tutto in un solo giorno. Appena ieri a Mestre un’agenzia era stata murata mentre per mesi organizzazioni neofasciste&#160; Volete che ci scappi il morto prima di fermare questa escalation, innanzitutto condannandola energicamente, inequivocabilmente?</p>
<p><span id="more-18335"></span>
<p>Su questo sito abbiamo già denunciato come la polemica antifisco sia lo strumento della prossima campagna elettorale delle destre per rimanere al potere, saldando il disagio sociale per la crisi del neoliberismo da loro provocata con il peggio dell’italietta che non vuole regole e con i beoti che nel ventennio scorso hanno creduto all’imbonitore di Arcore. Nell’Italia dove i No-Tav come chi chiede che l’acqua resti pubblica vengono etichettati come terroristi, la protesta antifisco sta già sfuggendo di mano ai burattinai, assumendo toni apertamente eversivi.</p>
<p>In queste ore vorrei quindi esprimere innanzitutto la più piena solidarietà ai lavoratori di Equitalia, da mesi insultati e minacciati per il solo fatto di compiere il loro lavoro. </p>
<p>Leggi anche: <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/18316-non-c-nessuna-ondata-di-suicidi-economici/">Non c’è nessuna ondata di suicidi economici</a></p>
<h4><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/18257-sequestro-equitalia-bergamo/">Appunti e dubbi sul sequestro a Equitalia di Bergamo</a></h4>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<item>
		<title>Stefano Menichini, che brutto scivolone…</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizio]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>

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		<description><![CDATA[Il direttore di Europa, quotidiano del Partito Democratico che fa riferimento all’area dell’ex Margherita, Stefano Menichini, su Twitter dà libero sfogo ad un’anima leghista che teneva nascosta da qualche parte e fa sfoggio di gratuiti pregiudizi antimeridionali. Chissà, magari sentiva di aver fatto una battuta simpatica con il tweet qui sopra. Chissà magari si scusa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Menichini.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="Menichini" border="0" alt="Menichini" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Menichini_thumb.jpg" width="525" height="93" /></a></p>
<p>Il direttore di Europa, quotidiano del Partito Democratico che fa riferimento all’area dell’ex Margherita, Stefano Menichini, su Twitter dà libero sfogo ad un’anima leghista che teneva nascosta da qualche parte e fa sfoggio di gratuiti pregiudizi antimeridionali. Chissà, magari sentiva di aver fatto una battuta simpatica con il tweet qui sopra. Chissà magari si scusa anche Menichini, e farebbe bene. </p>
<p>Altrimenti non avremo altro da fare che mettere anche lui tra i santini del pregiudizio antimeridionale d’accatto, tra Gentilini e il Trota. Potremmo perfino proporre all’Università Kristal di Tirana di dargli una laurea honoris causa.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Brecha: Más Europa, menos bancos</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[François Hollande]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Varios países europeos fueron a las urnas la semana pasada, desde Gran Bretaña hasta Serbia, pasando por Alemania, Francia, Grecia e Italia. Pero la atención estuvo centrada en estos últimos tres casos, por distintos motivos. Más allá de las especificidades nacionales, los partidos que apoyan los severísimos planes de ajuste definidos por la troika ue-bce-Fondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Alexis-Tsipras1.jpg"><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Alexis-Tsipras1" border="0" alt="Alexis-Tsipras1" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Alexis-Tsipras1_thumb.jpg" width="404" height="270" /></a>Varios países europeos fueron a las urnas la semana pasada, desde Gran Bretaña hasta Serbia, pasando por Alemania, Francia, Grecia e Italia. Pero la atención estuvo centrada en estos últimos tres casos, por distintos motivos. Más allá de las especificidades nacionales, los partidos que apoyan los severísimos planes de ajuste definidos por la troika ue-bce-Fondo Monetario recibieron una soberana paliza.
<p>Por Gennaro Carotenuto para Brecha</p>
<p>Para entender la insólita jornada electoral del pasado domingo en Europa quizás haya que empezar por presentar a los tres hombres que emergieron victoriosos, muy distintos entre sí pero también en cuanto a los resultados electorales que recogieron y las perspectivas que abren para sus respectivos países y para el continente.</p>
<p><span id="more-18322"></span>
<p>El que seguramente ocupará los primeros planos a escala internacional, al menos en los próximos cinco años, será el presidente electo francés François Hollande. Con 58 años, aspecto anónimo (&quot;soy un hombre normal&quot;, dijo de él mismo para diferenciarse de su excéntrico y voluble rival Nicolas Sarkozy, y la prensa repitió la fórmula a saciedad ) y una carrera política que realizó exclusivamente dentro de su partido, este socialdemócrata tradicional tuvo la extraordinaria capacidad de resistir el aluvión de insultos que le lanzó durante meses el presidente saliente. Nicolas Sarkozy tenía, de hecho, sobradas razones para estar nervioso, ya que a la postre se convirtió en el primer inquilino del Elíseo que no logra ser reelecto desde el nacimiento de la V República, en 1958, ideada por un Charles de Gaulle que hizo del cargo de presidente una suerte de monarquía republicana. El repudio social a Sarkozy es en realidad mucho más profundo que lo que deja ver el 52 por ciento de votos obtenidos por el socialista Hollande. Demasiados escándalos y un estilo de vida ostentoso, aun en plena crisis –que incluyó un matrimonio con la fascinante Carla Bruni, a la que exhibió como un trofeo de caza–, generaron en la sociedad francesa un rechazo humano además que político por el personaje.</p>
<p>El segundo hombre del día fue un joven ingeniero griego, Alexis Tsipras (foto). Con apenas 36 años, Tsiptras es el líder de Syriza, la coalición de izquierda radical, segunda en los comicios del domingo con un 17 por ciento de los votos, siete veces más que en las elecciones anteriores. Sumando esos sufragios al 6 por ciento de los Griegos Independientes y al 8 por ciento del kke (el monolítico partido comunista tradicional), los partidos del arco de la izquierda, crítica de los planes de ajuste impuestos al país, alcanzan un tercio del electorado griego. Quizás la mejor definición que les calce al joven Tsipras y a la nebulosa de izquierdas comunista, poscomunista, socialista, libertaria, ambientalista que él representa sea la de &quot;eurocomunista&quot;, para evocar aquel sello que llevaron durante los setenta los pc de Italia, Francia y España tras distanciarse de la Unión Soviética y apostar a la integración de Europa occidental. El &quot;eurocomunismo&quot; de Tsipras aspira a otra Europa posible, que vuelva a apostar a la integración social. Radicalmente contrario a los planes de ajuste, el dirigente griego quiere que su país permanezca en la Unión Europea, pero en otras condiciones. Tsipras fue encargado este martes de formar gobierno, tras el fracaso en la tarea de Antonis Samaras, líder de la conservadora Nueva Democracia, el partido más votado el domingo. El dirigente de Syriza también terminó renunciando, pasándole la posta al presidente del partido socialista panhelénico Pasok, Evangelos Venizelos. Al cierre de esta edición de Brecha, Venizelos estaba a punto de lograr la formación de un &quot;gobierno de unidad&quot; gracias al apoyo de 19 diputados de una formación socialista disidente. Se descontaba también el respaldo de Nueva Democracia, ya que en caso de elecciones en junio ese partido de derecha perderia otros cincuenta diputados y el Syriza pasaría a convertirse en la primera fuerza pol{itica a nivel nacional. De todas maneras, el intento del joven ingeniero supo vislumbrar la búsqueda de un nuevo y más equitativo acuerdo con los acreedores del país como salida a la crisis, una salida que no suponga el trauma del default y de la exclusión de Grecia de la zona euro.</p>
<p>El tercer hombre símbolo del día fue el humorista genovés Beppe Grillo. Su &quot;movimiento cinco estrellas&quot; logró imponerse en las elecciones municipales realizadas el domingo en Italia ante el derrumbe de los partidos tradicionales. Es difícil encasillar a Grillo, un bufón de pelo largo y barba descuidada, de verba inflamada y hablar airado, hasta violento y vulgar. Grillo contrasta físicamente con el identikit de sus votantes, a menudo personas serias, comunes, cuidadosas de su comportamiento, reflexivas. Los electores del humorista son por lo general gente de las capas medias del norte del país, con fuerte sensibilidad ecologista y críticos de la globalización liberal. Pero el &quot;movimiento cinco estrellas&quot; de Grillo, que surgió de una suerte de &quot;que se vayan todos&quot;, proponiéndose barrer al conjunto del sistema político, también tiene elementos que podrían asimilarlo a la extrema derecha en materias como la inmigración. Grillo atrajo por ese lado a parte del electorado de una Liga Norte xenófoba en crisis. Globalmente, el movimiento chupó votos de todos los partidos, de derecha e izquierda, y en las ciudades del norte se situó entre el 10 y el 20 por ciento, llegando a pasar a la segunda vuelta, con posibilidades de disputar la Intendencia en una gran ciudad como Parma.</p>
<p>¿FRENTE COMÚN? Buscar una síntesis entre Hollande, Tsipras y Grillo sería humana y políticamente imposible. Sin embargo, el socialdemócrata tradicional, el comunista siglo xxi y&#8230; el loco suelto, tienen en común la crítica a la década perdida por la Unión Europea. Los tres –con mucha prudencia Hollande, con argumentos y estilos distintos los otros dos– apuntan a enfrentar el liderazgo regional ejercido por la jefa del gobierno alemán Angela Merkel y su rigor obsesivo respecto a las cuentas públicas, sumado a su rechazo a cualquier política expansiva para crear empleo. Los tres se oponen igualmente a la agobiante dictadura de los mercados, a los capitales buitre, a las &quot;finanzas asesinas&quot; y a los bancos que dominan el continente desde Fráncfort. En la capital financiera alemana, precisamente, reside el italiano Mario Draghi, gobernador del Banco Central Europeo y defensor de la ortodoxia monetarista con mayor celo incluso del que el papa Ratzinger emplea en defender el credo católico apostólico romano.</p>
<p>Sin embargo, es muy poco probable que Tsipras o Grillo obtengan trascendencia internacional. Grecia, salvo un milagro, difícilmente logre mantenerse en la Unión, y volverá a su antigua moneda, el dracma. La Italia de Grillo está al borde de una depresión generalizada y de que se instale una peligrosa desconfianza en la política. Sorprende, por otro lado, el grado de desconcierto del electorado conservador italiano, que ante la rápida descomposición del berlusconismo no tiene representación viable y es tierra de conquista para formaciones de distinto origen, incluso de una extrema derecha que podría tomar los tonos de la protesta fiscal de los tea party estadounidenses.</p>
<p>Hollande aparece en cambio como la esperanza más sólida del campo opuesto al liderazgo de Merkel, que en la elección francesa apoyó abiertamente a Sarkozy y hasta se negó a recibir al socialista antes de la primera vuelta. No es imposible que la Francia de Hollande pueda hacer una alianza puntual con el gobierno derechista español de Mariano Rajoy y con el del tecnócrata italiano Mario Monti para renegociar los rígidos acuerdos impuestos por la alianza Merkel-Sarkozy-Draghi-bancos. Esta renegociación será seguramente el tema más caliente del inminente verano boreal y podría suponer el retorno de una Europa política paralizada en la última década por la primacía de la economía.</p>
<p>La llegada de Hollande al gobierno en Francia supone también un giro en la política francesa que, por primera vez desde François Mitterrand, volverá a alejarse de Estados Unidos. Este mismo año, París podría retirarse de Afganistán, dejando al desnudo la derrota de George Bush que Barack Obama no supo revertir. Como primeras señales de moralización del Estado, tan raras en Europa, Hollande anunció que se rebajará el salario en 30 por ciento y dispuso que en el sector público el mejor sueldo no podrá ser más de veinte veces superior al peor. Nada revolucionario, pero por lo menos, una brisa nueva sopla en Europa. n</p>
<p><strong>La esperanza francesa</strong></p>
<p>François Hollande ganó las elecciones francesas con el 52 por ciento de los votos. Respecto de la primera vuelta, sumó los votos del Frente de Izquierda dirigido por Jean-Luc Mélenchon, que había llegado al 11 por ciento, y el apoyo personal del centroderechista François Bayrou, que quince días atrás había obtenido el 9 por ciento y que se declaró &quot;sumamente preocupado&quot; por el acercamiento de Nicolas Sarkozy a la extrema derecha del Frente Nacional. Hollande reforzó desde la vuelta de abril su talante apacible, contrastando aun más con un Sarkozy que cuanto más se acercaba a la ultraderecha más violento aparecía. Para peor, el presidente saliente no contó con el apoyo de la líder del Frente Nacional, Marine Le Pen, que prefirió darle la estocada a Sarkozy para aspirar a convertirse en la nueva referencia de la derecha francesa, con el 18 por ciento que logró en la primera vuelta.</p>
<p>El 10 y el 17 de junio habrá elecciones legislativas en Francia. Por lo general, las mayorías conformadas en torno a los presidentes electos son ratificadas en las parlamentarias, por lo que es probable que Francia cuente por cinco años con un parlamento manejado por los partidos progresistas y de izquierda. n</p>
<p><strong>Italia busca referentes</strong></p>
<p>En Italia, el domingo 6 se elegía a alcaldes de algunas grandes ciudades y de miles de pueblos y aldeas. El otrora poderoso Pueblo de las Libertades de Silvio Berlusconi a duras penas llegó al 10 por ciento. El magnate prefirió no estar en Italia y se fue a Rusia a festejar con su amigo Vladimir Putin. Su mayor ex aliada, la xenofóbica Liga Norte, perdió hasta en sus feudos más tradicionales, pagando caro los escándalos de corrupción en los que se vieron envueltos sus máximos dirigentes y la inviabilidad de su proyecto excluyente.</p>
<p>Un poco mejor parada salió la centroizquierda. El Partido Democrático, sin brillar, pinta para convertirse en la única fuerza estable en el mapa nacional. En Génova la centroizquierda arañó el 50 por ciento (habrá segunda vuelta en 15 días), y en otras provincias triunfó ya en la primera vuelta. En cambio en Palermo, la capital de Sicilia, el antiguo símbolo de la renovación democratacristiana, Leoluca Orlando, alcanzó el 47 por ciento de los votos criticando desde la izquierda al candidato oficial del pd, que ni siquiera llegó al 20 por ciento.</p>
<p>El &quot;gobierno técnico&quot; de Mario Monti (apoyado por el pd, el Pueblo de las Libertades y los centristas) tiene por delante un año más de vida (se votará en la primavera boreal de 2013). Hasta tanto, deberá optar entre sumarse a la &quot;nueva onda&quot; visible en Europa o insistir en las fórmulas derrotadas el domingo. </p>
<p><strong>El terremoto griego</strong></p>
<p>En las elecciones legislativas griegas, donde los partidos tradicionales solían cosechar más del 70 por ciento de los votos, el repudio a las imposiciones de la Unión Europea frente a las perspectivas de un default llevó a que Nueva Democracia (centroderecha) y el Pasok (centroizquierda), que apoyaron el &quot;gobierno técnico&quot; que adoptó el plan de ajuste, apenas lograran, en conjunto, un tercio de los votos. Una verdadera debacle política para ambos, que les impide repetir la fórmula de lo que los alemanes llamarían &quot;Grosse Koalition&quot;. En el nuevo parlamento estará presente Amanecer Dorado, un partido de extrema derecha que reivindica abiertamente a Adolf Hitler y propone colocar minas antipersonales en las fronteras para impedir la entrada de inmigrantes. Amanecer Dorado obtuvo un importante 7 por ciento.</p>
<p>La novedad positiva es el enorme crecimiento de una izquierda radical (mayoritariamente proeuropea) que sumada alcanza la tercera parte del electorado y que podría crecer aun más hasta convertirse en perspectiva de gobierno.</p>
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		<title>Non c’è nessuna ondata di suicidi economici</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 07:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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<p>È proprio vero che c’è un’ondata di suicidi economici in Italia? È proprio vero che si sta ammazzando un numero senza precedenti di bravi imprenditori strozzati dal fisco, da Equitalia, dallo Stato che non rimborsa, dal costo del lavoro troppo alto? In molti cominciano a dubitarne e a pensare che si tratti di una manipolazione mediatica. Il sociologo Marzio Barbagli, <a href="http://www.gadlerner.it/2012/05/10/lavvoltoio-la-destra-e-i-suicidi.html" target="_blank">ripreso</a> dal Blog di Gad Lerner, afferma apertamente che «non c’è nessuna emergenza suicidi dovuta alla crisi economica». </p>
<p>Come per il caldo o il freddo “senza precedenti”, le rapine in villa o gli stupri commessi da immigrati, sui quali i media dominanti costruirono ad arte la destabilizzazione del governo presieduto da Romano Prodi, anche l’ondata di suicidi di imprenditori sarebbe innanzitutto un fenomeno percepito, mediatico, portato in prima pagina non perché davvero rilevante o perché segni un picco particolare rispetto al passato, ma perché così conviene a fomentare una polemica anti-fisco che sarà l’argomento fondamentale delle destre nella prossima campagna elettorale. </p>
<p><span id="more-18316"></span>
<p>I 38 suicidi di piccoli imprenditori contati dalla Cgia di Mestre dall’inizio dell’anno, sempre penosi, «non rappresentano un’anomalia a fronte delle 1300 persone circa che nello stesso periodo si sono tolte la vita in Italia. I suicidi in questa categoria sociale c’erano anche negli anni passati, più o meno con la stessa frequenza». Sempre secondo Bargagli Italia e Grecia, due dei paesi più aggrediti dalla crisi, avevano e continuano ad avere tassi di suicidi tra i più bassi in Europa. La Germania, che corre come un treno, ha un tasso di suicidi doppio di quello italiano. </p>
<p>Scrive cose simili Daniela Cipolloni su <a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2012/05/09/tasso-suicidi-italia-crisi-75241.html" target="_blank">Wired</a> che sostiene anzi che nel 2012 i suicidi attribuiti a motivi economici sarebbero in calo, 0,29 al giorno contro 0,51 del 2010 e 0,54 del 2009. Ogni anno in Italia si suicidano circa 3.000 persone, un numero che circa vent’anni fa era intorno ai 4.000, e la motivazione economica sarebbe marginale nel togliersi la vita. Secondo Stefano Marchetti dell’ISTAT, intervistato da Cipolloni, il suicidio economico è al penultimo posto tra le motivazioni di chi si toglie la vita in Italia. Quasi una persona su due si suicida per motivi di salute e perfino chi si suicida per motivi sentimentali sarebbe il doppio di chi si suicida per problemi economici. </p>
<p>Ovviamente è innegabile che le difficoltà economiche contribuiscano a determinare le condizioni di molti suicidi. Ma non sono gli imprenditori i principali soggetti a rischio. Ben peggio va ai disoccupati. 362 suicidi del 2010, il 12% del totale, era disoccupato. Quindi, parlare di ondata di suicidi causati dalla crisi è una forzatura tendenziosa. Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, sempre intervistato da Wired, indica tre motivi di riflessione: 1) i suicidi sono innanzitutto persone già con gravi patologie psichiche. Le difficoltà contingenti si innescano su quadri già gravi. Tuttavia, 2) è dimostrato che il parlare troppo di suicidi causi emulazione tra chi è già predisposto. Infine: 3) la cosa migliore che può fare il governo per arginare i suicidi è aumentare i fondi destinati ai centri di salute mentale.</p>
<p>Anche se un tema così delicato merita rispetto e prudenza, è evidente che c’è chi soffia sul fuoco. Una breve in cronaca merita il suicidio dell’operaio cassintegrato, del cinquantenne licenziato, del giovane precario. Finisce in prima pagina chi invece si suicida “per colpa di Equitalia”. Ragioniamo con la nostra testa mentre gli sciacalli politici e mediatici soffiano sul fuoco e forniscono interpretazioni fuorvianti e fanno partire ondate emotive. Siamo già in campagna elettorale. Tutto già visto.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Anche i ballottaggi si possono risparmiare</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I ballottaggi insensati, tipo quello di Palermo con Orlando con +30% su Ferrandelli, o quello di Genova con +33% con Doria su Musso, possono essere evitati risparmiando sui costi della politica e sulla moltiplicazione dei candidati. Avviene in vari paesi, i risultati di queste amministrative impongono una riflessione anche in Italia. Immaginate i patti scellerati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/vizzini.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="vizzini" border="0" alt="vizzini" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/vizzini_thumb.jpg" width="244" height="244" /></a>I ballottaggi insensati, tipo quello di Palermo con Orlando con +30% su Ferrandelli, o quello di Genova con +33% con Doria su Musso, possono essere evitati risparmiando sui costi della politica e sulla moltiplicazione dei candidati. Avviene in vari paesi, i risultati di queste amministrative impongono una riflessione anche in Italia.</p>
<p>Immaginate i patti scellerati che dovrà fare Ferrandelli per provare a vincere a Palermo partendo da 33.000 voti contro 90.000? O quelli del terzopolista Musso a Genova che ha preso 23 voti per ogni 100 presi da Doria?&#160; </p>
<p><span id="more-18304"></span>
<p>È una necessità democratica portarli al ballottaggio, considerando anche i cali fisiologici di affluenza al secondo turno per i quali potrebbero (nel remoto caso) vincere con meno voti di quelli ottenuti dal rivale al primo? Non sarebbe meglio evitare ballottaggi diseguali inducendo i partiti a non considerare il primo turno delle amministrative come una sorta di secondo turno delle primarie? Tale abitudine è uno svilimento della legge dei primi anni ‘90 sull’elezione diretta dei sindaci oltre che un ulteriore sintomo di crisi.</p>
<p>A Genova il secondo, terzo e quarto classificato, sommati insieme hanno preso quasi 20.000 voti meno di Doria. È giusto sceglierne uno quasi a caso (Musso ha preso 6.000 voti più del quarto, 15% contro 12.7% con il grillino Putti terzo al 13.9). A Palermo solo sommando i cinque candidati che lo seguono si superano i voti di Orlando. Per vincere Ferrandelli dovrebbe mettere insieme oltre alla lista di Vizzini, che già lo appoggiava (criticano Orlando ma con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Vizzini" target="_blank">Vizzini</a> Ferrandelli sarebbe il nuovo che avanza?), anche quella di Micciché e quella di Grillo. Anche a Parma il secondo, terzo e quarto si collocano nell’acquario tra il 10 e il 20% dei voti. A Taranto l’estrema destra di Cito va al ballottaggio col 18% dei voti contro il 49.53% del candidato del centro-sinistra Stefàno. È opportuno dare un ulteriore diritto di tribuna a liste neofasciste? Discorsi simili possono farsi ad Agrigento, Alessandria, Como (dove si va al ballottaggio col 13%, una lotteria), Lucca (15%).</p>
<p>Soprattutto: si può diventare sindaci partendo da meno di un quinto dei voti al primo turno?</p>
<p>PROPOSTA: Se il candidato in testa ottiene almeno il 40 o 45% e ha un vantaggio consistente sul secondo (almeno 10 punti, come in Argentina, ma potrebbero essere anche di più, nel dubbio facciamo almeno 45% con almeno 20 punti di vantaggio) la partita dovrebbe essere considerata chiusa già al primo turno. </p>
<p>Purtroppo la politica non rinuncerà mai a un palcoscenico in più, a un giorno (due) di urne aperte in più, a un manifesto appiccicato su un muro col faccione del candidato… Del resto… come per gli armamenti, vorrete mica mettere in crisi l’indotto?</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>L’oscenità del rigore in Grecia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 16:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo osceno per due motivi il fatto che la principale lettura mainstream che viene fatta del voto greco sia “hanno perso i partiti pro-rigore”. </p>
<p><span id="more-18296"></span>
<p>Ciò innanzitutto perché Nuova Democrazia e Pasok (soprattutto ND) sono i partiti che hanno creato il disastro economico greco, dilapidando il patrimonio pubblico e arrivando (sempre ND) perfino a truccare i conti. In secondo luogo perché è facile parlare di rigore quando non sei tu a doverne pagare le conseguenze, quando non è la tua casa quella che si prendono le banche, non sei tu a dover cercare da mangiare nei cassonetti, non è la scuola dei tuoi figli a chiudere.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Easyjet e le troppe discriminazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 12:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passeggeri insultati all’imbarco Easyjet a Venezia perché napoletani. I quattro hanno querelato l’impiegata della compagnia. Non è chiaro da chi esattamente dipenda la razzista responsabile del fatto ma non è la prima volta che EasyJet, concorrente di Ryanair sul mercato low-cost, balza agli onori della cronaca per comportamenti discriminatori. Nel novembre 2010, all’aeroporto di Palermo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/easyjet.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="easyjet" border="0" alt="easyjet" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/easyjet_thumb.jpg" width="573" height="404" /></a></p>
<p>Passeggeri insultati all’imbarco Easyjet a Venezia perché napoletani. I quattro hanno querelato l’impiegata della <a href="http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/05/06/news/easyjet_frasi_razziste_di_un_impiegata_passeggeri_napoletani_la_querelano-34567682/" target="_blank">compagnia</a>. Non è chiaro da chi esattamente dipenda la razzista responsabile del fatto ma non è la prima volta che EasyJet, concorrente di Ryanair sul mercato low-cost, balza agli onori della cronaca per comportamenti discriminatori.</p>
<p><span id="more-18290"></span>
<p>Nel novembre 2010, all’aeroporto di Palermo, Easyjet rifiutò l’imbarco ad una bambina disabile perché incapace di riporre autonomamente il bagaglio a mano nella cappelliera. Poi Easyjet s’è scusata. Nell’agosto 2009 all’imbarco di un volo Easyjet a Bari, era toccato ad una signora obesa vedersi richiedere il pagamento di un doppio biglietto per essere imbarcata. Poi Easyjet s’è scusata. Nel dicembre 2011 una signora cieca, che volava con EasyJet da Gatwick, si è vista rifiutare l’imbarco al suo cane guida. Poi Easyjet s’è scusata. Di nuovo a Gatwick, a gennaio di quest’anno, un passeggero disabile non è stato imbarcato su di un volo Easyjet perché “non poteva raggiungere a piedi l’uscita d’emergenza”. Poi Easyjet s’è scusata ma il passeggero, un uomo d’affari inglese, ha lamentato un trattamento odioso, scortese e discriminatorio.</p>
<p>È evidente che passeggeri <em>diversi</em> rappresentano una seccatura ed un costo ma che, fino a che saremo in un regime democratico, le compagnie che vogliano solcare i cieli pubblici, sono obbligate ad accettare tali costi, possibilmente col sorriso sulla bocca.</p>
<p>La verità è che il trasporto aereo low-cost per essere profittevole richiede una standardizzazione che va ben oltre i bagagli contingentati, i servizi spartani, l’uso di slot periferici. Il trasporto aereo low-cost richiede anche passeggeri standardizzati, in grado di scattare sull’attenti anche se portatori di handicap, e silenti se ritengono violati i propri diritti, come è accaduto ai quattro giornalisti napoletani vittime di razzismo a Venezia. Continuando così potremo solcare i cieli d’Europa per due lire ma non andremo lontano.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>L’alternativa all’Europa è l’Europa</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 06:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[neoliberismo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[La sintesi della domenica elettorale nell’Unione è che un’altra Europa è necessaria. Non è una sintesi ottimista perché altrimenti avremmo considerato che un’altra Europa è possibile. Dall’Atene bombardata dalla Troika, nella Parigi del prudente François Hollande come nella regione tedesca dei Buddenbrook, lo Schleswig-Holstein, sembra di poter leggere innanzitutto la richiesta di un’Europa diversa. Ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Alexis-Tsipras-008.jpg"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 10px 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="Alexis-Tsipras--008" border="0" alt="Alexis-Tsipras--008" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2012/05/Alexis-Tsipras-008_thumb.jpg" width="464" height="280" /></a>La sintesi della domenica elettorale nell’Unione è che un’altra Europa è necessaria. Non è una sintesi ottimista perché altrimenti avremmo considerato che un’altra Europa è possibile. Dall’Atene bombardata dalla Troika, nella Parigi del prudente François Hollande come nella regione tedesca dei Buddenbrook, lo Schleswig-Holstein, sembra di poter leggere innanzitutto la richiesta di un’Europa diversa. </p>
<p>Ha perso, soprattutto nella figura di Sarkozy e dei partiti tradizionali greci che avevano imposto come Quisling ogni sacrificio alla Grecia, la visione solo finanziaria ed economica dell’Europa. Ma il senso del voto non è quello, pur pauroso e nichilista dell’estrema destra, dei lugubri nazisti greci, del Front National francese o della cleptocrazia leghista. E non è neanche quello isolazionista di partiti di tradizione vetero-comunista come il KKE ellenico. </p>
<p><span id="more-18286"></span>
<p>Non è certo quello del sarkozismo sconfitto a Parigi in condizioni particolarmente favorevoli in un sistema, quello della V Repubblica, costruito per confermare sempre e non bocciare mai il monarca repubblicano. Tale dato sottende che quella differenza numerica tra Hollande e Sarkozy appaia esile ma sia nella realtà nettissimo. Con Sarkozy non perde solo Angela Merkel, spesasi come mai prima oltre il Reno. Non perdono solo sia Nuova Democrazia che il Pasok, i partiti tradizionali greci finora omologhi per maggioranza al governo tecnico italiano di Mario Monti. </p>
<p>Il dimezzamento e oltre è quanto attende le caste irriformabili della politica che credono di appiattirsi sul rigore economico dei tecnici per far credere di cambiare e non cambiare nulla. Perde, riperde, Silvio Berlusconi, perde Tony Blair, perde George Bush, la troika che nel decennio scorso aveva bombardato ogni costruzione politica possibile e necessaria, lasciando dell’Europa una scatola vuota a disposizione per banche e finanza. Avevano messo fine alla stagione post-muro di Berlino quando François Mitterand aveva saputo inglobare la grande Germania nell’Unione rinunciando a molte prerogative storiche di Parigi. Quelli trascorsi, quelli neoliberali, passeranno alla storia come decenni perduti dall’Europa, sotto l’estremismo monetarista. Ora un erede di Mitterand all’Eliseo, che deve la sua elezione alla forza della sua sinistra che proprio perché forte ha parlato al centro, è il leader naturale per riprendere quel discorso interrotto.</p>
<p>I giornali in queste ore si spendono in un’analisi buia e irragionevole dove destra e sinistra sarebbero parimenti forze antisistema. Quello che dicono gli elettori è che la vera forza antisistema, quella che fa paura, che spezza vite, storia e speranze, è l’imperio della finanza come unica legittimità possibile. Ma non è un populismo antieuropeo ad aver vinto. Non è certo antieuropeo François Hollande e Syriza (nella foto Alexis Tsipras), la coalizione di sinistra ch’è la vera novità scavalcando la versione attica del PD, è contro il memorandum (il cappio al collo alla Grecia) ma a favore dell’Europa come del resto il 70% dei greci. </p>
<p>No, ad Atene come a Parigi, Berlino, Roma, nessuno può pensare di ricostruire frontiere. L’Europa può e deve cominciare a lasciarsi alle spalle quella costruzione tutta economica di sé stessa che è l’essenza della notte neoliberale. L’Europa sarà inclusiva o non sarà, questo è il senso del maggio europeo. Non illudiamoci, viviamo nel momento più basso per la democrazia dalla sconfitta del nazifascismo nel 1945. L’estrema destra e la finanza sono due facce dello stesso pericolo per la nostra stessa convivenza civile. Ma non c’è altra via. Un’altra Europa è necessaria e possibile.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Ebbene sì, Luigi Martinelli era un provocatore</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 12:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Scusate se per una volta rivendico. Il sequestro di vari dipendenti di Equitalia nel bergamasco, oramai secondo molteplici fonti (qui il Mattino, qui sull’arsenale, qui tutta la rassegna online), appare sempre più quello che chi scrive aveva segnalato fin dall’inizio: tutt’altro che il gesto di un disperato ma una gravissima e criminale provocazione politica. Sequestri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate se per una volta rivendico. Il sequestro di vari dipendenti di Equitalia nel bergamasco, oramai secondo molteplici fonti (<a href="http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=194056&amp;sez=ITALIA" target="_blank">qui</a> il Mattino, <a href="http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2012/05/06/708164-arsenale_nella_casa_rambo_anti_tasse.shtml" target="_blank">qui</a> sull’arsenale, <a href="https://news.google.it/news/story?gl=it&amp;pz=1&amp;cf=all&amp;ned=it&amp;hl=it&amp;q=martinelli&amp;ncl=dHL83OIukA1CjcMTxfyhWfAKYTz1M&amp;cf=all&amp;scoring=n" target="_blank">qui</a> tutta la rassegna online), appare sempre più <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/18257-sequestro-equitalia-bergamo/" target="_blank">quello che chi scrive aveva segnalato fin dall’inizio</a>: tutt’altro che il gesto di un disperato ma una gravissima e criminale provocazione politica. Sequestri persone armato fino ai denti perché non vuoi pagare il canone RAI? L’eversione antifisco è un pericolo grave per la nostra Repubblica.</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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		<title>Malvinas: lo spot argentino per Londra 2012 che ha fatto infuriare la Gran Bretagna</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 07:38:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videoblog]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Per competere su suolo inglese, ci alleniamo su suolo argentino&#8221; Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/18276-malvinas-lo-spot-argentino-per-londra-2012-che-ha-fatto-infuriare-la-gran-bretagna/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>&#8220;Per competere su suolo inglese, ci alleniamo su suolo argentino&#8221;</p>
<p class="postAuthorLink">Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </p><div class="feedflare">
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