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	<title>Giornalismo partecipativo</title>
	
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	<description>GennaroCarotenuto.it - America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Angelo Vassallo, così muore un italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 05:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Angelo Vassallo, ucciso per legalità Lo hanno pedinato, seguito e bloccato, quindi hanno esploso almeno nove proiettili, probabilmente da due pistole diverse di calibro 9&#215;21, centrandolo prima in pieno volto e poi infierendo su tutto il corpo. Colpi mortali che non hanno lasciato scampo ad Angelo Vassallo, 57 anni, il sindaco Pd di Pollica (Sa), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><img hspace="10" alt="20100907primapagina" vspace="10" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2010/09/20100907primapagina.gif" width="350" height="484" />Angelo Vassallo, ucciso per legalità</p>
<p>
Lo hanno pedinato, seguito e bloccato, quindi hanno esploso almeno nove proiettili, probabilmente da due pistole diverse di calibro 9&#215;21, centrandolo prima in pieno volto e poi infierendo su tutto il corpo. Colpi mortali che non hanno lasciato scampo ad Angelo Vassallo, 57 anni, il sindaco Pd di Pollica (Sa), freddato domenica sera tra le 9 e le 10:30. Il primo cittadino ambientalista convinto paladino di tante battaglie contro gli abusi edilizi è deceduto così mentre percorreva da solo sulla sua Audi una strada appena inaugurata proprio dal suo comune; il suo corpo è stato ritrovato riverso sul sedile anteriore dell’autovettura che aveva il freno a mano tirato e il finestrino abbassato. Segno che Vassallo volesse parlare ai suoi killer? Al momento il movente del suo omicidio, che gli inquirenti definiscono di estrema brutalità per un’area poco abituata alla violenza e oggi sotto choc, resta senza risposte.</p>
<p><span id="more-13708"></span>
<p>«Se si privilegia una pista non si sa lavorare, però abbiamo due o tre cose da verificare», ha detto arrivato sul luogo del delitto il pm Alfredo Greco, a cui sono state affidate le indagini insieme al procuratore di Vallo della Lucania, Giancarlo Grippo. Poche parole che non lasciano trapelare molto, dalla pista delle beghe personali – Vassallo era contitolare di una società ittica – alle denunce a suo carico per estorsione e per reati contro la pubblica amministrazione che lo dipingerebbero come un personaggio controverso. Ma amici, compagni di partito, familiari, e i cittadini che lo avevano eletto per ben 4 volte, l’ultima lo scorso marzo, sono pronti a giurare sulla sua integrità e sembrano convinti che dietro all’agguato, viste le modalità, vi sia la mano della camorra.<br />
Eppure Vassallo non si sarebbe confidato con nessuno, né si ha notizia di minacce o avvertimenti ricevuti negli ultimi tempi. Al vaglio dei magistrati ci sono delibere e appalti dal comune, l’ultimo più consistente riguarda il secondo lotto per la costruzione del nuovo porto di Acciaroli. «L’appalto però è stato già affidato senza problemi – spiega il vicesindaco Stefano Pisani che a stento contiene le lacrime – per i primi lavori abbiamo avuto delle tensioni con la precedente ditta appaltatrice, ma stiamo risolvendo tutto per vie legali». E anche Pisani non si capacita di questo delitto: «Il nostro territorio è completamente libero dalla camorra. Non riusciamo a capire, né a venire a capo del movente. A noi amministratori non aveva detto niente, ma era il suo carattere, ci teneva a mantenerci fuori da certe beghe». D’altra parte non tutti sono convinti che questa splendida area vicina al parco del Cilento non facesse gola alla criminalità organizzata. Tra questi c’è il procuratore di Torre Annunziata Raffaele Marino che conosceva bene lo stesso Vassallo perché da anni assiduo frequentatore di questo angolo di paradiso campano: «A me non ha raccontato di minacce ricevute – spiega – non perché sono un magistrato ma perché era nel suo carattere, molto deciso e convinto di conoscere bene la sua terra. Un portatore di legalità e credo che questa sua integrità anche un po’ ingenua lo abbia reso poco guardingo verso avvertimenti che immagino abbia ricevuto. Forse ha pensato di poter risolvere le cose da solo». Marino, che qualche mese fa ha ricevuto anche una lettera di minacce con proiettili per le sue inchieste nei comuni vesuviani, ricorda come la zona di Acciaroli sia da tempo oggetto di appetiti camorristici, da Cutolo al boss Fabbrocino, passando per il clan Nuvoletta ai Casalesi: «Vassallo aveva fatto del suo comune un volano di sviluppo per tutta l’area, dove cresce l’economia turistica con costruzione di alberghi, residence, villaggi. Ovviamente le mie sono solo supposizioni, ma le modalità del delitto, la premeditazione, il fatto che sia stato seguito, che i killer fossero almeno due, mi fa pensare a un agguato di camorra».<br />
I magistrati ieri hanno sentito anche i familiari, la moglie Angela Amendola, che proprio domenica insieme al fratello di Vassallo ha scoperto il corpo riverso in una pozza di sangue, e i figli Giuseppina titolare di una enoteca e Antonio proprietario di un ristorante. Al lavoro anche la Dda di Salerno guidata dal procuratore Franco Roberti che cercano di districare la matassa di eventuali pressioni subite dal sindaco. E restano basiti anche i suoi assessori che ora si arrovellano su un piccolo particolare: Vassallo avrebbe infatti dovuto partecipare alla presentazione del film di Mario Martone a Venezia, «Noi credevamo» girato proprio nei luoghi cari al primo cittadino, ma ha rifiutato all’ultimo momento inviando al suo posto l’assessore alla cultura Palladino. Una caso o una pista? Fatto sta che la sua presenza al lido forse gli avrebbe evitato la morte. Ed è unanime il cordoglio del Pd, dai dirigenti locali a quelli nazionali, che chiedono si faccia immediatamente luce sull’assassinio.</p>
<p>Angelo Vassallo era attivo in Slow Food: era vicepresidente di Cittaslow, il braccio operativo, come diceva lui, di Slow Food. <a href="http://www.youtube.com/slowfooditalia" target="_blank">Guarda il video del suo intervento al congresso di Sloow Food Italia lo scorso maggio</a></p>
<p>Francesco Pilla, <a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/09/articolo/3342/" target="_blank">Il Manifesto</a></p>
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		<title>Brevi-ario 7 – Cristina in Twitter, pensiero critico in Ecuador, anziani poveri in Ecuador</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 19:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo numero: 8 anziani su 10 poveri in Messico, Cristina in Twitter, pensiero critico in Ecuador, rettore paramilitare in Colombia, due barili d&#8217;oro in El Salvador, Petrobras cresce, la Concertazione si ricorda dei mapuche, lirica nelle scuole popolari in Uruguay. VECCHIAIA IN MESSICO &#8211; L&#8217;82% degli anziani vive in povertà e appena due donne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><img src="http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2010/09/ecuador0507idx.jpg" alt="Ecuador0507idx" hspace="10" vspace="10" width="220" height="152" align="right" /></p>
<p>In questo numero: 8 anziani su 10 poveri in Messico, Cristina in Twitter, pensiero critico in Ecuador, rettore paramilitare in Colombia, due barili d&#8217;oro in El Salvador, Petrobras cresce, la Concertazione si ricorda dei mapuche, lirica nelle scuole popolari in Uruguay.</p>
<p><span id="more-13705"></span></p>
<p>VECCHIAIA IN MESSICO &#8211; L&#8217;82% degli anziani vive in povertà e appena due donne anziane su dieci hanno una pensione. Il governo della capitale (centro-sinistra) concede delle pensioni sociali di circa 50 Euro al mese.</p>
<p>RETTORE PARAMILITARE &#8211; L&#8217;ex-rettore dell&#8217;Università di Cordoba, in Colombia, imposto dai paramilitari Salvatore Mancuso e Carlos Castaño, è stato condannato a 35 anni di carcere per complicità nell&#8217;omicidio di Hugo Alfonso Iguarán, professore nella stessa università caduto in una trappola tesagli nel 2000 dallo stesso rettore.</p>
<p>EX PRESIDENTE FONDOMONETARISTA BOLIVIANO CONDANNATO &#8211; Jorge &#8220;Tuto&#8221; Quiroga, ex-presidente boliviano è stato condannato a due anni e otto mesi di carcere per un caso di diffamazione. Nel febbraio 2009 aveva accusato Il Banco Unión di essere un centro di lavaggio di soldi del presidente venezuelano Hugo Chávez.</p>
<p>EL SALVADOR, BARILE ALLE STELLE &#8211; In Salvador sono stati trovati almeno due barili pieni di banconote per un totale di almeno 9 milioni di dollari di provenienza narcos.</p>
<p>CRISTINA IN TWITTER &#8211; Da due giorni è attivo l&#8217;account twitter del presidente argentino Cristina Fernández. E&#8217; @CFKArgentina consigliata a questo passo dal ministro degli Esteri Jacobo Timmerman giornalista e comunicatore di razza. Cristina con 40.000 iscritti in poche ore segue Hugo Chávez che ha ormai 800.000 seguaci. Il mio è @garibaldiuy</p>
<p>PETROBRAS CRESCE &#8211; La compagnia petrolifera brasiliana a capitale misto metterà sul mercato azioni per la favolosa somma di 64 miliardi di dollari. E&#8217; parte del piano che porterà la compagnia nei prossimi quattro anni ad investire ben 200 miliardi di dollari soprattutto nelle prospezioni sottomarine.</p>
<p>LA CONCERTAZIONE CON I MAPUCHE &#8211; Per Carolina TOhá portavoce della Concertazione (coalizione di centro-sinistra) cilena e del PPD, non è possibile festeggiare il bicentenario del paese senza risolvere il problema dei mapuche (gli indigeni del sud del paese) in sciopero della fame da quasi due mesi. Meglio tardi che mai?</p>
<p>LA COCA DOVE LA METTO? &#8211; I pessimi rapporti tra Bolivia e Stati Uniti hanno tagliato i fondi per la distruzione della coca illegalmente prodotta nel paese. Ce ne sono oramai 800 tonnellate accumulate in depositi di tutto il paese e il governo &#8211; che ha sempre difeso il diritto dei boliviani a produrre e consumare foglie di coca &#8211; non sa più dove mettere quella illegale.</p>
<p>PENSIERO CRITICO IN ECUADOR &#8211; I nuovi programmi scolastici in Ecuador hanno tra i principali obbiettivi &#8220;lo sviluppo del pensiero critico&#8221;. Esattamente il contrario del progetto di Mariastella Gelmini che ha eliso dai testi legislativi proprio &#8220;la trasmissione del pensiero critico&#8221;.</p>
<p>MUSICA LIRICA IN URUGUAY &#8211; Mentre in Italia si taglia l&#8217;insegnamento della musica nelle scuole dei quartieri popolari di Montevideo si stanno realizzando sistematicamente laboratori di musica lirica, sulle note de &#8220;le nozze di Figaro&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="../">Brevi-ario latinoamericano è su Giornalismo partecipativo</a>.</p>
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		<item>
		<title>La morte dell’Università pubblica?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 07:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola, università, ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Didascalico e ragionevole di Gianfranco Viesti da “La gazzetta del Mezzogiorno”. Ne consiglio la circolazione anche tra i non addetti ai lavori (gc). L’anno accademico 2010-2011 potrebbe segnare la fine dell’università pubblica in Italia così come la conosciamo da decenni. Questo dipende da decisioni già prese dal Governo. In primo luogo, la straordinaria riduzione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><em>Didascalico e ragionevole di Gianfranco Viesti da “La gazzetta del Mezzogiorno”. Ne consiglio la circolazione anche tra i non addetti ai lavori (gc)</em><a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank"><em>.</em></a></p>
<p>L’anno accademico 2010-2011 potrebbe segnare la fine dell’università pubblica in Italia così come la conosciamo da decenni. Questo dipende da decisioni già prese dal Governo. </p>
<p> <span id="more-13700"></span>
<p>In primo luogo, la straordinaria riduzione del fondo di finanziamento ordinario nazionale, che rappresenta la quota più importante delle entrate degli atenei. Il taglio, deciso prima dello scoppio della crisi economica, porta l’ammontare del fondo da 7,2 miliardi del 2010 a meno di 6 del 2011 (circa lo stesso sarà nel 2012). Si consideri che solo il personale costa alle università italiane 6,5 miliardi.    <br />Questo comporterà in molti casi, e non solo al Sud, l’impossibilità di far fronte alle spese correnti: le università “staccheranno la corrente”. Nei casi migliori, comporterà comunque il blocco totale del turn-over, una riduzione dei docenti, un peggioramento della didattica e una drastica contrazione dei servizi agli studenti. Questo definanziamento potrebbe essere aggravato per molti atenei, se anche nel 2010 si procederà con i criteri cosiddetti di “premialità” per ripartire parte dei tagli fra gli atenei (siamo a settembre,ma ancora non si sa). I criteri definiti l’estate scorsa, e validi per il 2009 sono risibili: le regole sono state costruite dopo aver ben studiato i numeri, in modo tale da premiare non chi “si comporta meglio”, ma le sedi più piccole del Nord con più facoltà scientifiche.     <br />Le risorse statali per le borse di studio sono state ridotte dai 246 milioni del 2009 ai 99 del 2010 e scenderanno a 76 nel 2011. Già in passato il 40% degli studenti meritevoli di borsa nel Mezzogiorno non riuscivano ad ottenerla per carenza di fondi; l’80%, pur meritevoli, non riuscivano ad avere un alloggio. Quote che non potranno che crescere. E si consideri che tra il 2001 e il 2007 le tasse universitarie in Italia sono cresciute del 53%. La recente manovra ha operato poi un forte taglio degli stipendi ai docenti, bloccando le anzianità (senza restituzione); per come è stato costruito, penalizza moltissimo i ricercatori più giovani, già con retribuzioni basse. Infine, il disegno di legge in discussione in Parlamento – che ben poco potrà fare per l’Università nel quadro che è stato ricordato – crea incertezze notevoli tanto per i sistemi di governo degli atenei quanto per il futuro professionale degli attuali ricercatori.     <br />Il sistema universitario italiano ha molti problemi. Come recita il titolo di un bel libro recente, l’università italiana è “malata e denigrata”. E’ senz’altro necessario razionalizzare il suo funzionamento, introdurre molto di più merito e valutazione, combattere le sue derive peggiori, nepotismi, particolarismi. Molto sta già cambiando, anche da noi; la “federazione” fra le università di Puglia, Basilicata e Molise, annunciata l’altro ieri, è un’ottima iniziativa. Ma l’insieme delle misure del governo, più che riformarlo, sembra decretarne la fine: ispirato da un’idea di sistema universitario pubblico molto più piccolo, con molto più spazio per il privato; diviso fra atenei di serie A (al Nord), con più risorse, didattica e ricerca e atenei di serie B (al Sud) che cercano di sopravvivere. In tutto il mondo l’università è uno dei motori più importanti dello sviluppo economico; crea la materia prima della crescita: giovani preparati. Negli ultimi anni, particolarmente al Sud, sono stati fatti straordinari passi in avanti. Il numero di laureati è cresciuto moltissimo. Ormai al Sud, e in Italia, rispetto alla popolazione giovanile, è nella media europea. La più grande differenza fra il Mezzogiorno di oggi e quello del passato sta proprio in questo: nella diversa scolarità dei giovani. Questa è la grande chance per il suo futuro. Da sola non è una condizione sufficiente per lo sviluppo dell’economia. Ma è necessaria.     <br />Questo processo è a rischio. Molte università italiane potrebbero chiudere fra pochi mesi. Se ci sarà un’elemosina dell’ultimora da parte del Governo magari non chiuderanno, ma sopravviveranno senza servizi, borse e alloggi per gli studenti, ma con una didattica fortemente ridotta, senza ricerca. Questo accrescerà ancora i flussi di studenti verso le università più ricche; riducendo le iscrizioni, renderà ancora più difficile la vita per quelle più povere.     <br />In questi giorni, le autorità accademiche sono alle prese con scelte non semplici e responsabilità gravi: è possibile, in questa situazione, avviare regolarmente l’anno accademico? Probabilmente no. Ma allora che succede? Ma non è un problema solo degli universitari. Dovrebbe essere al primo posto dell’agenda della politica nazionale. E locale; al centro dell’attenzione dei Presidenti Vendola e De Filippo e dei Consigli Regionali, così come dei sindaci e degli enti locali, coinvolgendo tutti i cittadini. Che futuro può avere Bari, Sindaco Emiliano, se deperiscono le sue università? E’ il caso di interessarcene, se siamo ancora in tempo.</p>
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		<title>Meglio Fini o la Trota Chiamparino?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 18:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto indietro l’orologio a La Stampa di domenica mattina e a queste due paginate firmate Ricolfi (online non c’è tutto) di lancio del prodotto Sergio Chiamparino come leader del centrosinistra. In buona sostanza il sindaco di Torino dice apertamente: la Lega ha ragione, la Padania esiste, il PD se vuol vincere al Nord deve essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/img/MeglioFiniolaTrotaChiamparino_12372/chiamparinotrota.jpg"><img style="BORDER-BOTTOM: 0px; BORDER-LEFT: 0px; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; DISPLAY: inline; BORDER-TOP: 0px; BORDER-RIGHT: 0px" title="chiamparino-trota" border="0" alt="chiamparino-trota" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/img/MeglioFiniolaTrotaChiamparino_12372/chiamparinotrota_thumb.jpg" width="244" height="233" /></a> Riporto indietro l’orologio a <em>La Stampa</em> di domenica mattina e a queste <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201009articoli/58243girata.asp" target="_blank">due paginate</a> firmate Ricolfi (online non c’è tutto) di lancio del prodotto Sergio Chiamparino come leader del centrosinistra.</p>
<p>In buona sostanza il sindaco di Torino dice apertamente: la Lega ha ragione, la Padania esiste, il PD se vuol vincere al Nord deve essere una “Lega civilizzata”. Da due o tre passaggi si capisce inoltre che Chiamparino conosca e gli importi del Sud più o meno come importa a Renzo Bossi detto “la trota”.</p>
<p><span id="more-13697"></span>
<p>Come si faccia a civilizzare la Lega poi Chiamparino lo dice apertamente: c’è il taglio della mano per l’immigrato che ruba una mela (ovviamente viva i respingimenti) ma in compenso al negro “sì badrone” dopo cinque anni gli si dà il voto amministrativo, mica la cittadinanza.</p>
<p>Insomma Bossi per chi sgarra, Fini per gli altri.</p>
<p>Qui lo dico apertamente: andrò a votare alle primarie del PD per chiunque altro si candidi contro Chiamparino e così dovrebbe fare chiunque non si consideri parte della feccia padana.</p>
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		<item>
		<title>Fantastico TG1!</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 18:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<title>Diari di Mussolini – La perizia che smentisce Marcello dell’Utri</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 22:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la perizia di Emilio Gentile che già nel 2005 inchiodava e riconosceva come falsi i diari di Mussolini che Marcello dell’Utri farà pubblicare a Bompiani (gc). Considerazioni su alcuni diari manoscritti attribuiti a Benito Mussolini. di Emilio Gentile I diari manoscritti attribuiti a Benito Mussolini, da me esaminati, sono contenuti in cinque agende, ciascuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><i><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/img/DiaridiMussoliniLaperiziachesmentisceMar_D4EB/mussolini.jpg"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 10px 10px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="mussolini" border="0" alt="mussolini" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/img/DiaridiMussoliniLaperiziachesmentisceMar_D4EB/mussolini_thumb.jpg" width="354" height="350" /></a> Pubblichiamo la perizia di Emilio Gentile che già nel 2005 inchiodava e riconosceva come falsi i diari di Mussolini che Marcello dell’Utri farà pubblicare a Bompiani (gc).</i></p>
<p><b><i>Considerazioni su alcuni diari manoscritti attribuiti a Benito Mussolini.</i></b></p>
<p>di Emilio Gentile</p>
<p>I diari manoscritti attribuiti a Benito Mussolini, da me esaminati, sono contenuti in cinque agende, ciascuna per ogni anno, dal 1935 al 1939. L&#8217;esistenza di diari mussoliniani relativi agli anni dal 1935 al 1939 è provata dalla testimonianza dello stesso Mussolini, che nel suo libro <i>Parlo con Bruno, </i>pubblicato nel 1941, scrive di aver tenuto un diario fino al 1940, e ne cita alcuni passi degli anni 1935-1938, che si riferiscono al figlio Bruno, morto durante la seconda guerra mondiale.</p>
<p> <span id="more-13683"></span>
<p>(Cfr. Benito Mussolini, <i>Opera Omnia</i>, a cura di E. e D. Susmel, XXXIV, Firenze 1961, pp. 209-57).</p>
<p>La conferma dell&#8217;esistenza di tali diari viene anche da altre testimonianze attendibili, fra le quali quella di Edvige Mussolini, sorella del duce, che ebbe in custodia le agende fino al 1940, e dei suoi figli, i quali hanno dichiarato di conoscere il contenuto dei diari. (cfr Edvige Mussolini, <i>Mio fratello Benito</i>, Firenze 1957, pp. 229-31).</p>
<p>Tutte le agende da me esaminate sono prive di copertina. La successione cronologica delle singole agende è regolare, anche se le annotazioni, quando si prolungano per più pagine, modificano la cronologia del diario rispetto alla data stampata: in questi casi, la data è manoscritta.</p>
<p>Due agende presentano irregolarità nella datazione:</p>
<p>1) L&#8217;agenda del 1937 contiene due pagine con la stessa data a stampa “18 dicembre. Sabato s. Graziano”, ma il testo manoscritto è differente nelle due pagine. Inoltre, mentre dopo la prima di queste pagine con la data 18 dicembre segue una pagina bianca; dopo la seconda, segue la pagina del 21 dicembre, e mancano le pagine del 19 e del 20 dicembre.</p>
<p>2) L&#8217;agenda del 1939 ha l&#8217;ultima pagina con la data stampata del 16 dicembre; le pagine successive mancano, mentre vi sono alcuni fogli manoscritti, uniti a questa agenda, dai quali sembra sia stata strappata la data stampata. Questi fogli sono privi di data manoscritta, salvo una nota del 21 dicembre, e un&#8217;altra con riferimento al 25 dicembre (“<i>E&#8217;</i> <i>Natale”</i>).</p>
<p>Una prima lettura delle cinque agende è stata da me fatta durante una permanenza di tre giorni a Bellinzona all&#8217;inizio di Novembre 2004, su richiesta del dr. Riccardo Bocca, per conto del Gruppo Editoriale l&#8217;Espresso.</p>
<p>Questa lettura ha dato inizialmente una impressione generale di unità e di coerenza sia per lo stile che per il contenuto dei cinque diari, tali da far pensare che siano stati scritti dalla stessa persona, anche se il tono, il contenuto e la lunghezza delle annotazioni variano a seconda degli anni.</p>
<p>Non mi soffermo sugli aspetti calligrafici, che sono stati oggetto di una perizia specifica, anche se certi tratti della calligrafia di questi diari appaiono diversi da altri autografi di Mussolini, che mi è accaduto di vedere in originale nel corso delle mie ricerche. Da questa prima lettura, necessariamente rapida, non sono tuttavia emersi motivi sufficienti per formulare subito un giudizio</p>
<p>sull&#8217;autenticità o meno dei diari.</p>
<p>E&#8217; noto che queste stesse agende sono state già esaminate in passato da altri periti e studiosi, alcuni dei quali, come lo storico inglese Denis Mack Smith, hanno dichiarato di ritenerli autentici.</p>
<p>Lo storico americano Brian Sullivan, dopo aver esaminato il testo di queste agende in fotocopia per sette anni, in un&#8217;intervista pubblicata sul “Corriere della Sera” del 2 luglio 1994, ha dichiarato di esser propenso a pensare che i diari siano stati scritti effettivamente da Mussolini, ma in un periodo successivo agli anni ufficiali delle agende. (Cfr. “Il Corriere della Sera”, 2 e 3 luglio 1994, dove sono pubblicati anche ampli stralci di questi stessi diari, con taluni errori di trascrizione e di datazione).</p>
<p>L&#8217;ipotesi dello storico americano, su quella che si può chiamare una “autenticità postuma” di questi diari, è parsa plausibile ad una prima lettura dei diari stessi, ma con molti dubbi, che solo una verifica storica più approfondita del contenuto di tutte e cinque le agende, avrebbe potuto chiarire.</p>
<p>L&#8217;indagine storica da me svolta, nel corso dei due mesi previsti dal contratto con il Gruppo Editoriale L&#8217;Espresso, si è basata su una sistematica lettura di tutte e cinque le agende, al fine di accertare, per quanto possibile, la veridicità e l&#8217;autenticità del loro contenuto.</p>
<p>Tale verifica è stata fatta non per campioni o per periodi particolari, ma seguendo giorno per giorno tutte le annotazioni.</p>
<p>L&#8217;esame si è svolto in due fasi. Nella prima, ho proceduto a mettere a confronto le note dei diari con il maggior numero possibile di fonti edite (documenti, diari, memorie) e di opere storiografiche sulla vita di Mussolini e sulle vicende del periodo cui si riferiscono i diari.</p>
<p>In un secondo tempo, ho proceduto a mettere a confronto quotidianamente, per tutto il periodo compreso fra il 1935 il 1939, gli avvenimenti pubblici, gli eventi di cronaca, e anche, dove possibile, le condizioni meteorologiche (una annotazione quasi quotidiana in queste agende) con analoghe notizie della stampa coeva, attraverso una lettura incrociata (nei limiti della disponibilità di consultazione presso le biblioteche) di vari giornali e riviste, fra le quali in particolare “Il Popolo d&#8217;Italia”, il “Corriere della Sera”, il “Messaggero” , la “Tribuna”, la “Stampa”, “Gerarchia”, “La rivista illustrata del Popolo d&#8217;Italia”, “Annali del fascismo”.</p>
<p>Nei limiti di tempo previsti dal contratto, e data la limitazione regolamentare dei tempi di consultazione degli archivi, non è stato possibile procedere ad un analogo confronto con fonti inedite, salvo qualche occasionale riscontro fatto personalmente dal dottor Riccardo Bocca presso l&#8217;Archivio Centrale dello Stato per accertare la data di alcune udienze concesse dal duce a Palazzo Venezia.</p>
<p>Tuttavia, anche limitando la verifica alle fonti edite, è stato possibile formulare una valutazione complessiva sui diari, suffragata da una consistente serie di riscontri oggettivi, sia per quanto riguarda</p>
<p>la novità e l&#8217;originalità del contenuto di queste agende, sia, soprattutto, per quanto riguarda la loro autenticità come diari autografi di Mussolini, avendo anche presente, per questa seconda verifica l’ipotesi di una loro possibile “autenticità postuma”.</p>
<p>Dal punto di vista della novità e dell&#8217;originalità – che sono stati gli aspetti più agevolmente verificabili attraverso il confronto con le fonti edite e le opere storiche – questi diari non presentano un contenuto documentario particolarmente nuovo e originale per la biografia di Mussolini e per la storia del periodo di cui fu protagonista, rispetto al contenuto di altri diari e memorie di protagonisti del regime fascista, relativi allo stesso periodo, come, per esempio, i diari di Galeazzo Ciano, di Giuseppe Bottai e di altri collaboratori del duce, sia nella politica interna che nella politica estera. Inoltre, si è riscontrata, in queste agende, una singolare mancanza di note su momenti, aspetti e figure che ebbero sicuramente un significato e un ruolo molto importante nella vita politica di Mussolini. Mi limito a segnalare i “silenzi” più rilevanti e meno spiegabili.</p>
<p>In questi diari non vi è mai un resoconto dettagliato o citazioni testuali dei numerosi colloqui che Mussolini ebbe con il re, né vi sono altre notizie che permettano di avere una più ampia conoscenza delle relazioni fra la monarchia e il regime fascista, a parte alcune considerazioni sul problema della “diarchia”, cioè sui rapporti fra il re e il duce, che tuttavia nulla aggiungono a quanto già noto da altre fonti, a cominciare da scritti e dichiarazioni dello stesso Mussolini.</p>
<p>Altrettanto singolare è il carattere prevalentemente descrittivo e impressionistico delle annotazioni sullo svolgimento di eventi di grande</p>
<p>rilievo della politica di Mussolini, come gli incontri di Stresa e di Monaco, e i viaggi del duce in Germania e di Hitler in Italia.</p>
<p>Anche in questi casi, per gli aspetti propriamente storici, i diari non contengono elementi documentari nuovi rispetto a quanto risulta dai comunicati ufficiali e da altri documenti editi; e quasi mai riportano il contenuto dei colloqui del duce, sia ufficiali che privati, mentre abbondano le note di cronaca, simili a resoconti giornalistici, con dettagli e particolari spesso di minimo interesse e di scarso significato.</p>
<p>Rare o generiche sono anche le annotazioni che riguardano la politica interna, il partito fascista e le altre istituzioni e organizzazioni fondamentali dello Stato fascista.</p>
<p>Per esempio, non vi è alcuna considerazione, nel diario del 28 marzo 1937, sulla legge che istituiva il grado di Primo maresciallo dell&#8217;Impero, che fu motivo di forte attrito con il re; di questa legge si parla quasi incidentalmente solo nella nota del 16 ottobre successivo.</p>
<p>Anche nei casi in cui il diario dà notizia delle riunioni del Consiglio dei ministri o del Gran Consiglio del Fascismo, le annotazioni sono schematiche oppure si limitano a ripetere sommariamente quanto era reso noto dai comunicati ufficiali pubblicati dalla stampa dell&#8217;epoca, mentre nulla o poco riferiscono sull&#8217;andamento delle sedute, sugli interventi, sulle discussioni che vi si sono svolte.</p>
<p>Da questo punto di vista, questi diari offrono meno elementi rilevanti per novità e originalità rispetto a quanto è riferito, riguardo agli stessi eventi, da Ciano o da Bottai nei loro diari.</p>
<p>Inoltre, nulla o quasi si trova in queste agende, salvo qualche cenno di cronaca, su altre importanti iniziative del partito che riguardavano l&#8217;organizzazione, il funzionamento e il futuro stesso del regime, come, per esempio, l&#8217;istituzione della Gioventù italiana del littorio o il conferimento delle funzioni di ministro al segretario del PNF, nel 1937.</p>
<p>Altrettanto scarse e sommarie sono le annotazioni su altri momenti importanti sulla politica interna, come, per esempio, la riforma costituzionale che aboliva la Camera dei Deputati e istituiva la Camera dei Fasci e delle Corporazioni o la riforma della scuola, di cui nel diario vi sono solo cenni aneddotici.</p>
<p>Le note sui principali gerarchi del PNF non vanno oltre commenti generici e giudizi rapidi, ma quasi mai nuovi rispetto a quanto già noto da altre fonti mussoliniane o dalle testimonianze dei suoi collaboratori.</p>
<p>Altri silenzi singolari riguardano le udienze quotidiane del duce a Palazzo Venezia. Di queste udienze si dà molto spesso notizia, talvolta con un breve commento sulla persona, sul motivo o l&#8217;argomento del colloquio, ma non appare comprensibile il criterio della scelta per le udienze annotate e commentate.</p>
<p>Infatti, mentre sono spesso menzionate udienze a persone poco note o poco rilevanti, nulla o quasi è annotato degli incontri con importanti personalità della politica e della cultura, come, per esempio, il segretario del partito o il capo della polizia Arturo Bocchini. Un altro esempio: il 22 giugno 1937, è annotata la visita di un modesto ex federale, descritto nel diario come “<i>un uomo insopportabilmente noioso</i>”, mentre non vi è nemmeno un cenno sull&#8217;udienza concessa a Giovanni Gentile il 7 agosto successivo, come risulta dai quotidiani, né si parla mai del filosofo nel resto dei diari.</p>
<p>Anche le note relative agli incontri con altri protagonisti di primo piano, come Dino Grandi, Italo Balbo, Giuseppe Bottai, non vanno mai al di là di un rapido commento, e quasi mai accade che venga riferito, più o meno testualmente, al di là di un generico accenno all&#8217;argomento, il contenuto dei loro colloqui.</p>
<p>C&#8217;è, infine, un&#8217;altra lacuna rilevante in questi diari, e riguarda appunti e commenti sui libri letti, che appaiono scarsi per tutti e cinque gli anni, mentre è certo che le note di lettura erano una caratteristica dei diari di Mussolini, come testimonia Emil Ludwig, il quale ne cita alcuni esempi, attinti direttamente dagli originali, che gli furono mostrati dal duce nel corso dei loro colloqui nel 1932,:</p>
<p>Dal cassetto del tavolo, [Mussolini] trasse un diario legato in pelle </p>
<p>rossa, mi mostrò come vi faceva giornalmente note, ciascuna di mezza o d&#8217;una pagina; parlò di quest&#8217;abitudine, che egli avrebbe preso qui a Roma, circa dieci anni fa; sfogliò e mi lesse, scegliendo alcune cose, con delle pause, i passi seguenti delle ultime settimane: “Terminato il libro di Robespierre sul Terrore&#8230; Terminato il libro di Poincaré su Verdun. La sua critica sugli italiani. (Seguono note sul contegno di alcuni reggimenti francesi, con critica)&#8230;</p>
<p>Cominciato da giornalista un libro su Napoleone&#8230; La marcia ungherese del Faust di Berlioz mi piacque molto&#8230; E&#8217; un errore che la deflazione sia una causa della crisi, ne è una conseguenza.</p>
<p>Proviene dal nascondere il denaro. Non è prodotta dal governo, bensì dai capitalisti che nascondono il loro denaro&#8230; Morto Briand.</p>
<p>Non ha osteggiato l&#8217;Italia. Ei morì quando la Francia ufficiale volle distruggere la sua politica conciliativa. A ciò egli ha sopravvissuto un anno. Pieno di talento e di idee, ma è giusto il giudizio di Poincaré che egli fosse un bohémien&#8230; Ho letto il libro di Siegfried sulla crisi inglese, e a pagina 195 egli dice che l&#8217;Inghilterra è come un battello ancorato nelle acque europee, ma sempre pronto ad avventurarsi fuori&#8230; Il Banco di San Giorgio a Genova, la prima società anonima del mondo&#8230;” (E. Ludwig, <i>Colloqui con Mussolini</i></p>
<p>Milano, 1932, pp.208-209).</p>
<p>La scarsa novità e originalità di questi diari, i numerosi silenzi e lacune, come pure il loro carattere prevalentemente descrittivo e impressionistico non costituiscono di per sé un motivo sufficiente per negare anche la loro autenticità, tanto più che una giustificazione, sia per le lacune che per il carattere spesso cronachistico, episodico, impressionistico e aneddotico del contenuto di queste agende, sembra data dal loro stesso autore col pensiero rivolto ai futuri lettori. Per esempio, alla data 12 agosto 1935 si legge:</p>
<p><i>In questo mio giornale “quotidiano” scrivo quanto mi appare più limpido e chiarificatore nel corso della giornata, esprimo i miei pensieri, racconto brevi episodi di ogni giorno. Le mie considerazioni</i></p>
<p><i>sui vari fenomeni della natura. Quanto è accaduto e quanto può accadere. Immagini a scatto rapide e sostanziose. Non rivelo segreti (che non ho) né retroscena politici né intrighi diplomatici né particolari sconosciuti su tanti personaggi che si orientano nella mia giornata, dei quali pochissimi adamantini – pochissimi fidati – e quasi tutti mossi da personali interessi come vuole la regola della vita umana.</i></p>
<p>E ancora, alla data 12 novembre 1937 (data manoscritta nella pagina del 10 novembre):</p>
<p><i>mi compiaccio di interessarmi nel mio giornale su argomenti passeggeri non impegnati ed evitare quei fatti che è spiacevole ricordare.</i></p>
<p>In conclusione, per quanto riguarda la novità e l&#8217;originalità di questi diari, si può dire che il loro contenuto non è particolarmente innovativo per la conoscenza della vita di Mussolini e del periodo storico di cui fu protagonista, almeno per quanto riguarda le vicende politiche.</p>
<p>Inoltre, la concordanza, riscontrata attraverso numerosi confronti, fra le fonti edite e il contenuto di questi diari, se da una parte potrebbe essere considerata una conferma della loro veridicità, d&#8217;altra parte lascia tuttavia molto perplessi, proprio perché, come si è già detto, per quanto è stato possibile accertare, non vi è nei diari nulla di significativo e di importante che non si trovi già in altre fonti edite pubblicate prima o dopo la morte di Mussolini. Pertanto non si potrebbe escludere l&#8217;ipotesi, in mancanza di altre attendibili prove di autenticità, che questa concordanza derivi dalle stesse fonti edite, alle quali avrebbe attinto Fautore dei diari.</p>
<p>In ogni caso, la novità e l&#8217;originalità di queste agende, se ne fosse dimostrata con prove inconfutabile 1&#8242;autenticità, consisterebbe principalmente nell&#8217;immagine di Mussolini che vi è rappresentata, perché, per molti aspetti, è un&#8217;immagine che contrasta nettamente con l&#8217;uomo e il personaggio politico come appare da altre testimonianze e documenti.</p>
<p>Il Mussolini di questi diari si presenta come un uomo alquanto romantico e sentimentale, quasi crepuscolare, che ama annotare intime impressioni, emozioni, stati d&#8217;animo, vagheggiamenti e desideri; è un uomo solo, solitario, misantropo, padre e marito affettuoso, che tesse spesso nel diario le lodi della moglie per il suo carattere e la sua saggezza, anche se non mancano allusioni o velati accenni ad avventure extraconiugali con altre donne,e che soprattutto predilige la famiglia e la quiete familiare:</p>
<p>23 febbraio 1936 “Varcata la porta della mia casa divento il più felice degli uomini, perché ho una famiglia, delle creature che amo e che mi amano. Mi sento sicuro per tutto, posso finalmente avere fiducia”.</p>
<p>A questo ritratto dell&#8217;uomo Mussolini, del tutto opposto al personaggio storico, che proiettava pubblicamente di sé l&#8217;immagine di un uomo che seguiva quotidianamente la massima &quot;vivere pericolosamente&quot;, si accompagna l&#8217;immagine di un uomo politico, che è quasi un duce riluttante, spesso in contraddizione con il capo politico e il personaggio pubblico quale appare da altri documenti, dai diari e dalle memorie dei suoi più intimi collaboratori.</p>
<p>Per esempio, il Mussolini di questi diari non è animato dalla passione della politica e del potere, detesta la teatralità delle cerimonie e dei rituali, non ama essere adulato e adorato dalle masse (1 agosto 1939: &quot;Mi considerano un nume un iddio un chi sa chi (o mi consideravano – o non mi hanno mai considerato tale &#8211; o mi hanno considerato soltanto per quella insana e primordiale mania di adorare un meticcio [sic!] qualunque&quot;), che rivela tratti di consapevole umiltà (21 settembre 1939:&quot;Mi credevo un superuomo!! Oggi mi sento un povero diavolo che faccio [sic!] sforzi immani per mantenermi in equilibrio, per esercitare il potere che mi ha affidato il destino&quot;) ed è un dittatore suo malgrado, spesso disobbedito o ingannato, prigioniero più che capo di un sistema politico che osserva e giudica quasi fosse un osservatore estraneo, e non il fondatore e il duce del regime fascista, sul quale esprime spesso commenti molto negativi, anche sprezzanti, così come si esprime sprezzantemente nei confronti della massima parte dei suoi collaboratori, compreso Galeazze Ciano, di cui il Mussolini di questi diari sembra tuttavia essere talvolta un succube consapevole.</p>
<p>Inoltre, il duce di questi diari appare quasi sempre contrario alle scelte più importanti della politica fascista, quasi fossero decisioni prese da altri contro il suo parere, e spesso confida al diario la sua opposizione ad iniziative più gravi, nel momento stesso in cui le fa approvare, come, per esempio, nel caso della legislazione antisemita: &#8217;77 consiglio dei ministri di ieri &#8211; si legge nella nota del 13 novembre 1938 &#8211; vota la legge per la difesa della razza. Si vorrebbero espellere gli ebrei dal Partito. No &#8211; non approvo&quot;; e, ancora, nella nota dell&#8217; 11 febbraio 1939: &#8217;7o sono contro le leggi razziali.</p>
<p>Gli ebrei vivano come hanno sempre vissuto. La razza ariana o no per me è la stessa cosa &quot;.</p>
<p>Infine, il Mussolini di questi diari non solo odia e teme Hitler, ed è contro la guerra nel 1939, ma dichiara spesso di non avere ambizioni di espansione territoriale, neppure nel Mediterraneo: non vuole “occupazione dell’Albania, non vuole la Corsica, la Tunisia, Nizza, e alla fine depreca persino l’avvenuta conquista dell’Etiopia come un&#8217;impresa inutile.</p>
<p>L/immagine di un Mussolini buon uomo, dittatore bonario, duce riluttante e debole; politico disinteressato, unicamente dedito a servire la patria e gli interessi della nazione, potrebbe apparentemente corroborare l&#8217;ipotesi della &quot;autenticità postuma&quot; di questi diari, nel senso che sarebbero stati scritti o riscritti da Mussolini stesso dopo il 1940, con evidenti intenti apologetici di autogiustifìcazione e di autoassoluzione.</p>
<p>Anche l’immagine di un Mussolini intimista, malinconico e solitario, potrebbe apparire come un elemento di conferma della autenticità dei diari, poiché corrisponderebbe alla descrizione che del contenuto dei diari originali hanno dato i figli di Edvige Mussolini: all&#8217;origine dei diari (s&#8217;intende che parliamo qui delle agende 1921-1940, delle quali abbiamo avuto conoscenza diretta, e non di quelle degli anni successivi) sta la solitudine, intima e politica, dell&#8217;uomo che li ha redatti. Nella lettera con la quale affidava le agende alla sorella, Benito Mussolini definiva amara la sua solitudine [...] un diario, che era un po&#8217; pro-memoria e un po&#8217; confessione, riflessi così sobri, alieni dalla polemica e dal rancore come dall&#8217;orgoglio, volta a volta precisi nella obiettività di un ricordo o immalinconiti da un rimpianto. (E. Mussolini, Mio fratello Benito, Firenze 1957, p. 231).</p>
<p>Un&#8217;altra caratteristica peculiare di questi diari è la presenza di prolissi resoconti dei frequenti viaggi fatti dal duce in varie regioni d&#8217;Italia, annotati fin nei minimi dettagli, con l&#8217;elencazione dei singoli paesi, villaggi e borghi incontrati lungo il percorso, e persino con l&#8217;indicazione delle svolte, delle salite e delle discese, fino alle soste perla merenda. </p>
<p>E altrettanto prolisse e dettagliate sono le note che descrivono le visite del duce a stabilimenti, cantieri, fabbriche, opere in costruzioni, delle quali sono citate sempre, con ostentata pignoleria, le dimensioni, le caratteristiche tecniche, le funzioni.</p>
<p>Anche questa dovizia di particolari, apparentemente inediti e personali, potrebbe avvalorare l&#8217;ipotesi dell&#8217;autenticità di questi diari, anche nel senso di una &quot;autenticità postuma&quot;, poiché lo stile e l’intonazione di questo tipo di annotazioni, spesso accompagnate da esclamazioni malinconiche o entusiastiche di amore per la vita e per la natura, appaiono coerenti con l&#8217;immagine dell&#8217;uomo Mussolini che questi diari descrivono.</p>
<p>In verità, proprio queste annotazioni sono state la fonte della maggiore perplessità sull&#8217;autenticità dei diari, a causa della frequente concordanza, spesso letterale, fra il testo delle agende e le cronache dei giornali, che trattano gli stessi avvenimenti.</p>
<p>Dal momento che questo genere d&#8217;annotazioni costituisce una parte molto ampia di queste agende, credo sia utile citarne vari esempi, tratti da anni diversi, mettendo a confronto le note del diario con la cronaca di alcuni giornali:<br />
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="326">
<h3>Diario 20 febbraio 1935</h3>
</td>
<td valign="top" width="331">
<h3>“La Tribuna” 20 febbraio 1935</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326">
<p>Esteso rimpianto aerodinamico riunito con un</p>
<p>Grande fabbricato dove vi sono sei gallerie</p>
<p>Del vento. Una avente 4 metri di diametro</p>
<p>Con una potenza soffiante di 13 cavalli e una </p>
<p>Velocità del vento di 360 km l’ora. 4 gallerie</p>
<p>Di 3 mt di diam. Con potenza soffiante di 450</p>
<p>Cavalli e una galleria verticale di 3 mt Di</p>
<p>Diam. Con potenza soffiante di 80 cavalli alfa </p>
<p>Circa 30 metri. La galleria verticale (di cui </p>
<p>esistono solo 3 esemplari al mondo)</p>
<p>permette di studiare il comportamento </p>
<p>dell’area in perdita di velocità in vite e altre</p>
<p>manovre acrobatiche.</p>
<h3>Diario, 15 agosto 1935</h3>
<p>le riviste sullo scenario pacato dei monti del</p>
<p>Matese dolcemente velali dall&#8217; ultimo sole</p>
</td>
<td valign="top" width="331">
<p>Non meno importante è l’impianto</p>
<p>aerodinamico riunito in un grande fabbricato.</p>
<p>In complesso ci sono sei gallerie del vento:</p>
<p>una avente 4 metri di diametro con potenza</p>
<p>soffiante di 1300 cavalli e velocità massima</p>
<p>di 360 chilometri all’ora; quattro di diametro</p>
<p>di due mt. Con potenza soffiante di 450 cavalli</p>
<p>cadauna, e una verticale, di tre metri di</p>
<p>diametro con potenza soffiante di 80 cavalli</p>
<p>alta circa 30 metri. La galleria verticale di</p>
<p>cui esistono al mondo soltanto tre esemplari,</p>
<p>permette di osservare e studiare il</p>
<p>comportamento dell’aeroplano in “perdita di</p>
<p>velocità” in vite e in altre manovre</p>
<p>acrobatiche.</p>
<h3></h3>
<h3>&quot;II Popolo d&#8217;Italia&quot; 16 agosto 1935</h3>
<p>le riviste sullo scenario pacato dei monti del</p>
<p>Matese si illuminano degli ultimi raggi del</p>
<p>sole al tramonto</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="326">
<p><b>Diario, 25 agosto 1936 &quot;Corriere della Sera&quot;, 26 agosto 1936</b></p>
<p><b></b></p>
</td>
<td valign="top" width="331">
<h3>“Corriere della Sera, 26 agosto 1936</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="326">
<p>Stamane di buon ora visita alla truppa</p>
<p>operante in tutta l&#8217;Irpinia. Lascio Avellino</p>
<p>particolarmente suggestiva. La città vecchia</p>
<p>mi piace, fra strade e vicoli emerge il duomo</p>
<p>vetusto, solenne, mentre la città nuova è tutta</p>
<p>ridente fra il verde.</p>
<p>San Polito Ultra, Paroline e Salza Irpinia</p>
<p>sono borghi rurali [...]A Volturara la strada</p>
<p>sale a Monte Marano alla piana del</p>
<p>Dragone sfileranno le truppe che</p>
<p>partecipano alle grandi manovre. In inverno</p>
<p>la Conca del Dragone raccoglie le acque che</p>
<p>sorgono dal terreno per le falde loriche</p>
<p>sotterranee e per le fiumane che si</p>
<p>rovesciano dalle alture circostanti e si</p>
<p>trasforma in un lago ~ ma in primavera le</p>
<p>acque per un fenomeno carsico si ritirano &quot;</p>
<p>scompaiono e la valle si trasforma in una</p>
<p>zona erbosa fiorita invitante a! pascolo ai</p>
<p>numerose greggi.</p>
<p>Sosta piacevolissima presso Ponte Romito -</p>
<p>all&#8217;ombra di un gigantesco castagno mi</p>
<p>fermo. Colà mi viene offerta una frugale</p>
<p>merenda. Ritorno ad Avellino abbastanza</p>
<p>stanco.</p>
<h3>Diario, 26 agosto 1936</h3>
<p>Salgo al santuario di Monte Vergine &#8211; vi si</p>
<p>giunge per una strada impervia fra le selve</p>
<p>della Valle della Guardia e la dura salita del</p>
<p>Portento, Ad Ospedaletto d&#8217;Alpinolo la via è</p>
<p>cosparsa di lauro e di mirto! [...] Visito</p>
<p>attentamente il Santuario riccamente adorno</p>
<p>di marmi e di affreschi e custode di leggende</p>
<p>e di lontane memorie.[...J Pare che gli Osci</p>
<p>vi avessero eretto un tempio a Cibele che</p>
<p>Virgilio vi salisse per apprendere dai</p>
<p>sacerdoti della Dea le profezie sibilline.</p>
</td>
<td valign="top" width="331">
<p>Mussolini ha lasciato il campo assai di buon</p>
<p>ora.[...J ha percorso quella parte della città</p>
<p>che è raccolta intorno al vecchio Duomo e</p>
<p>che con le sue strade strette e contorte</p>
<p>presenta un vìvo contrasto con la parte più</p>
<p>moderna.</p>
<p>San Polito Ultra, Paroline e Salza Irpinia,</p>
<p>villaggi ove la popolazione, schiettamente</p>
<p>rurale[...] Oltre il bivio di Volturara la</p>
<p>strada sale verso Monte Marano, è apparsa la</p>
<p>piana del Dragone[....] La grandiosa conca,</p>
<p>che nel periodo invernale è sommersa</p>
<p>dall&#8217;acqua per innalzarsi della falda idrica</p>
<p>sotterranea e per l&#8217;apporto dei torrenti che vi</p>
<p>giungono da tutte le alture circostanti,</p>
<p>costituisce in estate una preziosa zona di</p>
<p>pascoli opimi[...] In primavera, per un</p>
<p>singolare fenomeno carsico, le acque raccolte</p>
<p>in inverno vengono riassorbite dagli oscuri</p>
<p>meandri calcarei e nella piana prosciugata</p>
<p>trasmigrano i pastori.</p>
<p>Presso Ponte Romito, all&#8217;ombra di un</p>
<p>gigantesco castagno, il Capo del Governo ha</p>
<p>sostato a consumare sull’erba il suo &#8216;rancio&#8217;.</p>
<p>Poi ha fatto ritorno ad Avellino.</p>
<h4>“Corriere della Sera”, 27 agosto 1936</h4>
<p>per la via tagliata tra i rigogliosi frutteti e i</p>
<p>bei boschi della Valle della Guardia, e presto</p>
<p>ha attaccato l&#8217;aspra salita del Partenio.</p>
<p>Ospedaletto d&#8217;Alpinolo a una svolta della</p>
<p>strada è apparsa d&#8217;improvviso tutta</p>
<p>agghindata a festa con le vie ricoperte di un</p>
<p>verde e profumato tappeto di foglie di lauro e</p>
<p>di mirto.[...] Si inizia allora la visita al</p>
<p>santuario ricco di marmi e affreschi, di</p>
<p>reliquie e di fascinose leggende[...]Non è</p>
<p>stato detto che sorge la dove gli Osci</p>
<p>avevano eretto un tempio a Cibele e che</p>
<p>Virgilio venne ad apprendere dai sacerdoti</p>
<p>della dea il senso delle profezie sibilline?</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="334">
<h3>Diario, 27 agosto 1936</h3>
</td>
<td valign="top" width="323">
<h3>&quot;Corriere della Sera&quot; 28 agosto 1936</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="334">
<p>Giornata laboriosa. Non sono ancora le sette</p>
<p>quando esco da Avellino.[...] Dopo la visita</p>
<p>alle miniere di zolfo a Tufo mi compiaccio di</p>
<p>una sosta sotto un folto di castagni. [...]</p>
<p>Colazione al sacco. Dalle auto vengono</p>
<p>recate delle provviste. Si aprono i cestini</p>
<p>delle cibarie. E&#8217; il tocco passato quando il</p>
<p>viaggio riprende sotto un sole infuocato</p>
<p>verso Potenza.</p>
</td>
<td valign="top" width="323">
<p>II duce ha avuto una giornata</p>
<p>laboriosissirna&#8230;alle 7 egli usciva da</p>
<p>Avellino [...] A Tufo Mussolini scende per</p>
<p>pochi miniti. Egli è atteso alle miniere di</p>
<p>zolfo&#8230;Poco dopo Altavilla Irpinia</p>
<p>l&#8217;autocolonna si ferma un&#8217;altra volta. Il Duce</p>
<p>scende e si avvia con il seguito verso un folto</p>
<p>di castagni. Dalle macchine vengono portati i</p>
<p>cestini con provviste. Merenda sull&#8217;erba. E&#8217;</p>
<p>il tocco passato. Il sole dardeggia nel</p>
<p>pomeriggio quando il Duce riprende il suo</p>
<p>viaggio verso Potenza.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="334">
<h3>Diario, 27 agosto 1936</h3>
</td>
<td valign="top" width="323">
<h3>&quot;Corriere della Sera&quot;, 29 agosto 1936</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="334">
<p>Sul fianco del ripidissimo costone che</p>
<p>Precipita nella valle sia aprono centinaia di</p>
<p>abitazioni troglodite. Siamo in dietro almeno</p>
<p>di diecimila anni! I vecchi governi anche</p>
<p>quando ebbero uomini delle Lucania non si</p>
<p>occuparono di questa regione che è</p>
<p>l’immagine della miseria (…) Il “sasso” </p>
<p>dovrà sparire e rimanere soltanto</p>
<p>un’attrattiva per turisti.</p>
</td>
<td valign="top" width="323">
<p>Sui fianchi del ripidissimo costone che</p>
<p>precipita a valle – vera bolgia dantesca – si </p>
<p>aprono centinaia di abitazioni trogloditiche. I</p>
<p>vecchi Governi, anche quando ebbero a capo </p>
<p>uomini di Lucania, evitarono sempre di</p>
<p>occuparsi di questa dolorosa bruttura (…)</p>
<p>Fino quando l’intero “sasso” sparirà e</p>
<p>rimarrà soltanto come una attrattiva per i </p>
<p>turisti.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="334">
<p><b>Diario, 31 marzo 1939</b>:</p>
</td>
<td valign="top" width="323">
<p><b>&quot;La Stampa&quot;, 1 aprile 1939:</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="334">
<p>incontro con una fanciulla &#8211; medaglia d&#8217;oro</p>
<p>appuntata sul petto &#8211; è la sorella</p>
<p>dell &#8216;aviatore Minniti &#8211; selvaggiamente</p>
<p>trucidato dagli abissini.</p>
<p>Salgo sull &#8216;arengo.</p>
<p>I moschettieri snudano i pugnali, le insegne</p>
<p>sfavillano nei sole, labari orifiammi</p>
<p>gagliardetti, i volti, i cuori, gli animi protesi</p>
<p>in un deciso e spontaneo lancio</p>
<p>generoso. (…) seguono la visita al porto in</p>
<p>via di ampliamento. Vi è un Gruppo</p>
<p>sperimentale delle Essenze.</p>
<p>La Calabria produce bergamotto su</p>
<p>ventimila ettari. Il nuovo quartiere delle case</p>
<p>popolari è già realizzalo. 12 lire al mese di</p>
<p>pigione, locali puliti confortevoli, impiantì</p>
<p>igienici; orto e giardino &#8211; non e &#8216;è male!!</p>
</td>
<td valign="top" width="323">
<p>Poco oltre è una signorina vestita di nero,</p>
<p>anch&#8217;essa con il segno di una medaglia</p>
<p>d&#8217;oro. Il Duce la chiama a sé e si intrattiene</p>
<p>brevemente con lei: è la sorella dell’aviatore</p>
<p>Minniti, caduto prigioniero degli abissini e</p>
<p>orrendamente seviziato agli inizi</p>
<p>dell&#8217;impresa.[.-.]0ra il Duce sale</p>
<p>sull’arengario.[...] I Moschettieri snudano i</p>
<p>pugnali: mani, fazzoletti, berretti, l&#8217;acciaio</p>
<p>dei moschetti e delle baionette, le sete e gli</p>
<p>ori delle insegne, i volti, i cuori, gli animi,</p>
<p>tutto è proteso verso di Lui.[...]La prima</p>
<p>visita è per il porto dove sono in corso</p>
<p>notevoli lavori di ampliamento. [...]Poi breve</p>
<p>sosta al Gruppo sperimentale delle essenze,</p>
<p>dove è offerta al Duce la documentazione di</p>
<p>un autentico primato della provincia di</p>
<p>Reggio (la produzione del bergamotto si</p>
<p>estende su un&#8217;area di 24 mila ettari [....]Le</p>
<p>case, la cui pigione non supera le dodici lire</p>
<p>mensili, sono circondate da un orto</p>
<p>giardino: piacciono al Duce, che ne loda la</p>
<p>struttura.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="335">
<h3>Diario, 14 marzo 1939</h3>
</td>
<td valign="top" width="321">
<h3>&quot;Corriere della Sera” 15 marzo 1939</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="335">
<p>Oltre ponte Milvio dopo la piazza Cardinal</p>
<p>Consalvi sorge un fragoroso cantiere si</p>
<p>costruisce il nuovo ponte &quot;28 ottobre&quot;</p>
<p>cinque arcate lunghezza 440 metri. 160 mila</p>
<p>giornate lavorative. Non e &#8216;è male. Ritorno a</p>
<p>ponte Milvio e vado alle pendici di Monte</p>
<p>Mario &#8211; profumo di eucalipti, fragranza di</p>
<p>pini [...]. Sono nella distesa del &quot;Foro</p>
<p>Mussolini&quot; sopraluogo ai lavori di</p>
<p>ampliamento della Casa Littoria &#8211; nove</p>
<p>piani &#8211; i 200 ambienti, lavoro per tutti.</p>
<p>Oltre ponte Milvio dopo la piazza Cardinal</p>
<p>Consalvi sorge un fragoroso cantiere si</p>
<p>costruisce il nuovo ponte &quot;28 ottobre&quot;</p>
<p>cinque arcate lunghezza 440 metri. 160 mila</p>
<p>giornate lavorative. Non e &#8216;è male. Ritorno a</p>
<p>ponte Milvio e vado alle pendici di Monte</p>
<p>Mario &#8211; profumo di eucalipti, fragranza di</p>
<p>pini [...]. Sono nella distesa del &quot;Foro</p>
<p>Mussolini&quot; sopraluogo ai lavori di</p>
<p>ampliamento della Casa Littoria &#8211; nove</p>
<p>piani &#8211; i 200 ambienti, lavoro per lutti.</p>
<p>Sono al ponte &quot;Duca d&#8217;Aosta&quot; in via di</p>
<p>ultimazione. Lunghezza 224 mi, largo 35 mt.</p>
<p>una sola campata centrale di 100 mt e due</p>
<p>laterali piccole ricadenti sulle golene a i 22</p>
<p>mt ciascuna. I piloni centrali avranno</p>
<p>bassorilievi ispirati alla III Armata del duca.</p>
<p>Questo ponte ha dato lavoro a 300 operai</p>
<p>per due anni. Ritorno sul Lungo Tevere dove</p>
<p>sorgeranno altri tre ponti. Il ponte &quot;Africa&quot;</p>
<p>che collocherà la stazione di Trastevere con</p>
<p>viale Africa a valle di ponte Sublicio -</p>
<p>pronto nel &#8217;40. Ha un &#8216;unica luce di 96 metri.</p>
<p>Il ponte &quot;San Paolo&quot; in prossimità della</p>
<p>Basilica che unirà Trastevere con la zona</p>
<p>dell&#8217; &quot;E. 42 &quot;. Avrà la campata centrale</p>
<p>apribile per le esigenze della navigazione.</p>
<p>Sarà attivato nel &#8217;40.</p>
</td>
<td valign="top" width="321">
<p>nuovamente la colonna delle autovetture</p>
<p>si snoda e si dirige su Ponte Milvio. Anche</p>
<p>qui, sulla sinistra del Tevere, dopo piazza</p>
<p>Cardinal Consalvi, è un cantiere fragoroso di</p>
<p>opere intense [...] Ponte 28 Ottobre. Il ponte</p>
<p>è a cinque arcate ed ha una lunghezza di m.</p>
<p>440 [..^Richiederà l'impiego di circa 160</p>
<p>mila giornate lavorative,[...]Il Duce, risalito</p>
<p>in automobile, procede ora attraverso ponte</p>
<p>Milvio per la zona del Foro Mussolini entra</p>
<p>in un vastissimo cantiere alle pendici di</p>
<p>Monte Mario coronate di eucalipti e di</p>
<p>giovani pini.[..]Si tratta di un monumentale</p>
<p>edificio che in circa 1200 ambienti distribuiti</p>
<p>in nove piani[-..] Alla visita alla Casa</p>
<p>Littoria [...] segue quella al ponte &quot;Duca</p>
<p>d&#8217;Aosta&quot; in via di ultimazione. Il ponte è</p>
<p>largo m.35, lungo 224, con una campata</p>
<p>centrale di 100 metri e due piccole campate</p>
<p>laterali ricadenti sulle golene di 22 metri</p>
<p>ciascuna. I quattro piloni terminali avranno</p>
<p>bassorilievi marmorei ispirati ad episodi</p>
<p>della gloriosa Terza Armata [...]&quot;Duce!</p>
<p>Questo ponte &#8211; voluto da Voi &#8211; ha dato</p>
<p>lavoro a 300 operai&quot;.[..,] E la corsa riprende</p>
<p>lungo il fiume, verso i lavori dei tre nuovi</p>
<p>ponti[...]il ponte d&#8217;Africa, a valle del ponte</p>
<p>Sublicio, che collegherà il Viale Africa con</p>
<p>la nuova stazione di Trastevere [..] sarà</p>
<p>ultimato entro il 1940.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Una così frequente concordanza, di cui ho citato soltanto alcuni</p>
<p>esempi più evidenti, fra note di diario e cronache di giornale, in tutte e</p>
<p>cinque le agende, potrebbe esser spiegabile con l&#8217;ipotesi della</p>
<p>&quot;autenticità postuma&quot;, cioè immaginando un Mussolini che scrive o</p>
<p>riscrive i suoi diari durante la seconda guerra mondiale, rinfrescandosi</p>
<p>la memoria e con la lettura dei giornali o utilizzandoli per ricostruire lo</p>
<p>svolgimento dei suoi viaggi e delle sue visite.</p>
<p>In questo caso, se fosse dimostrata la validità di questa ipotesi, ci</p>
<p>troveremmo di fronte alla realtà di un Mussolini il quale, per compilare</p>
<p>&quot;a posteriori&quot; le sue note, non solo si sarebbe avvalso ampiamente della</p>
<p>stampa dell&#8217;epoca, ma avrebbe addirittura commesso veri e propri plagi,</p>
<p>copiando o parafrasando le cronache dei giornali.</p>
<p>Tuttavia, neppure Fipotesi di un Mussolini plagiario, che dedica</p>
<p>tanto tempo a trascrivere dai giornali i suoi diari &quot;postumi&quot;, per quanto</p>
<p>sia in sé inverosimile, potrebbe essere una dimostrazione certa della loro</p>
<p>autenticità, perché, se anche si accettasse questa ipotesi, resterebbero</p>
<p>ancora inspiegabili altre numerose anomalie, delle quali saranno citati</p>
<p>alcuni esempi, così suddivisi;</p>
<p><b>1.</b> <b>Nomi errati ed errori grammaticali</b></p>
<p><b>2. Discordanze cronologiche</b></p>
<p><b>3. Incongruenze</b></p>
<p><b>4. Inesattezze</b></p>
<p><b><i>NOMI ERRATI ed ERRORI GRAMMATICALI</i></b></p>
<p>28 maggio 1935:</p>
<p>A proposito del conseguimento del brevetto di pilota del figlio Bruno si legge: “<i>L’istruttore maggiore <b>Testone</b></i>”. Tutti i giornali coevi, dando la notizia, scrivono Angelo <b>Tessore</b>, nome esatto confermato anche dal brano sul fratello Bruno di Vittorio Mussolini, che lo stesso duce cita nel libro <i>Parlo con Bruno</i>: “ebbe come istruttore il maggiore Tessore Angelo” (p.211)</p>
<p>4 giugno 1935 e 11 dicembre 1935:</p>
<p>“<b><i>Vansittard</i></b>” e “<b><i>Vansittar</i></b> <i>sottosegretario permanente al Foreign Office</i>” invece di Vansittart</p>
<p>3 dicembre 1935:</p>
<p>“<b><i>Edoardo </i></b><i>Ganna nuovo federale per l’Eritrea</i>”, invece di Leonardo.</p>
<p>7 marzo 1936:</p>
<p>“<i>Un fatto <b>eccezzionale</b></i>”.</p>
<p>22 ottobre 1936</p>
<p>Approva programma Maggio musicale (lo dice il “Messaggero” 23 ottobre) e cita “…<b><i>L’incarnazione</i></b><i> di Poppea, Monteverdi (non la conosco)</i>” invece di incoronazione.</p>
<p>24 giugno 1937:</p>
<p>“<i>Mario <b>Apelius</b></i>” invece di Appelius</p>
<p>25 agosto 1937</p>
<p>“<b><i>Canigatti</i></b>” invece di Canicatti.</p>
<p>26 settembre 1937:</p>
<p>“<b>Neubundeburg</b>” invece di Neuebrandenburg</p>
<p>4 dicembre 1937:</p>
<p>“<i>Il conte di <b>Moldano</b></i>” invece che Mordano.</p>
<p>21 febbraio 1938:</p>
<p>“<i>Hitler ha parlato a Berlino. Se <b>le presa</b> con Eden e Chamberlain”</i></p>
<p>3 luglio 1938:</p>
<p>“<i>Sono passati 20 anni da quando ho fatto il primo volo. Luglio 1918….Lo pilotava l’asso <b>Mario</b> Stoppani</i>” invece di Antonio.</p>
<p>1 aprile 1939:</p>
<p>“<i>Verso <b>Castello</b> Arnone</i>” invece di Cancello Arnone.</p>
<p>23 giugno 1939:</p>
<p>“<i>Sono a <b>Norciana</b> di Romagna</i>” invece di Morciano di Romagna.</p>
<p>20 settembre 1939:</p>
<p>“<i>i discorsi imprudenti di <b>Churcill</b></i>” invece di Churchill.</p>
<p>27 settembre 1939</p>
<p>“<i>il movimento popolare iniziato da Marx ed <b>Hegel</b> e seguito da Lenin</i>” invece di Engels</p>
<p>10 ottobre 1939:</p>
<p>“<i>E’ la terra dei grandi maestri: Marx, Hegel, <b>Niezsche</b></i>” invece di Nietzsche.</p>
<p>24 ottobre 1939</p>
<p>“<i>da Nietzsche alla “<b>Meriade</b>” di Federico Klopstock</i>” &#8211; invece di Messiade.</p>
<p>8 dicembre 1939: “<i>Gli altri? A parte qualche <b>eccezzione</b> sono quieti e fiduciosi”.</i></p>
<p>(1939) foglio sparso senza data: “<i>Adolf Hitler. Chi è costui? Un uomo <b>eccezzionale</b>”</i></p>
<p><i></i></p>
<p><i></i></p>
<p>2. <b><i>DISCORDANZE CRONOLOGICHE</i></b></p>
<p>2 aprile 1935:</p>
<p>“<i>Nel tardo pomeriggio apparizione teatrale del Marajà</i>”</p>
<p>“Il Popolo d’Italia” (“Roma, 2 notte. Ieri nel pomeriggio”) e il “Messaggero” (“Ieri l’altro nel pomeriggio il Duce ha ricevuto il Maharja”) del 3 aprile riferiscono che la visita è avvenuta il 1 aprile.</p>
<p>6 giugno 1935:</p>
<p>“<i>Ricevo….la professoressa Elisabetta Hazelton Haight</i>”.</p>
<p>La nota riproduce quasi letteralmente il comunicato pubblicato dalla stampa del 6 giugno, da cui risulta che la visita era avvenuta il 5 giugno.</p>
<p>12 luglio 1935:</p>
<p>“<i>Stamane ho firmato la convenzione consolare tra l’Italia e la repubblica polacca”</i></p>
<p>I giornali del 12 luglio scrivono, a proposito di questa notizia, “ieri”</p>
<p>19 luglio 1935:</p>
<p>“<i>Ieri Oppo è stato ricevuto (…) Oggi i piloti civili</i>”</p>
<p>“Il Popolo d’Italia” del 20 luglio scrive che Oppo è stato ricevuto il 19 e il “Messaggero” del 21 luglio scrive che i piloti furono ricevuti il 20 luglio.</p>
<p>23 luglio 1935:</p>
<p>“<i>Vado a Modigliana</i>”</p>
<p>I giornali danno la notizia il 23 ma si riferiscono al 22 luglio pomeriggio.</p>
<p>13 agosto 1935</p>
<p>“<i>La conferenza del Tripartito avrà luogo dopodomani 15 agosto</i>”</p>
<p>Nel suo diario, l’ambasciatore Pompeo Aloisi, che partecipò alla conferenza (Journal, Paris 1957, p.295), scrive che la conferenza iniziò alle 10,30 del 16 agosto.</p>
<p>6 settembre 1935:</p>
<p>“<i>Nella seduta del 5 sett. Aloisi ha ottenuto che il preciso e dettagliato piano italiano sia esaminato da un Comitato che dovrà riferire al Consiglio della SdN. Oggi il Consiglio ha iscritto la questione etiopica all’ordine del giorno”.</i></p>
<p>Le date non corrispondono con il diario di Aloisi, il quale scrive: “6 septembre….Nous continuons durant toute la matinée les tractations pour la nomination du Comité de SDN, qui examinera la question italo-éthiopienne. Je maintiens fermement mon point de vue: que l’Angleterre ne fasse pas partie du comité ed qu’il soit composé de petites nations….Ainsi, à la séance de 17 heures, le comité est crée. »</p>
<p>(<i>Journal</i>, pp.300-301)</p>
<p>7 ottobre 1935 :</p>
<p>“<i>Ho mandato una lettera al ministro Samuel Hoare tramite l’ambasciatore a Londra: Grandi</i>”.</p>
<p>La lettera era stata consegnata da Grandi a Hoare il 4 ottobre. </p>
<p>Mussolini ne parlò con Jules Sauerwein del “Paris-Soir” il 6 ottobre (cfr. <i>Opera Omnia</i>, XXXVII, p.XLI) e l’intervista fu pubblicata sul “Popolo d’Italia” il 7 ottobre: “Ho fatto rimettere a Sir Samuel Hoare….una lettera indirizzata al nostro ambasciatore a Londra”.</p>
<p>2 novembre 1936:</p>
<p>La descrizione della sequenza delle visite compiute a Milano, Pavia e altre località lombarde nei giorni del 2 e 3 novembre è del tutto in contrasto con la sequenza descritta dai giornali consultati. Per esempio, nel diario si dà per avvenuta il 2 novembre la visita a Lonato Pozzolo e agli stabilimenti della SIAI, che secondo il “Corriere della Sera” e altri quotidiani sarebbe invece avvenuta il giorno 3 novembre, al ritorno da Pavia, dove Mussolini effettivamente si recò il 3 novembre, come riferito nel diario. Il diario inoltre annota al 2 novembre la partenza in treno da Milano alle 19,30 sul treno presidenziale, per andare a Pavia, ma nel diario stesso si legge il 3 novembre “<i>Arrivo in macchina alle 9 in Piazza Dante a Pavia”</i>, mentre nella stampa risulta che la partenza in treno da Milano alle 19,30 riguarda il ritorno a Roma il giorno 3 novembre.</p>
<p>14 gennaio 1937:</p>
<p>“<i>Visita complessa della Giunta Direttiva dell’Associazione naz. Volontari di guerra. Il presidente Coselschi offre una statua di Cesare Augusto</i>”.</p>
<p>“Corriere della Sera”, “Il Messaggero” e il “Popolo d’Italia” del 13 gennaio scrivono che la visita è avvenuta il 12.</p>
<p>25 febbraio 1937</p>
<p>“<i>A Milano al Castello Sforzesco il cardinale Schuster ha pronunciato un discorso”</i></p>
<p>Il discorso è stato pronunciato il 26 ottobre come risulta dalla cronaca del “Corriere della Sera” e del “Popolo d’Italia”.</p>
<p>14 aprile 1939:</p>
<p>“<i>Oggi si è fatto un esperimento antiaereo qui a Roma</i>”</p>
<p>Nel “Messaggero” del 14 aprile si legge, con riferimento al 13 aprile: “Ieri mattina….Il Duce ha seguito tutto l’esperimento” dalle 10 alle 13.</p>
<p>3. <b><i>INCONGRUENZE</i></b><i>:</i></p>
<p>13 febbraio 1935:</p>
<p>“<i>Sono in incognito</i>” (ad uno spettacolo all’Augusteo)</p>
<p>Nel “Messaggero” del 14 febbraio si legge: “…in un altro palco il Duce…Al termine dell’inno coristi e pubblico rivolti verso il palco ove era il Duce, gli hanno tributato una calorosissima manifestazione prolungatasi per vari minuti”.</p>
<p>16 giugno 1935:</p>
<p>“<i>Le mie meditazioni vengono interrotte dalla visita dell’elegante e festaiolo Prezzolini”.</i></p>
<p>Prezzolini fu ricevuto il 15 giugno, come risulta dalla cronaca dei giornali e dalla consultazione del registro delle udienze, fatta dal dr. Bocca presso l’Archivio Centrale dello Stato; sembra inoltre strano che Prezzolini apparisse “festaiolo” al duce in quell’incontro, se in quella stessa occasione, come sappiamo da testimonianza dello stesso Prezzolini, questi diede a Mussolini la notizia della morte del figlio Alessandro: “ricordo – racconta Prezzolini nelle memorie – che non disse nulla, ma si tenne in piedi diritto, senza parlare per un minuto. Come se volesse commemorare mio figlio”. (Prezzolini, <i>L’italiano inutile</i>, Milano 1953, pp.181-182). Inoltre, sembra anche singolare questa unica, laconica e insignificante annotazione su un personaggio come Prezzolini, che aveva contato molto nella formazione e nell’attività giornalistica e politica di Mussolini, e del quale il duce parlò spesso con il suo biografo ufficiale (cfr.Yvon De Begnac, </p>
<p><i>Palazzo Venezia</i>, Roma 1950 e ld., <i>Taccuini mussoliniani</i>, Bologna 1990).</p>
<p>16 luglio 1935:</p>
<p>“<i>Visita del sig. Kaltenborn capo ufficio stampa della Colombia. Mi parla di Bogotà edificata a 1611 mt. sulla Cordigliera</i>”. 17 luglio: “<i>Confermo quanto dissi a Kaltenborn io peroro la causa di una estesa impresa coloniale sul territorio abissino piuttosto di una guerra di conquista.</i>”</p>
<p>Hans v.Kaltenborn incontrò effettivamente Mussolini nel 1935, e durante quest’ultimo colloquio parlò col duce della questione di Etiopia. (Cfr.H.v.Kaltenborn, <i>Fifty Faboulous Years</i>, 1900-1950, New York 1950, pp.194-195; ld., <i>It Seems Like Yesterday</i>, New York 1956, pp.60-61), ma l’incongruenza di questa annotazione sta nel fatto che Kalternborn non era capo dell’Ufficio stampa della Colombia intesta come lo Stato dell’America latina, come sembra intendere l’autore del diario, ma lo era della Columbia Broadcasting Corporation, come si legge anche nel comunicato dell’udienza pubblicato sui giornali, e quindi non si capisce perché avrebbe dovuto parlare al duce di Bogotà (che è a 2650 metri e non 1611).</p>
<p>10 novembre 1935:</p>
<p>“<i>Il re ha manifestato (sic!) il comando della spedizione della prossima avanzata a Badoglio togliendolo a De Bono. In tal modo si darebbe soddisfazione all’Esercito che potrebbe essere sottovalutato dal prestigio della Milizia, di cui De Bono ebbe il primo comando</i>”.</p>
<p>Mancano evidentemente alcune parole o un’intera frase.</p>
<p>4 dicembre 1935:</p>
<p>“<i>Ieri conversando con la mamma di Corridoni signora Enrichetta ricordammo la lettera che Filippo scrisse nel ’15: ‘Andiamo a combattere per la Francia invasa il Belgio martire e l’Inghilterra minacciata’. Oggi quelle nazioni immemori del sacrificio di tanti italiani per loro ci ricambiano ponendosi a livello della selvaggia Etiopia</i>”.</p>
<p>La lettera della signora Corridoni è citata con un commento quasi letteralmente simile a questa nota di diario, ne “La Tribuna” del 3 dicembre, ma nel giornale viene detto che la lettera fu citata durante l’incontro di Mussolini con madri e vedove dei caduti della Grande Guerra, avvenuto il 1° dicembre, di cui si parla nel diario del 1° dicembre, ma senza citare la madre di Corridoni. Fu nel discorso tenuto in quella occasione che Mussolini si espresse nel modo citato nel diario del 4 dicembre. Disse Mussolini nel discorso del 1° dicembre: “Non è senza emozione che ieri leggevo la lettera della madre di Filippo Corridoni, che ricordava il messaggio lanciato dal figlio, nell’atto di partire per il fronte, all’Unione sindacale milanese: ‘Andiamo a combattere per la Francia invasa, il Belgio martire e l’Inghilterra minacciata’. Ora quelli che noi abbiamo aiutati, congiurano contro l’Italia”.</p>
<p>12 marzo 1936:</p>
<p>&quot;<i>Visita di Ines e Wanda Oraziani consorte e figliola del generale — mi</i></p>
<p><i>portano in dono, un cimelio requisito a Neghelli. Due gentili e</i></p>
<p><i>graziose signore. &quot;</i></p>
<p>La visita, resa nota da un comunicato stampa, non fu casuale,</p>
<p>come sembra dalla nota del diario, ma avvenne per un motivo preciso,</p>
<p>come risulta dal telegramma di Mussolini a Rodolfo Oraziani del 12</p>
<p>marzo: &quot;Per tagliare corto alle stupide vociferazioni, appena ricevuto</p>
<p>vostro telegramma ho chiesto di vedere Vostra moglie e Vostra figlia,</p>
<p>che sono venute a Palazzo Venezia&quot; {<i>Opera Omnia</i> , XLII, p.144). E&#8217;</p>
<p>strano che nulla sia detto nel diario del motivo che aveva provocato la</p>
<p>visita ne del telegramma a Oraziani.</p>
<p>1 marzo 1938:</p>
<p>&quot;<i>Nelle mie udienze introducono uno strano personaggio si chiama</i></p>
<p><i>Coselschi offre opuscoli quaderni e volumi una quantità</i></p>
<p><i>impressionante e ingombrante. Tutto a sfondo antibolscevico</i>.&#8221;</p>
<p>Il duce conosceva bene Eugenio Coselschi e lo aveva ricevuto</p>
<p>altre volte, per esempio il 21 settembre 1935, come risulta dai giornali,</p>
<p>quando riferì al duce sul convegno d Montreaux, e ancora il 13</p>
<p>gennaio 1937, come è scritto in questo stesso diario.</p>
<p>30 marzo 1938</p>
<p>&quot;<i>Parlo al Senato dopo 13 anni di silenzio. 2 aprile del 1925</i>&quot;.</p>
<p>In realtà Mussolini, come capo del governo, aveva parlato in</p>
<p>molte occasioni al Senato dopo il 1925. Nel discorso del 30 marzo 1938, le sue parole furono: &quot;Sono esattamente passati tredici anni dal</p>
<p>giorno in cui &#8211; 2 aprile 1925 &#8211; io ebbi l&#8217;onore di parlare dinanzi a voi</p>
<p>su problemi di carattere militare.&quot; (<i>Opera Omnia</i>, XXIX, p.74).</p>
<p>23 luglio 193 8:</p>
<p>&quot;<i>Invio al Popolo d&#8217;Italia un articolo sulla questione della razza</i></p>
<p><i>argomento trascurato in passato ma di notevole importanza soprattutto</i></p>
<p><i>dopo la conquista dell&#8217;Impero.</i>&quot;</p>
<p>Nel diario di Giorgio Pini, alla data del 25 luglio 1938, si legge:</p>
<p>&quot;25 luglio&#8230; Chiama dalla Romagna&#8230;.Mi avverte che sarà diramata</p>
<p>una dichiarazione di studiosi razzisti, compiacendosi di rilevare fra loro</p>
<p>alcuni nomi noti. Aggiunge che manderà un suo corsivo sullo stesso</p>
<p>argomento&quot;. (G.Pini, <i>Filo diretto con Palazzo Venezia</i>, Rocca San</p>
<p>Casciano, 1950, p. 158)</p>
<p>11 novembre 1938:</p>
<p>&quot;<i>Consiglio dei ministri. Poco rilievo. Assemblea senza storia”</i></p>
<p>Singolare che venga definito di &quot;poco rilievo&quot; il Consiglio dei</p>
<p>ministri, che si era tenuto il 10 novembre e non FU, ed aveva</p>
<p>approvato su proposta del duce il decreto legge recante i</p>
<p>provvedimenti per la difesa della razza italiana, secondo le</p>
<p>deliberazioni del Gran Consiglio del 6 ottobre 1938.</p>
<p>1 agosto 1939:</p>
<p>&quot;<i>Mi considerano un nume un iddio un chi sa chi (o mi consideravano</i></p>
<p><i>o non mi hanno mai considerato tale &#8211; o mi hanno considerato</i></p>
<p><i>soltanto per quella insana e primordiale mania di adorare un <b>meticcio</b></i></p>
<p>[sic!] <i>qualunque</i>&quot;</p>
<p>Invece di <b>feticcio</b>, come sarebbe stato più logico nel contesto</p>
<p>della frase.</p>
<p>Il agosto 1939:</p>
<p>&quot;<i>un modesto funzionario del Foreign Office &#8211; certo Strang</i>&quot;.</p>
<p>William Strang era una delle principali personalità del Foreign</p>
<p>Office, inviato in quel periodo a Mosca con una delegazione inglese</p>
<p>per colloqui con Molotov; la sua attività a Mosca fu ampiamente</p>
<p>seguita e commentata dalla stampa italiana, con citazione del nome di</p>
<p>Strang nei titoli, e anche con la sua foto in alcuni quotidiani. Nel diario</p>
<p>si parla di Strang anche nella nota del 9 giugno.</p>
<p>16 agosto 1939:</p>
<p>&quot;<i>perché io inviai da Cavaliere una<b> reazione</b> </i><b>[sic!]</b><i> in Germania dove</i></p>
<p><i>era dimostrato etc.</i>&quot; invece di relazione.</p>
<p><b><i>INESATTEZZE</i></b></p>
<p>24 gennaio 1935:</p>
<p>La nota riporta la lista dei ministri e sottosegretari nominati il 24 gennaio</p>
<p>1935, ma ci sono numerose inesattezze:</p>
<p>Suvich era sottosegretario agli Esteri dal 20 luglio 1932</p>
<p>Buffarmi Guidi era sottosegretario agli Interni 1&#8242; 8 maggiol933</p>
<p>Lessona era sottosegretario alle Colonie dal 12 settembre 1929</p>
<p>Baistrocchi era sottosegretario alla Guerra dal 22 luglio 1933</p>
<p>Cavagnari era sottosegretario alla Marina dal 6 giugno 1933</p>
<p>Valle era sottosegretario ali&#8217;Aeronautica dal 6 novembre 1933</p>
<p>Thaon de Revei non fu nominato sottosegretario ma ministro delle</p>
<p>Finanze (mentre il sottosegretario nominato il 24 gennaio era Bianchini,</p>
<p>non citato nel diario)</p>
<p>16 maggio 1935:</p>
<p><i>“Il 17 maggio <b>del &#8217;29</b> parlavo al popolo di Firenze (ho buona memoria)</i>&#8221;</p>
<p>II discorso era del 1930 (<i>Opera Omnia</i>, XXIV, pp.235-236)</p>
<p>30 agosto 1935</p>
<p>&quot;<i>Battaglione alpini Edolo comandato dal leggendario <b>generale Sora</b></i>&quot;</p>
<p>Era il maggiore Gennaro Sora.</p>
<p>1 gennaio 1938;</p>
<p><i>&quot;Sono giunto al 1938 al <b>29 agosto</b> sono 55 anni che compio&quot;</i></p>
<p>Mussolini era nato il 29 luglio 188</p>
<p>2 febbraio 1939:</p>
<p><i>&quot;anzi del tutto innocuo è il ministro Solmi erudito giurista che mi</i></p>
<p><i>presenta la stesura del nuovo codice di procedura civile compiuto con la</i></p>
<p><i>collaborazione d&#8217;esperti della complessa materia. &quot;</i></p>
<p>Si trattava del progetto, non del testo compiuto.</p>
<p>9 marzo 1939</p>
<p><i>&quot;// 23 marzo sarà inaugurata la nuova Camera dei Fasci e delle</i></p>
<p><i>Corporazioni&#8230;i nuovi consiglieri nazionali (650 in numero totale)</i></p>
<p><i>sostituiscono i deputati. Difficile la scelta, numerosi gli aspiranti</i></p>
<p><i>[cancellato i candidati].&quot;</i></p>
<p>In realtà non erano previsti &quot;aspiranti&quot; perché alla nuova</p>
<p>Camera appartenevano automaticamente, in qualità di consiglieri</p>
<p>nazionali, i gerarchi del partito e dirigenti delle corporazioni in funzione</p>
<p>della loro carica, e per tutta la durata di questa.</p>
<p>Le varie anomalie sopra segnalate potrebbero essere spiegabili con</p>
<p>l&#8217;ipotesi della &quot;autenticità postuma&quot;, ma in tal caso ci si troverebbe di fronte</p>
<p>non solo ad un Mussolini plagiario, come nel caso della frequente</p>
<p>concordanza fra passi dei diari e articoli di giornale, ma anche di fronte ad</p>
<p>un Mussolini sgrammaticato, distratto, incongruente, smemorato, che cita a</p>
<p>memoria dati insignificanti ma omette frasi o sbaglia a scrivere nomi e date</p>
<p>importanti, compresa la sua stessa data di nascita.</p>
<p>Un&#8217;altra anomalia, più strana, è la nota del 18 dicembre 1937, dove è</p>
<p>scritto:</p>
<p><i>Un consigliere militare del Negus certo Konovaloff accusa un</i></p>
<p><i>giornale francese antifascista contro i comunisti rimasti in Italia, Si</i></p>
<p><i>rivolge alla morte di Gramsci che rimase pochissimo in carcere date</i></p>
<p><i>le sue condizioni di salute fu accolto in cliniche private. E&#8217; morto di</i></p>
<p><i>malattia non assassinato come accade spesso a generali funzionari di</i></p>
<p><i>partito e altre personalità comuniste che quando dissentono vengono</i></p>
<p><i>eliminati senza complimenti come è lo stile imposto da Stalin.</i></p>
<p><i></i></p>
<p>Questa nota contiene diversi errori e incongruenze. Innanzi tutto, non</p>
<p>vi è nessuna relazione fra Konovaloff e la morte Gramsci; inoltre, il giornale</p>
<p>citato non era francese ma era pubblicato negli Stati Uniti. Ciò risulta da</p>
<p>due fonti edite, attribuite allo stesso Mussolini. Infatti, sul &quot;Popolo d&#8217;Italia&quot;</p>
<p>del 31 dicembre 1937, è pubblicato un articolo non firmato col titolo</p>
<p>&quot;Konovaloff,&quot; dove è recensita con elogio l&#8217;edizione italiana del libro</p>
<p>dell&#8217;ex ufficiale zarista, che fu consigliere militare del Negus. Nello stesso</p>
<p>numero del &quot; Popolo d&#8217;Italia&quot;, appare un&#8217;altra nota non firmata, intitolata</p>
<p>&quot;Altarini&quot;, dove si parla del giornale antifascista di New York &quot;L&#8217;Adunata</p>
<p>dei refrattari&quot;, che riferisce di rivelazioni sul comportamento di Gramsci in</p>
<p>carcere:</p>
<p>La figura di Gramsci &#8211; si legge nell&#8217;articolo &#8211; esce liquidata da queste</p>
<p>rivelazioni. I comunisti hanno tentato di fame una specie di &quot;santo&quot;</p>
<p>del comunismo, una vittima del fascismo, mentre la realtà è che</p>
<p>Gramsci, dopo un breve periodo di permanenza nel reclusorio, ebbe la</p>
<p>concessione di vivere in cliniche semiprivate o completamente private.</p>
<p>Ed è morto di malattia, non di piombo, come succede ai generali, ai</p>
<p>diplomatici, ai gerarchi comunisti, quando dissentono &#8211; anche un poco</p>
<p>- da Stalin, e come sarebbe accaduto al Gramsci stesso se fosse andato</p>
<p>a Mosca.&quot;</p>
<p>Va fatto rilevare, a questo proposito, che l&#8217;accostamento del nome di</p>
<p>Konovaloff al nome di Gramsci, e il riferimento ad un &quot;giornale <b>parigino</b></p>
<p>[grassetto mio] antifascista&quot;, si trovano anche in un passo della biografìa di</p>
<p>G.Pini e D. Susmel, <i>Mussolini. L&#8217;uomo e L&#8217;oper</i>a, III, , Firenze 1955,</p>
<p>p.402:</p>
<p>&quot;Pubblicò [Mussolini] poi la recensione a un libro nel quale l&#8217;ex</p>
<p>colonnello zarista Konovaloff, già consigliere militare del negus,</p>
<p>illustrava il valore dei combattenti italiani nella guerra d&#8217;Etiopia. In</p>
<p>un corsivo intitolato &quot;Altarini&quot;, riportò certe accuse di un giornale</p>
<p>antifascista parigino contro dirigenti del comunismo clandestino in</p>
<p>Italia, e a proposito di Gramsci precisa che etc. [segue la citazione</p>
<p>sopra riportata].&quot;</p>
<p>Un&#8217;altra discordanza di date riguarda un episodio narrato nel diario</p>
<p>del 16 luglio 193 8:</p>
<p><i>La mia scuola a Forlimpopoli. Quanti ricordi. Ora è un edifìcio</i></p>
<p><i>vecchio direi anche sporco &#8211; confortevole &#8211; rimane del passato tutto</i></p>
<p><i>quanto allora era negativo. Gli stessi insegnanti sono cenciosi</i></p>
<p><i>rivelano l&#8217;immagine di una categoria di poveretti che non devono</i></p>
<p><i>avere. Voglio che l&#8217;edificio della vecchia scuola sia rifatto e rimesso</i></p>
<p><i>al passo dei tempi. Gli stessi maestri è bene che rivestano panni</i></p>
<p><i>dignitosi. E tutti coloro che rivestono pubblici impieghi devono avere</i></p>
<p><i>un aspetto gradevole ordinato che incuta dignità </i>[cancellato:</p>
<p><i>rispetto</i>}.</p>
<p>Secondo le memorie di Rachele Mussolini la visita alla scuola di</p>
<p>Forlimpopoli, seguita dall'idea di far vestire l'uniforme agli insegnanti,</p>
<p>sarebbe avvenuta nel 1931:</p>
<p>Qualche mese dopo -era il 1° ottobre 1931 - Benito irruppe</p>
<p>nella mia stanza con un telegramma in mano e mi disse: &quot;Diventiamo</p>
<p>vecchi, Rachele, siamo nonni ormai&quot;.[...j In una delle nostre visite</p>
<p>fatte in quell'anno in Romagna, perché Benito voleva sempre rendersi</p>
<p>conto delle necessità del suo paese, ci fermammo davanti alla sede</p>
<p>dell'istituto Magistrale di Forlimpopoli, dove mio marito aveva</p>
<p>compiuto parie dei suoi studi e si era diplomato maestro.(R.Mussolini,</p>
<p><i>La mia vita con Benito</i>, Milano 1948, p.109)</p>
<p>Un'altra curiosa anomalia è nella nota del 22 settembre 1939 dove è</p>
<p>ripetuta due volte la stessa frase, qui evidenziata in grassetto:</p>
<p><i>I francesi si vantano dei famosi Somma da 22 tonn. Mitragliatrice e</i></p>
<p><i>cannone da 47 mm. <b>Gli altri tipi pure fortemente corazzati</b>. <b>Gli altri</b></i></p>
<p><b><i>tipi pure fortemente corazzati.</i></b><i> I Somma hanno una corazza da 40</i></p>
<p><i>mm.</i></p>
<p>Ci sono, infine, fra le varie anomalie di questi diari, due evidenti</p>
<p>anacronismi. Uno è nella nota del 12 settembre 1939 dove è scritto &quot;<i>I carri</i></p>
<p><i>armati sono di tré tonnellate contro le 40 dei Tigre</i>&quot;, mentre i carri armati</p>
<p>tedeschi &quot;Tigre&quot; furono introdotti nel 1942.</p>
<p>Questo anacronismo, tuttavia, potrebbe essere spiegabile con l'ipotesi</p>
<p>della &quot;autenticità postuma&quot;: cioè immaginando che Mussolini, scrivendo o</p>
<p>riscrivendo concitatamente i suoi diari dopo il 1942, avrebbe potuto</p>
<p>retrodatare per distrazione l'adozione dei carri armati Tigre.</p>
<p>L'altro caso di anacronismo è nella nota dell'11 ottobre 1936, e si</p>
<p>riferisce ad un colloquio di Mussolini con Ottavio Dinale, figura che viene</p>
<p>varie volte citata in questi diari come intimo amico del duce:</p>
<p><i>La domenica è un giorno di quiete [...] Tuttavia viene un amico [....]</i></p>
<p><i>Bene, ecco l&#8217;amico, le sue polemiche e il tema della discussione. Una</i></p>
<p><i>mia recente lettura il volume &quot;Chataubriand&quot;</i>[sìc\]<i> di André Maurois.</i></p>
<p><i>L&#8217;amico è Dinale, l&#8217;intramontabile sapiente.</i></p>
<p>Questa nota del diario corrisponde a quanto scritto dallo stesso</p>
<p>Dinale, il quale così ha ricordato il suo colloquio col duce a proposito del</p>
<p>libro di Maurois:</p>
<p>Una bella domenica Mussolini mi mandò a chiamare, era l&#8217;ottobrata</p>
<p>romana. Era già primo Maresciallo dell&#8217;Impero.[...] La domenica</p>
<p>doveva essere una giornata tranquilla e serena. <i>Hai letto il</i></p>
<p><i>recentissimo volume &quot;Chataubriand&quot; </i>[sìc\'\<i>, di André Maurois?-</i></p>
<p>Guarda combinazione, l&#8217;ho letto in questi giorni. (O. Dinale, <i>Quaranta</i></p>
<p><i>anni di colloqui con lui</i>, Roma 1953, pp. 149).</p>
<p>La concordanza del ricordo di Dinale con il testo del diario potrebbe</p>
<p>essere considerata un elemento probante a favore della sua autenticità, ma</p>
<p>la data del colloquio, riportata nel diario, è errata. Infatti, il colloquio,</p>
<p>secondo il ricordo di Dinale, sarebbe avvenuto non nell&#8217;ottobre 1936, come</p>
<p>scritto nel diario, bensì nell&#8217;ottobre 1938, come risulta sia dal riferimento al</p>
<p>grado di Primo Maresciallo dell&#8217;Impero, istituito nel 1938, sia dalla</p>
<p>citazione del libro di Maurois su Chateaubriand, pubblicato nel 1938.</p>
<p>Anche in questo caso, l&#8217;anacronismo potrebbe essere spiegato con</p>
<p>l&#8217;ipotesi della &quot;autenticità postuma&quot;. Ma questa ipotesi non spiegherebbe</p>
<p>una singolare coincidenza fra il testo del diario e il testo di Dinale, cioè</p>
<p>l&#8217;identico errore di trascrizione del nome di Chateaubriand, che in entrambi</p>
<p>i testi è scritto &quot;Chat<b>au</b>briand&quot;.</p>
<p>Da questa coincidenza può nascere un&#8217;altra ipotesi: cioè, che il libro</p>
<p>di Dinale potrebbe essere una delle fonti usate dall&#8217;autore dei diari, il quale,</p>
<p>confondendo la data della proclamazione dell&#8217;impero (1936) con la data del</p>
<p>Primo Maresciallo dell&#8217;impero (1938), avrebbe annotato per errore il</p>
<p>colloquio sotto la data dell&#8217;11 ottobre 1936, lasciando immutata l&#8217;errata</p>
<p>trascrizione del nome dello scrittore francese.</p>
<p>In conclusione, in seguito ai risultati della mia indagine, sulla base</p>
<p>degli esempi e degli argomenti esposti &#8211; e in mancanza di altre</p>
<p>inconfutabili o più convincenti prove della effettiva autenticità dei diari</p>
<p>contenuti in queste agende &#8211; a mio avviso permangano fondati motivi per</p>
<p>dubitare che il loro autore sia stato Benito Mussolini,</p>
<h6></h6>
<p>Roma, 30 gennaio 2005</p>
<p>EMILIO GENTILE</p>
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		<title>Frattocchie 2.0</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 08:24:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi pomeriggio a Pesaro terrò una lezione sul Giornalismo partecipativo nell’ambito di “Frattocchie 2.0”. Oltre alla piacevole autoironia del titolo dei tre giorni di corso di formazione per quadri del Partito Democratico sono molto interessato a capire se i 150 iscritti sono interessati solo alla gestione della loro immagine in Rete o anche a maturare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Frattocchie2.0_926A/frattocchie20.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px auto 10px; display: block; float: none; border-top: 0px; border-right: 0px" title="frattocchie20" border="0" alt="frattocchie20" src="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Frattocchie2.0_926A/frattocchie20_thumb.png" width="373" height="154" /></a>Oggi pomeriggio a Pesaro terrò una lezione sul Giornalismo partecipativo nell’ambito di “Frattocchie 2.0”. Oltre alla piacevole autoironia del titolo dei tre giorni di corso di formazione per quadri del Partito Democratico sono molto interessato a capire se i 150 iscritti sono interessati solo alla gestione della loro immagine in Rete o anche a maturare strumenti per fare informazione negata. Chissà. Io parlerò come casi di scuola degli zapatisti e degli SMS spagnoli dopo la strage di Atocha.</p>
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		<title>Brevi-ario latinoamericano 6 – Fidel per la pace, torturatori in sciopero della fame in Argentina</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 22:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[Clima, energia, scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo numero: diga gigante in Brasile; Fidel Castro torna in pubblico; i torturatori argentini Von Wernich ed Etchecolatz vogliono fare i prigionieri politici; violenza contro le donne in Cile; Medellin violenta; aumenta la repressione in Honduras; incendi dolosi in Amazzonia e ainda mais. TORNA A PARLARE FIDEL – Dopo quattro anni Fidel Castro (foto) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Breviariolatinoamericano6_D0EF/fidelenlauniversidad10580x388.jpg"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="fidel-en-la-universidad-10-580x388" border="0" alt="fidel-en-la-universidad-10-580x388" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Breviariolatinoamericano6_D0EF/fidelenlauniversidad10580x388_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a> </p>
<p>In questo numero: diga gigante in Brasile; Fidel Castro torna in pubblico; i torturatori argentini Von Wernich ed Etchecolatz vogliono fare i prigionieri politici; violenza contro le donne in Cile; Medellin violenta; aumenta la repressione in Honduras; incendi dolosi in Amazzonia e ainda mais.</p>
<p> <span id="more-13690"></span>
<p>TORNA A PARLARE FIDEL – Dopo quattro anni Fidel Castro (foto) è tornato a parlare davanti ad una moltitudine di cubani. La più grande preoccupazione dell’ex presidente cubano è scongiurare una guerra nucleare in Iran.</p>
<p>IL DEVOTO DELLA SANTA MORTE – Sarebbe un culto diffuso nel nord dell’Argentina frutto di un sincretismo tra il cattolicesimo e religioni indigene. Marcelito Antelo, un assassino seriale di 22 anni, è stato arrestato nel quartiere di Flores a Buenos Aires perché, devoto alla Santa Morte, avrebbe ucciso almeno sei persone. Gli adepti di tale culto crederebbero che, con un omicidio a settimana, in genere di persone marginali, possono assicurare alle proprie famiglie sicurezza e prosperità. </p>
<p>IL CARDINALE E LA MINIERA – Ci ha pensato a lungo il Cardinale Francisco Javier Erráuriz di Santiago del Cile prima di tuonare: “non è possibile che una miniera non abbia una via alternativa di uscita”<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a> Meglio tardi che mai.</p>
<p>ENERGIA IDROELETTRICA IN BRASILE – A Belo Monte sul fiume Xingú si costruirà una delle cinque dighe più grandi al mondo. Secondo il governo Lula fornirà energia a 23 milioni di brasiliani ma secondo ambientalisti e comunità indigene avrà un pesante impatto ambientale e circa 12.000 persone appartenenti ai popoli indigeni Kayapó, Arara, Juruna, Araweté, Xikrin, Asurini, Parakanã e Tupa dovranno essere spostate.</p>
<p>VITA IN PERICOLO IN HONDURAS – Continuano le minacce alla vita del giornalista svedese Dick Emanuelsson, uno dei pochi euro-occidentali a risiedere in Honduras e a raccontare la repressione a partire dal golpe del 29 giugno 2009. Lo scorso 17 agosto Emanuelsson aveva rivelato dettagli sulla visita a Tegucigalpa di elementi dell’opposizione golpista venezuelana che si sono incontrati con l’ex-dittatore Roberto Micheletti. </p>
<p>&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Secondo il Premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel da quando Micheletti ha passato la mano a Porfilio Lobo le violazioni dei diritti umani sono aumentate del 45%.</p>
<p>AMAZZONIA IN PERICOLO – Greenpeace denuncia che in questo momento nel parco nazionale di Jamanxim nel Sud del Pará, in Brasile, con un’estensione di 1.3 milioni di ettari, sono in corso almeno 800 incendi, presumibilmente di natura dolosa, che dovrebbero fare spazio all’agroindustria e all’allevamento.</p>
<p>FERNANDO LUGO – Il presidente paraguayano Fernando Lugo ha superato in buone condizioni il secondo ciclo di chemioterapia per curare il cancro del quale è vittima. I suoi ritmi di lavoro, per quello che filtra dal governo di Asunción, sono praticamente normali.</p>
<p>COLPO ALL’ELN – Secondo l’esercito colombiano undici guerriglieri dell’Esercito di Liberazione Nazionale sarebbero caduti in un conflitto a fuoco nelle vicinanze del confine venezuelano.</p>
<p>GUERRA TRA BANDE A MEDELLIN – Parliamo sempre di Ciudad Juárez o di Caracas e siamo indotti a pensare che le cose in Colombia vadano meglio. Invece a Medellin, in Colombia, la città di 2.5 milioni di abitanti che fu di Pablo Escobar, siamo già arrivati a 1.427 morti nel corso del 2010 soprattutto in conflitti tra bande. La polizia metropolitana sostiene che almeno il 15% dei morti siano per risse per futili motivi e appena il 2.5% per rapina.</p>
<p>VIOLENZA CONTRO LE DONNE – Secondo l’unità specializzata del ministero degli interni cileno circa il 50% delle donne cilene dichiara di essere stata vittima di qualche forma di violenza da parte del proprio partner ma il 50% delle denunce viene successivamente ritirato. In compenso in caso di trattamento psicologico di uomini violenti meno del 20% tornerebbero a commettere violenze.</p>
<p>REPRESSORI IN SCIOPERO DELLA FAME – Due dei più sinistri violatori di diritti umani in Argentina, il sacerdote cattolico Christian Von Wernich e il comissario Miguel Etchecolatz, entrambi condannati all’ergastolo per sequestro, tortura e omicidio, si sono messi in sciopero della fame. Complici di Etchecolatz sarebbero anche i colpevoli della sparizione del muratore Jorge Julio López, testimone chiave del processo contro l’ex commissario e desaparecido dal settembre 2006. Tra i motivi della protesta ci sarebbe il tentativo di farsi riconoscere come prigionieri politici. Chissà che “El País” di Madrid o qualcuno dei nostri quotidiani non si commuova chiedendone la liberazione contro il perfido governo peronista di Cristina Fernández.</p>
<p align="right"><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/">Brevi-ario latinoamericano è su Giornalismo partecipativo</a>.</p>
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		<title>Tradate, bonus bebè solo agli italiani: “per conservare la cultura europea”</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 17:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizia con questo articolo una collaborazione importante con Redattore Sociale. Grazie al direttore Stefano Trasatti (gc). La memoria difensiva del comune varesino nell’appello contro la sentenza che ha dichiarato discriminatoria la sua misura, concessa solo ai minori con entrambi i genitori italiani. “E’ solo un incentivo contrastare calo demografico e invecchiamento”. MILANO &#8211; Il bonus [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Tradatebonusbebsoloagliitalianiperconser_1183A/razzisti.jpg"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="razzisti" border="0" alt="razzisti" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Tradatebonusbebsoloagliitalianiperconser_1183A/razzisti_thumb.jpg" width="491" height="240" /></a> </p>
<p><em>Inizia con questo articolo una collaborazione importante con <a href="http://www.redattoresociale.it" target="_blank">Redattore Sociale</a>. Grazie al direttore Stefano Trasatti (gc).</em></p>
<p>La memoria difensiva del comune varesino nell’appello contro la sentenza che ha dichiarato discriminatoria la sua misura, concessa solo ai minori con entrambi i genitori italiani. </p>
<p>“E’ solo un incentivo contrastare calo demografico e invecchiamento”.</p>
<p> <span id="more-13685"></span>
</p>
<p>MILANO &#8211; Il bonus bebé solo ai figli di italiani è un &quot;segnale di incoraggiamento al futuro della cultura europea&quot;: per il comune di Tradate, in provincia di Varese, l&#8217;assegno di 500 euro ai nuovi nati, purché papà e mamma siano entrambi italiani, serve a contrastare &quot;il forte tasso di calo demografico e l&#8217;invecchiamento&quot; della popolazione autoctona. Il rischio è che l&#8217;<i>homo europeus</i> scompaia: &quot;Lo spartiacque potrebbe addirittura essere superato nel 2015 quando i morti supereranno i neonati. Del tutto ovvio che alla morte dei popoli si accompagna, ineludibilmente, la morte delle rispettive culture&quot;. Sono queste le parole contenute nella memoria difensiva che i legali del comune hanno presentato al Tribunale di Milano per il ricorso in appello contro la sentenza del 26 luglio scorso (vedi lancio di Redattore Sociale), in cui la decisione della giunta leghista veniva bocciata perché &quot;discriminatoria&quot; nei confronti non solo di chi è figli di stranieri, ma anche di chi ha uno solo dei due genitori italiano e pertanto ha comunque la cittadinanza. L&#8217;udienza del ricorso è fissata per l&#8217;8 settembre 2010.</p>
<p>La storia del bonus bebé a Tradate inizia nel 2007, quando il Consiglio comunale decide di offrire un contributo di 500 euro ai nuovi nati di ogni anno, con la consegna dell&#8217;assegno ai genitori in occasione della Festa del bambino. Un contributo, però, che taglia fuori chi non ha entrambi i genitori italiani. Secondo l&#8217;Associazione studi giuridici sull&#8217;immigrazione, l&#8217;associazione Avvocati per niente e la cooperativa Farsi Prossimo, si tratta di una delibera che discrimina, che riserva un trattamento diverso solo sulla base dell&#8217;etnia e della nazionalità. Si rivolgono pertanto al Tribunale di Milano, che dà loro ragione.    <br />Il comune di Tradate non si è arreso, però. Il Consiglio comunale ha innanzitutto sospeso, durante l&#8217;assemblea del 29 luglio, il bonus bebé. E ha presentato il ricorso, in cui sostiene che il bonus bebé non è un &quot;intervento rientrante fra i servizi sociali assistenziali di natura obbligatoria, ma appartiene alla categoria degli &#8216;incentivi&#8217; collocata in ambito concettuale e giuridico tutt&#8217;affatto diverso ed altro rispetto ai servizi sociali obbligatori&quot;. In altri termini, il bonus non è un servizio che il comune deve fornire, se decide di farlo può darlo a chi crede meglio, in questo caso solo alle famiglie italiane per contrastare il calo demografico a fronte di un aumento della popolazione straniera.</p>
<p>Per gli avvocati della cooperativa Farsi Prossimo, le ragioni contenute nel ricorso dimostrano invece il contenuto discriminatorio del bonus bebé: &quot;Secondo il comune la tutela di detta cultura avviene non attraverso la diffusione delle idee &#8211; si legge nella memoria presentata dagli avvocati della cooperativa Farsi Prossimo-, bensì (anche) orientando le nascite dei soggetti che si presumono culturalmente più affini, in una competizione &#8216;quantitativa&#8217; con il gruppo culturale avverso: la nascita e il generare viene dunque piegato alla conservazione del gruppo culturale (della etnia, dunque), secondo un procedimento logico che, sia pure nel piccolo e nel ridicolo (ma dramma e farsa sono spesso contigui) è del tutto analogo a quello che ha animato i conflitti etnici del secolo scorso. Non sfuggirà dunque al Collegio <i>(giudicante, ndr)</i> la gravità di simili affermazioni e la loro assoluta incompatibilità con il nostro ordinamento (e con tutta ….la cultura giuridica occidentale)&quot;. (dp)</p>
<p>© Copyright Redattore Sociale <a title="http://www.redattoresociale.it/DettaglioNotizie.aspx?idNews=319101" href="http://www.redattoresociale.it/DettaglioNotizie.aspx?idNews=319101">http://www.redattoresociale.it/DettaglioNotizie.aspx?idNews=319101</a></p>
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		<title>Brevi-ario latinoamericano 5 – Ronde bolivariane, Isabel Allende svolta a destra, ad Haiti le truppe ONU uccidono</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
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		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera latinoamericana]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo numero: Ronde bolivariane, Isabel Allende svolta a destra, ad Haiti le truppe ONU assassinano sedicenne, ancora giornalisti ammazzati in Messico e Honduras e un nuovo massacro vicino Monterrey. Intanto in Argentina record di auto vendute e la Burger King diventa brasiliana. Sostituiranno l’hamburger con il baurù? TRUPPE DI PACE AD HAITI &#8211; Gérald [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Breviariolatinoamericano5Rondebolivarian_B057/bauru_trianon.jpg"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="bauru_trianon" border="0" alt="bauru_trianon" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Breviariolatinoamericano5Rondebolivarian_B057/bauru_trianon_thumb.jpg" width="244" height="145" /></a>In questo numero: Ronde bolivariane, Isabel Allende svolta a destra, ad Haiti le truppe ONU assassinano sedicenne, ancora giornalisti ammazzati in Messico e Honduras e un nuovo massacro vicino Monterrey. Intanto in Argentina record di auto vendute e la Burger King diventa brasiliana. Sostituiranno l’hamburger con il baurù?</p>
<p> <span id="more-13682"></span>
<p>TRUPPE DI PACE AD HAITI &#8211; Gérald Jean Gilles era un ragazzo di 16 anni. Il suo corpo è stato trovato impiccato, con evidenti segni di tortura, all’interno della base militare della MINUSTAH, la missione di pace delle Nazioni Uniti, dove lavorava. I maggiori sospetti si appuntano su due soldati nepalesi ma la famiglia di Gérald denuncia manovre dei vertici della Missione per impedire che sia fatta giustizia<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a></p>
<p>NON SPARATE SUL CRONISTA – Il grande Messico e il piccolo Honduras si contendono la palma per il maggior numero di giornalisti ammazzati nel 2010. Al momento la partita è 11 a 10 per il Messico ma l’Honduras di Pepe Lobo non desiste. Nel frattempo “Reporter senza Frontiere” ed “El País” di Madrid parlano di Cuba e Venezuela<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a></p>
<p>RONDE BOLIVARIANE – Chi conosce il Venezuela sa quanto indietro sia la soluzione del problema della violenza di strada per il governo bolivariano e se è in buona fede sa anche quanto ciò venga usato dalla propaganda contro Hugo Chávez. Ieri nello stato Zulia, ne ha parlato perfino il presidente, che in genere evita di disquisire su di un argomento di difficilissima soluzione e sul quale fin troppi sono stati i suoi silenzi.</p>
<p>&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Da qualche giorno, comunque, sono comparse nelle vie di Caracas una sorta di “ronde bolivariane”, disarmate e volontarie, dall’infausto (in italiano) nome di “milizie”. Hanno il compito di coadiuvare la polizia nella sicurezza di una delle città più violente del Continente. Sono circa 800 persone e, si pensi come la si pensi, tra i loro compiti non c’è cacciare extracomunitari<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a>&#160;</p>
<p>NUOVO MASSACRO IN MESSICO – Una vera e propria azione di guerra in un casale vicino Ciudad Mier nel Nuevo León, lo stato di Monterrey nel nord del Messico, ha lasciato sul campo i cadaveri di 27 presunti narcos. Non si parla di feriti o arresti ma nell’accampamento c’erano tre sequestrati e un vero e proprio arsenale. Dall’altra parte della barricata (ma quanto crediamo alla polizia messicana?) ci sono stati due feriti tra i militari. </p>
<p>BURGER KING BRASILIANA – La 3G, una finanziaria brasiliana capitanata da Jorge Paulo Lemann, ex-campione di tennis e uno dei più rampanti nuovi capitalisti del paese, ha investito 3.2 miliardi di dollari nell’acquisto di quote di Burger King, la seconda catena di cibo spazzatura al mondo. Chissà se sostituiranno l’hamburger con il baurù (foto)<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a></p>
<p>PIU’ AUTO IN ARGENTINA – L’economia va bene e aumentano le immatricolazioni di auto in Argentina. Più 31% rispetto all’agosto 2009. Intanto il Ministro degli Esteri Héctor Timerman si è riunito a La Paz col suo omologo David Choquehuanca. Nel G20 l’Argentina rappresenterà le istanze dell’unità latinoamericana e in particolare quelle della Bolivia.</p>
<p>ISABEL ALLENDE SVOLTA A DESTRA – La scrittrice Isabel Allende, figlia del fratello di Salvador Allende e autrice di grandi romanzi come “La casa degli spiriti”, ha vinto il Premio Nazionale di Letteratura in Cile. Il premio, storicamente controllato dalla politica, che la scrittrice non aveva mai vinto durante i vent’anni di governo della Concertazione, è giunto puntuale dopo una serie di dichiarazioni di apertura verso il governo di destra di Sebastián Piñera, che per la stampa sono una svolta di 180 gradi nelle idee politiche della Allende. Vicinissima a Michelle Bachelet e schierata con Eduardo Frei in campagna elettorale, l’avvicinamento era cominciato subito dopo l’elezione. Pochi mesi dopo la ricompensa.</p>
<p align="right"><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/">Brevi-ario latinoamericano è su Giornalismo partecipativo</a>.</p>
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		<title>Ma i precari storici non hanno necessariamente ragione</title>
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		<comments>http://www.gennarocarotenuto.it/13677-ma-i-precari-storici-non-hanno-necessariamente-ragione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:12:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola, università, ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[L’inadeguatezza e il cinismo di Mariastella Gelmini, con la sua dichiarazione di guerra di ieri e il dramma reale dei precari storici espulsi dal sistema a 40-50 anni spesso dopo 15 o 20 anni di insegnamento, non può occultare alcuni problemi storici nella selezione del corpo docente della nostra scuola pubblica. Va ricordato infatti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Maiprecaristoricinonhannonecessariamente_8F79/precari.jpg"><img style="margin: 0px 0px 10px 10px; display: inline; border-width: 0px;" title="precari" src="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Maiprecaristoricinonhannonecessariamente_8F79/precari_thumb.jpg" border="0" alt="precari" width="404" height="311" align="right" /></a> L’inadeguatezza e il cinismo di <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/13676-il-livore-di-mariastella-gelmini/" target="_blank">Mariastella Gelmini</a>, con la sua dichiarazione di guerra di ieri e il dramma reale dei precari storici espulsi dal sistema a 40-50 anni spesso dopo 15 o 20 anni di insegnamento, non può occultare alcuni problemi storici nella selezione del corpo docente della nostra scuola pubblica.</p>
<p>Va ricordato infatti che molti precari storici non hanno mai vinto un concorso (anche per la buona ragione che i concorsi non si fanno) e in parecchi casi non si sono neanche peritati di conseguire un’abilitazione, minimo livello indispensabile per pretendere di diventare di ruolo.</p>
<p><span id="more-13677"></span></p>
<p>Molti dei 200.000 precari sono meravigliosi insegnanti che andrebbero senz’altro premiati e immessi in ruolo, riparando ai danni pregressi del precariato sulle loro vite. Altri sono pessimi, seduti da sempre a fare danni soprattutto per inazione, convinti che il solo fatto di avere messo il loro grosso sedere su una cattedra scolastica dia loro diritto a star lì aspettando la pensione. Un paese serio troverebbe dei meccanismi seri per individuarli ed emarginarli mettendoli in condizione di non nuocere alle nuove generazioni.</p>
<p>Pur se questi ultimi sono sicuramente una minoranza, va detto che purtroppo hanno sempre avuto la pervicace solidarietà dei sindacati, in particolare della CISL, nella stolta convinzione che l’aver trovato a 20 anni un preside disposto a farti fare un’ora di supplenza significasse maturare un diritto inalienabile “al posto”, magari trent’anni dopo. Inoltre hanno avuto almeno la non belligeranza di qualunque governo di ogni colore, compreso quello Berlusconi ed inclusa la Gelmini, che blatera di merito ma opera scelleratamente tagli orizzontali che colpiscono più i giusti che i peccatori, più i giovani (30-40enni mica imberbi) che i vecchi.</p>
<p>Discriminare tra insegnanti validi e scarsi, discernere tra chi vale a scuola e chi non ha nulla di buono da dare, sarebbe un <strong>dovere di oggi</strong>, senza aspettare che il tempo faccia il proprio corso. Purtroppo men che alla Gelmini interessa discernere ai sindacati che rappresentano oggettivamente i clientes più anziani e sono disinteressati ai giovani che la tessera non ce l’hanno.</p>
<p>Con i numeri accumulatisi negli ultimi anni non esistono soluzioni con bacchetta magica. La Gelmini ha operato però per distruggere quel poco di buono che era stato fatto nel recente passato per discernere chi merita un lavoro nella scuola (sicuramente meno di 200.000 ma non possono essere così tanti gli espulsandi) e chi invece deve urgentemeùnte essere accompagnato alla porta perché dannoso per le nuove generazioni<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a> Se la Gelmini blatera di merito (ma poi la beccano a leggere il settimanale “Chi” in parlamento mentre si discute delle sue leggi) dovrebbe introdurre criteri valutativi e/o concorsuali, che se non possono necessariamente assorbire tutti quelli che negli ultimi decenni hanno fatto qualche supplenza a scuola devono scegliere in maniera razionale chi immettere e chi no.</p>
<p>La Gelmini ha per esempio chiuso le SSIS, viste come il fumo negli occhi dai precari storici e dai sindacati ma che avevano molti meriti nell’operare una selezione a monte del personale docente e obbligare tutti i laureati (in chimica come in diritto) a due anni di tirocinio e studio della didattica. La SSIS fu abolita con un tratto di penna anche perché i trentenni che in quella scuola venivano abilitati (spesso bravi ed entusiasti anche se le maglie potevano essere troppo larghe anche lì) avevano la colpa di scavalcare in graduatoria molti precari storici.</p>
<p>In questi anni sono state operate due sole forme di selezione. La prima è generazionale. Tutti i passi della Gelmini, a cominciare dalla chiusura delle SSIS, dicono ai giovani nati nella seconda metà degli anni ‘70 e nei primi anni ‘80 che devono cercarsi un altro mestiere perché il sistema prescinde da loro, indipendentemente dal loro merito, dalla loro predisposizione e dal loro entusiasmo.</p>
<p>L’altra selezione è stata operata andando dietro alle foie razziste della Lega impedendo incostituzionalmente ai docenti di scegliere la propria sede di lavoro andando dove il lavoro c’è. Ciò non significa non colpire gli assenteisti, quelli che si &#8220;ammalano&#8221; ogni volta che da Biella tornano a Bari per il fine settimana, che vanno bastonati e se legittimo espulsi dal sistema. Ma il sostenere qualsiasi legittimità ad una selezione degli insegnanti per appartenenza etnica alla tal tribù indigena della Val Brembana, così come vuole il clientelismo della Lega, è una delle ignominie dei nostri anni.</p>
<p>Per abbozzare una soluzione del problema ed operare dei tagli non orizzontali e che non calpestino diritti oggettivamente acquisiti a chi ha comunque dedicato molti anni alla scuola e non ha plausibili alternative occupazionali, bisognerebbe agire ora e con coraggio.</p>
<p>Si potrebbe sanare la situazione terribile di chi ha completato molti anni scolastici, almeno 15, senza essere entrato in ruolo e si potrebbero mettere in competizione i rimanenti con una formula che azzeri o quasi il valore del punteggio raccattato nel corso del tempo trascorso in aula ed esalti invece la preparazione e l’aggiornamento. In questo deve esistere un interesse nazionale che si prenda la responsabilità di immettere in ruolo un brillante 28enne e accompagni alla porta un mediocre 40-50enne.</p>
<p>In 12-18 mesi (forse in un altro paese), in tempo per l’anno scolastico 2012-2013, si potrebbe fare, trovando meccanismi il più possibile oggettivi e nazionali per scremare l&#8217;ingorgo che la Gelmini vuol sciogliere con la spada. A quel punto avremo suddiviso l’universo precario in quattro categorie diverse: 1) i sanati, selezionati per anzianità perché sarebbe troppo penalizzante escluderli. 2) i vincitori dei nuovi concorsi, quelli davvero bravi, che dovrebbero entrare in ruolo immediatamente e senza che i giovani siano penalizzati dall’attesa dell’assorbimento dei vecchi. 3) un piccolo bacino di idonei non vincitori utili alla normale copertura delle supplenze che sarebbero gli unici a restare ancora precari. 4) I bocciati: quelli che non avrebbero dovuto mai salire in cattedra e che l’attuale sistema, che la Gelmini non discerne, non avrebbe mai scartato se non per sfinimento.</p>
<p>Evidentemente la scuola è ben altro che il problema dell’accesso in ruolo degli insegnanti ma la maniera con la quale si fa cassa sulla pelle dei precari non può non essere affrontata. I migliori tra i giovani immessi, e chiudo con un’idea che va oltre il mero calcolo sul precariato, dovrebbero poter scegliere di andare nelle cento scuole più difficili d’Italia, da Scampia a Tor Bella Monaca, con progetti europei ad hoc, risorse economiche e premi stipendiali notevoli (nell’ordine del 30-50% in più).</p>
<p>In quelle scuole dovrebbero poter rimanere per un periodo limitato, un lustro o poco più ma necessariamente in anni giovanili e accedendo alle cattedre per l’eccellente curriculum di studi e non come premio alla carriera. Dopodiché o quell’equipe ha fatto in modo che quella scuola esca dal ranking del maggior disagio oppure quei docenti potranno e dovranno cambiar scuola senza più premi. Ma di tutto ciò le razionalizzazioni della Gelmini, che considerano merito andare a lavorare con i bravi ragazzi borghesi e penalizzano chi va in periferia a insegnare l’italiano ai figli degli immigrati, non vogliono sentir parlare.</p>
<p><em>Gennaro Carotenuto è stato docente responsabile dell’indirizzo linguistico-letterario della SSIS dell’Università di Macerata</em></p>
<p><strong>Leggi anche: </strong><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/13676-il-livore-di-mariastella-gelmini/"><strong>Il livore di Mariastella Gelmini</strong></a></p>
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		<title>Brevi-ario latinoamericano 4 – il primo transessuale a Cuba, attentato alla stampa a Sinaloa, milioni di pagine su Chávez</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 22:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo numero: import-export tra Argentina e Brasile, trans a Cuba, record di libri su Chávez, falsi positivi in Colombia, attentato a Sinaloa, milioni di pagine su Chávez, lo stato di Sao Paulo condannato per razzismo a scuola, l’uscita all’Avana del film sul primo trans a Cuba, golpe in arrivo nei Caraibi? INTEGRAZIONE LATINOAMERICANA – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/immagini/Breviariolatinoamericano4_DF57/port2_262.jpg"><img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="Mexico Drug War" border="0" alt="Mexico Drug War" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/immagini/Breviariolatinoamericano4_DF57/port2_262_thumb.jpg" width="324" height="244" /></a></p>
<p>In questo numero: import-export tra Argentina e Brasile, trans a Cuba, record di libri su Chávez, falsi positivi in Colombia, attentato a Sinaloa, milioni di pagine su Chávez, lo stato di Sao Paulo condannato per razzismo a scuola, l’uscita all’Avana del film sul primo trans a Cuba, golpe in arrivo nei Caraibi?</p>
</p>
<p> <span id="more-13663"></span>
</p>
<p>INTEGRAZIONE LATINOAMERICANA – L’import-export tra Argentina e Brasile ha segnato in agosto un nuovo record storico. L’export dall’Argentina è cresciuto del 35% in un anno mentre l’import, e a Buenos Aires comincia a preoccupare, cresce del 56% con un deficit di 436 milioni di dollari in un mese a favore di Brasilia<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a>&#160;</p>
<p>3133 LIBRI SU CHAVEZ &#8211; Lo storico Rafael Ramón Castellanos ha compilato una rassegna bibliografica di 3133 volumi scritti in tutto il mondo sul presidente venezuelano Hugo Chávez negli ultimi vent&#8217;anni<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a> Spiccano tre libri in giapponese, altri in arabo, cinese, lingue africane ed indigene americane. Castellanos sostiene che siano gli stessi libri scritti su Charles de Gaulle o Fidel Castro ma in un tempo molto più breve.</p>
<p>CELLULARI A CUBA &#8211; Nokia, AT&amp;T e Verizon chiedono con insistenza a Barack Obama la rottura dell’embargo per entrare nel mercato della telefonia mobile cubana. Dal 2008 non vi sono più restrizioni per i cubani a possedere un cellulare ma l’embargo impedisce che gli utenti siano più di 800.000, il numero più basso del continente. In testa Cile e Venezuela<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a></p>
<p>ANCORA FALSI POSITIVI IN COLOMBIA – Le tre figlie di José Orlando Giraldo, un contadino colombiano assassinato l’11 marzo dall’esercito e presentato come un guerrigliero morto in combattimento, vivono nascoste dal giorno nel quale hanno presentato una denuncia contro il capitano Manuel Antonio Pabón Jaimes, presunto assassino di Giraldo e che fu promosso per quell’omicidio a sangue freddo. Lo zio delle ragazze, fratello di José Orlando vive in esilio dopo essere stato colpito alla testa con una pallottola la mattina stessa nella quale avrebbe dovuto testimoniare contro gli assassini del fratello<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a></p>
<p>GOLPE NEL CARIBE? Il primo ministro del microstato caraibico San Vicente y las Granadinas, Ralph Gonsalves, ha denunciato con una lettera indirizzata alla comunità internazionale che Stati Uniti e Gran Bretagna starebbero cercando di rovesciare il suo governo.</p>
<p>RAZZISMO A SCUOLA IN BRASILE – La maestra mise in scena una storia nella quale un negro cattivo sequestrava dei bambini. Lui, un ragazzino nero di 7 anni del quartiere Ipiranga di San Paolo, dovette cambiare scuola ed ebbe a lungo gravi problemi. Oggi, otto anni dopo, un giudice gli ha concesso 20 milioni di real (circa 9 milioni di Euro) di indennizzazione per la violazione del diritto costituzionale a ricevere un’educazione non razzista.</p>
<p>LIBERTA’ DI STAMPA IN MESSICO &#8211; Almeno 60 colpi di fucile d’assalto sono stati sparati contro l’ingresso del quotidiano <em>Noroeste</em> (foto) di Mazatlán nello stato nord-occidentale di Sinaloa, in Messico. Sono 48 (più di uno al mese) i giornalisti assassinati da quando Felipe Calderón è presidente<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a></p>
<p>TRANS A CUBA – E’ uscito in tutti i cinema dell’isola il film documento “Nel corpo sbagliato”. E’ la storia di Mavi Susel, protagonista del primo intervento di cambio di sesso a Cuba il 22 maggio del 1988 che narra l’impreparazione della società cubana dell’epoca e la lunga lotta per far accettare la propria condizione. Più informazioni in un bel reportage di Dalia Acosta per <a href="http://www.ipsnoticias.net/nota.asp?idnews=96337" target="_blank">IPS</a>.</p>
<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/">Brevi-ario latinoamericano è su Giornalismo partecipativo</a>.</p>
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		<title>Il livore di Mariastella Gelmini</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 21:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola, università, ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più precari della scuola messi sul lastrico per colpa sua e di Giulio Tremonti sono in sciopero della fame, ma lei va a sciorinare il suo compitino che qualcuno le ha scritto. Sembra una bambola a molla. Le dai la corda è comincia a blaterale i suoi slogan, il merito, la riforma epocale, dobbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/img/IllivorediMariastellaGelmini_150D6/gelmini.jpg"><img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 10px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="gelmini" border="0" alt="gelmini" align="left" src="http://www.gennarocarotenuto.it/img/IllivorediMariastellaGelmini_150D6/gelmini_thumb.jpg" width="304" height="443" /></a> Sempre più precari della scuola messi sul lastrico per colpa sua e di Giulio Tremonti sono in sciopero della fame, ma lei va a sciorinare il suo compitino che qualcuno le ha scritto. </p>
<p>Sembra una bambola a molla. Le dai la corda è comincia a blaterale i suoi slogan, il merito, la riforma epocale, dobbiamo razionalizzare<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a></p>
<p>Ad incontrarli, come sarebbe istituzionalmente suo dovere, non ci pensa per niente. Si sottrae. Si sottrae a problemi che ritiene non siano i suoi, ai loro mutui, al loro affitti, alle loro vite truffate.</p>
<p> <span id="more-13676"></span>
<p>Del resto cosa gliene viene ad occuparsi di questa lunga fila di terroni del tutto estranei a lei, al suo mondo, a chi l’ha mandata in parlamento e a chi l’ha fatta, chissà perché, ministro.</p>
<p>Del resto è facile per lei trarre tornaconto da questa storia. Basta qualche editorialista a gettone per colpirli, Corriere, Sole… per bastonarle, ridicolizzarle, demonizzarle quelle vite sospese in attesa di una cattedra. </p>
<p>E basta qualche gioco di parole e qualche numero sballato che qualcun altro le ha scritto da ripetere senza contradditorio per far finta di avere ragione. </p>
<p>Una persona, mille persone, 89.000 persone perdono il lavoro per una scelta politica che qualcuno le ha imboccato e lei è solo capace di dire che “se protestano è perché sono strumentalizzati” e quindi non li riceverà<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a>&#160;</p>
<p>Del resto per interloquire con quei precari avrebbe bisogno di un Boncompagni che la imbecchi con l’auricolare come l’Ambra Angiolini minorenne di non è la RAI, anni ‘80. Ambra Angiolini, il suo modello. </p>
<p>Rifiuta di riceverli i precari della scuola in sciopero della fame Mariastella Gelmini. La verità è che non è alla loro altezza. Per cultura, curriculum, impegno, umanità<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a></p>
<p align="right"><strong>Leggi anche: </strong><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/13677-ma-i-precari-storici-non-hanno-necessariamente-ragione/"><strong>Ma i precari storici non hanno necessariamente ragione</strong></a></p>
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		<title>Catania, primo ateneo a numero chiuso</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 20:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola, università, ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quest&#8217;anno l&#8217;università di Catania può fregiarsi di un primato, quello di essere il primo &#34;ateneo a numero chiuso&#34;. Al di là di primati e statistiche, però, quello che risulta un dato certo è che 3000, dei più di 12.000 studenti che vorrebbero iniziare il loro percorso accademico nella città etnea, saranno costretti a spostarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p>Da quest&#8217;anno l&#8217;università di Catania può fregiarsi di un primato, quello di essere il primo &quot;<strong>ateneo a numero chiuso</strong>&quot;. Al di là di primati e statistiche, però, quello che risulta un dato certo è che 3000, dei più di 12.000 studenti che vorrebbero iniziare il loro percorso accademico nella città etnea, saranno costretti a spostarsi altrove. Mentre in tutti gli atenei si svolgono i test d&#8217;ingresso alle facoltà a numero chiuso, la notizia era sfuggita a molti: un caso unico in Italia che sembra rappresentare <strong>un&#8217;ulteriore dimostrazione dello stato di crisi dell&#8217;università italiana</strong>.</p>
<p> <span id="more-13680"></span>
</p>
<p>Medicina, Architettura, Farmacia e Scienze della Formazione sono in tutta Italia a numero chiuso, mentre per quanto riguarda le altre facoltà, alcuni atenei hanno deciso di mettere uno sbarramento alle immatricolazioni anche ad altri corsi di laurea. <strong>Catania ha fatto, però, una scelta radicale visto che tutte le dodici facoltà dell&#8217;ateneo sono a numero chiuso</strong>. Pertanto anche gli studenti che vorranno iscriversi alle facoltà di Agraria, Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Scienze politiche e Lingue e Letterature straniere, che fino allo scorso anno erano aperte a tutti, in questi giorni sono costretti a fare i test d&#8217;ingresso.</p>
<p>«Non è una scelta dell&#8217;università di Catania, &#8211; dichiara il professore Giuseppe Cozzo, delegato alla didattica dell&#8217;ateneo catanese, &#8211; <strong>noi abbiamo rispettato solo la legge</strong> che dice che bisogna avere risorse adeguate al numero degli studenti. È stata una scelta obbligata. <strong>Non possiamo dare spazio ad una domanda che superi le risorse a disposizione</strong>, senza numero chiuso rischiavamo di mettere in crisi il sistema. Se un corso di laurea procede con dei numeri superiori alle risorse si rischia di perdere il valore legale del corso perché non si rispettano i requisiti di legge. Dove non hanno previsto il numero chiuso vuol dire che avevano risorse adeguate per ospitare una certa domanda, tutti gli iscritti.»</p>
<p>Gli studenti che in questi giorni svolgeranno i test a Catania sono <strong>12.263</strong>, ma con soltanto <strong>9270</strong> posti disponibili quasi <strong>3000 studenti saranno costretti a rinunciare ad iscriversi all&#8217;università</strong> o cambiare la propria destinazione. Guardando i dati delle singole facoltà colpiscono alcuni casi: a Odontoiatria, dove per i 23 posti disponibili, partecipano ai test 1023 aspiranti matricole; a Medicina su 2897 iscritti ai test solo 300 potranno iniziare gli studi. Se la facoltà di Medicina è una &quot;veterana&quot; del numero chiuso, tra le nuove facoltà che hanno posto lo sbarramento alle iscrizioni si possono segnalare Economia e Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dove circa la metà delle aspiranti matricole resteranno tagliate fuori. Più rosea la situazione a Giurisprudenza, dove saranno &quot;solo&quot; in 1582 a contendersi i 1250 posti disponibili, mentre saranno felici i 391 futuri studenti di Agraria, tutti con la certezza di potersi iscrivere visto che i posti a disposizione sono 450.</p>
<p>Che la situazione di Catania sia un segnale verso la <strong>fine di una &quot;università per tutti&quot;</strong> e che si ritorni ad una &quot;università per pochi&quot; come in passato? Il tema è suggestivo, ma il professore Cozzo pensa che il numero chiuso nasca da una situazione più generale: «Il sistema in Italia è in crisi, o si investe o si chiude. Con questi indirizzi l&#8217;università in Italia è destinata a morire. Ci sono già università in grosse difficoltà, Catania nei prossimi anni potrebbe avere un budget sufficiente solo per gli stipendi dei dipendenti e niente per il resto. Gli investimenti sono stati tagliati, più tagli meno posti per gli studenti. Il numero chiuso è solo una conseguenza di indirizzi nazionali più ampi».    <br />Le dichiarazioni del professor Giuseppe Cozzo sono state raccolte da Roberto Sammito</p>
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		<title>Brevi-ario latinoamericano 3 – Rivoluzione mediatica in Argentina. mariuhana libera in California?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
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		<category><![CDATA[Disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera latinoamericana]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo numero: la nuova legge sui media in Argentina è in vigore; l’Uruguay torna un paese di immigrazione; il silenzio sui mapuche e le prime pagine per il caso Brito; corruzione in Brasile, i latinos per il referendum sulla liberalizzazione della mariuhana in California (foto). ARGENTINA, IN VIGORE LA LEGGE CONTRO IL LATIFONDO MEDIATICO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/immagini/Breviariolat.mariuhanaliberainCalifornia_DE49/TS44129.jpg"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 10px 10px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="TS44129" border="0" alt="TS44129" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/immagini/Breviariolat.mariuhanaliberainCalifornia_DE49/TS44129_thumb.jpg" width="244" height="233" /></a> In questo numero: la nuova legge sui media in Argentina è in vigore; l’Uruguay torna un paese di immigrazione; il silenzio sui mapuche e le prime pagine per il caso Brito; corruzione in Brasile, i latinos per il referendum sulla liberalizzazione della mariuhana in California (foto).</p>
<p> <span id="more-13662"></span>
<p>ARGENTINA, IN VIGORE LA LEGGE CONTRO IL LATIFONDO MEDIATICO &#8211; E&#8217; in vigore la legge argentina sui media che limita i monopoli nell&#8217;informazione. Entro un anno il settore privato avrà solo un terzo dei media, un terzo sarà per il pubblico e un terzo per il no profit. </p>
<p>MATO GROSSO CORROTTO A Dourados, una città di 200.000 abitanti nel Mato Grosso del Sud, in Amazzonia, è stata arrestata per corruzione l&#8217;intera giunta comunale, moglie del sindaco compresa, per un totale di 27 persone. Il sindaco Artuzi si era fatto una IVA personale e pretendeva il 10% su qualunque contratto pubblico. </p>
<p>NECROFILIA IN VENEZUELA &#8211; La morte di Franklin Brito, un coltivatore in sciopero della fame contro un esproprio contestato di 299 ettari di terra, è già diventato il principale argomento dell&#8217;opposizione e dei media mainstream nella campagna elettorale in corso contro il governo Chávez. Contro Chávez (nonostante la storia sia controversa) spazio si trova sempre.</p>
<p>SILENZIO SUI MAPUCHE (<a href="http://www.gennarocarotenuto.it/13659-marcia-di-solidarieta-con-i-mapuche/" target="_blank">video</a>) &#8211; I 33 prigionieri politici mapuche in Cile, contro i quali vengono applicate le leggi antiterroriste di AugustoPinochet e tra i quali vi sono i due minorenni Luis Marileo Cariqueo e José Ñirripil Perez, in sciopero della fame da 53 giorni, continuano a non vedere sui grandi media neanche una parola scritta sulle violazioni dei diritti umani che subiscono. Tre di loro sono in condizioni critiche ma brilla il silenzio di El País di Madrid che in 53 giorni non ha speso una sola riga sul tema. </p>
<p>URUGUAY DA VIVERE &#8211; Dopo 44 anni di dittatura fondomonetarista e poi di notte neoliberale, per la prima volta nel 2010 l&#8217;Uruguay torna ad avere un saldo positivo tra emigrazione e immigrazione come era accaduto nel primo secolo e mezzo della sua storia. Nel 2010 sono circa 20 persone al giorno quelle che chiedono (e ottengono) un permesso di soggiorno in uno dei paesi più vivibili del pianeta. </p>
<p>FUMO LIBERO IN CALIFORNIA? Il 19 novembre si vota la liberalizzazione della cannabis in California. Secondo Antonio González, uno dei principali esponenti della comunità latina nello stato, la liberalizzazione abbasserebbe i guadagni dei narcos del 60% e si genererebbero entrate fiscali per un miliardo di dollari.Il mercato della mariuhana vale 14 miliardi l’anno in California<a href="http://www.gennarocarotenuto.it" target="_blank">.</a></p>
<p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/">Brevi-ario latinoamericano è su Giornalismo partecipativo</a>.</p>
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		<title>Marcia di solidarietà con i Mapuche</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[Videoblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it Non ci sono Parole chiave.]]></description>
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		<item>
		<title>Test d’ingresso, la demagogia padana di Severgnini</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 08:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola, università, ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sento offeso, se non calunniato, dall’editoriale di Beppe Severgnini sui test d’ingresso che è un trogolo di banalità e demagogia d’accatto in salsa padana. Negli ultimi anni ho partecipato a molte commissioni per selezionare l’ammissione di studenti sia a scuole di alti studi che alla SSIS. Ho inoltre partecipato a veri esami finali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p>Mi sento offeso, se non calunniato, dall’editoriale di <a href="http://www.corriere.it/editoriali/10_settembre_02/lotteria-dei-test-editoriale-severgnini_11c725cc-b652-11df-83d3-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Beppe Severgnini</a> sui test d’ingresso che è un trogolo di banalità e demagogia d’accatto in salsa padana. </p>
<p> <span id="more-13656"></span>
<p>Negli ultimi anni ho partecipato a molte commissioni per selezionare l’ammissione di studenti sia a scuole di alti studi che alla SSIS. Ho inoltre partecipato a veri esami finali e in almeno tre casi ho presieduto tali commissioni con non indifferenti responsabilità civili e penali. L’ho fatto sempre con l’estrema serietà e MAI, signor Severgnini tali esami, pur perfettibili, sono stati orientati a favorire questo o quello e le sue supposizioni sono diffamatorie.</p>
<p>Il problema semmai è stato spesso un altro. Tali test, tali esami di ammissione, purtroppo, non si possono permettere di selezionare i migliori ma, nella migliore delle ipotesi, di scartare i peggiori. E i peggiori da salvare per far numero purtroppo sono tanti.</p>
<p>Infatti nella scuola e università italiana, dove si disinveste da ben prima della Gelmini e gli studenti devono essere considerati clienti, i posti vanno tutti coperti anche se non ci sono candidati meritevoli a sufficienza. </p>
<p>Altro che domande astruse! Forse non è indispensabile sapere come è morto Gandhi per fare l’oculista ma perché ragazzi che hanno fatto la maturità da tre mesi sembrano non avere alcuna cognizione di un bagaglio culturale che dovrebbero avere acquisito tanto da considerare astrusa anche la più ovvia delle domande? </p>
<p>Da questo punto di vista Severgnini guarda il dito perché non ha voglia di vedere la luna. Qualche anno fa avemmo parecchie noie ministeriali perché in un esame di ammissione decidemmo che non potevamo ammettere gli insufficienti (persone che avevano ottenuto meno di 18/30 nelle varie prove) e lasciammo qualche posto scoperto. A ognuno di quei posti lasciati scoperti, perché i meritevoli non erano sufficienti, corrispondevano circa 2.000 Euro di tasse non pagate e questo era considerato addirittura sovversivo. </p>
<p>Inoltre Severgnini non manca di buttar lì (malignamente) l’argomento per il quale i voti della maturità non possono essere utilizzati perché in alcune scuole (infratesto: quelle del Sud) i voti li regalano. A parte il fatto che andrebbe dimostrato caso per caso che un “cento” non sia meritato (e comunque se non è cento corrisponderà a 95, non a 70), altrimenti vorrebbe dire che per Severgnini e Salvini di default uno studente meridionale è geneticamente peggiore di uno settentrionale, tale argomento è un ribaltamento di quello utilizzato da destra e sinistra prima che una serie di diffamanti menzogne leghiste e gelminiane stravolgessero le cose. </p>
<p>Il sindaco di Milano (non di Enna) Letizia Moratti, quando era ministro, abolì le commissioni esterne agli esami di maturità proprio per favorire le scuole private (da Domodossola a Lampedusa) dove in genere si rifugiavano molti ciucci danarosi bocciati nel sistema pubblico. Questi venivano portati fino in quinta superiore con voti inventati (il vero sei politico sessantottino era lì, per chi pagava) e poi venivano riportati sul pianeta terra dalle in genere dure commissioni esterne per le quali i voti non erano comprabili. Inoltre si metta d’accordo Severgnini, è a favore o contro il valore legale del titolo di studio?&#160; Se è contro, evidentemente il titolo di studio non può essere considerato, se è a favore chieda alla Moratti come mai ha abolito le commissioni esterne alla maturità. Si stravolge come sempre la realtà e non certo per favorire gli studenti meridionali.</p>
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		<title>Brevi-ario latinoamericano 2, Piñera e i minatori, Riforma agraria in Brasile, lunga vita a Cuba, inferno nelle carceri venezuelane, l’amico di Silvio è un assassino</title>
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		<comments>http://www.gennarocarotenuto.it/13648-brevi-ario-latinoamericano-2-piera-e-i-minatori-riforma-agraria-in-brasile-lunga-vita-a-cuba-inferno-nelle-carceri-venezuelane-lamico-di-silvio-un-assassino/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 22:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[America latina]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo numero: come il presidente cileno Sebastían Piñera (nella foto) guadagna consenso dai minatori in Cile, la lunga vita dei cubani, i salari in Uruguay che crescono, l’amico di Berlusconi, il presidente panamegno Ricardo Martinelli, è un assassino, la Resistenza in Honduras non si arrende, l&#8217;Ecuador pacifista di Rafael Correa. RIFORMA AGRARIA IN BRASILE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Breviariolatinoamericano2Pieraeiminatori_129A4/pinera5_0.jpg"><img style="margin: 0px 10px 10px 0px; display: inline; border: 0px;" title="pinera5_0" src="http://www.gennarocarotenuto.it/img/Breviariolatinoamericano2Pieraeiminatori_129A4/pinera5_0_thumb.jpg" border="0" alt="pinera5_0" width="413" height="248" align="left" /></a> In questo numero: come il presidente cileno Sebastían Piñera (nella foto) guadagna consenso dai minatori in Cile, la lunga vita dei cubani, i salari in Uruguay che crescono, l’amico di Berlusconi, il presidente panamegno Ricardo Martinelli, è un assassino, la Resistenza in Honduras non si arrende, l&#8217;Ecuador pacifista di Rafael Correa.</p>
<p><span id="more-13648"></span></p>
<p>RIFORMA AGRARIA IN BRASILE &#8211; La giustizia brasiliana ha espropriato un&#8217;area di 92.000 ettari nello stato di Sao Paulo al termine di un processo durato ben 50 anni. Questi terreni, molto fertili, potranno adesso essere redistribuiti tra i contadini senza terra.</p>
<p>LUNGA VITA A CUBA &#8211; Nonostante i vantaggi dell&#8217;essere un paese povero e dittatoriale, Cuba sembra avere molti dei problemi delle società ricche e democratiche, in particolare una bassissima mortalità in tutte le classi d&#8217;età. Secondo le Nazioni Unite nel 2025 Cuba avrà superato l&#8217;Uruguay come paese più vecchio del Continente.</p>
<p>CRESCONO I SALARI IN URUGUAY &#8211; Erano sballate le previsioni sulla crescita economica dell&#8217;Uruguay di Pepe Mujica nel 2010. Si prevedeva il 4.5 e invece la crescita sarà del 6.5%. Negli ultimi dodici mesi il salario reale è cresciuto del 3.2%.</p>
<p>INFERNO CARCERI IN VENEZUELA &#8211; Apparentemente la Rivoluzione bolivariana si ferma sulle porte delle prigioni. Solo nel primo semestre del 2010 sono morti in carcere 221 detenuti, il 57% dei quali uccisi da colpi di arma da fuoco, il 15% da arma bianca. Il resto è suddiviso tra suicidi, infarti, AIDS e altre malattie. In Venezuela sono in carcere circa 46.000 persone delle quali solo un quarto ha una condanna definitiva. A ben guardare (a parte i morti ammazzati) non peggio che in Italia.</p>
<p>RIMESSE IN MESSICO &#8211; Nel mese di luglio le rimesse di emigranti messicani sono arrivate a 1.87 miliardi di dollari. Le rimesse competono con il petrolio e il narco come prime fonti d&#8217;ingresso del paese superando largamente il turismo. Neoliberismo reale per un paese in via di sottosviluppo.</p>
<p>PANAMA, REPRESSIONE E MORTE &#8211; Una commissione internazionale ha accertato che il governo di Ricardo Martinelli (secondo solo a Muammar Gheddafi e Vladimir Putin per amicizia con Silvio Berlusconi) si è macchiato della morte di almeno cinque manifestanti che protestavano contro la Legge 30, che limita fortemente il diritto di sciopero nel paese del Canale.</p>
<p>RESISTENZA IN <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/categorie/america-latina/honduras-america-latina/" target="_blank">HONDURAS</a> &#8211; Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare in Honduras ha dichiarato di aver raggiunto un milione di firme per chiedere un&#8217;Assemblea costituente. L&#8217;impedire tale assemblea fu all&#8217;origine del golpe del 29 giugno 2009 condotto dal dittatore di Bergamo Alta, Roberto Micheletti, che depose il legittimo Manuel Zelaya.</p>
<p>FOSSE COMUNI IN COLOMBIA &#8211; Iván Cepeda del Polo Democratico Alternativo ha presentato al parlamento di Bogotà un rapporto su tre fosse comuni trovate nei dipartimenti di Meta e Guaviare dove sono stati censiti 1.632 corpi di persone assassinate dall’esercito e spacciati per guerriglieri.</p>
<p>L&#8217;ECUADOR PACIFISTA &#8211; Il Ministero della difesa dell&#8217;Ecuador ha comunicato di aver distrutto 268.000 mine antiuomo. Nel 1995 circa 5000 mine erano state collocate alla frontiera col Perù per essere sminate solo nel dicembre 2009. Con la distruzione delle riserve l&#8217;Ecuador di fatto non possiede più questo tipo di armamento.</p>
<p>CILE, I MINATORI FANNO CONSENSO &#8211; Il presidente Sebastián Piñera (foto) non si allontana un attimo dal pozzo dove sono sepolti i 33 minatori vicino Copiapó. Ha scoperto che è molto meglio che restare alla Moneda. Nel giro di pochi giorni, spesi stando lì senza governare, il suo consenso è passato dal 46 al 56%. Ancor meglio va al ministro delle miniere Laurence Golborne che a luglio solo il 16% dei cileni sapeva nominare e oggi, solo per presidiare la zona, ha la stima del 91% della popolazione.</p>
<p>CIUDAD JUAREZ, Siamo arrivati a 2000 morti ammazzati in strada nel 2010 a Juárez, una città grande come Torino. Peggio di Baghdad, Kabul, Mogadiscio. Un <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/13382-ciudad-jurez-viaggio-al-termine-del-neoliberismo/" target="_blank">viaggio al termine del neoliberismo</a>.</p>
<p><a href="../" target="_blank">Brevi-ario latinoamericano è su Giornalismo partecipativo</a>.</p>
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</div>]]></content:encoded>
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		<title>Unicredit e Borriello, favore a chi?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 06:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Improvvisamente, a pochi secondi dalla fine del calciomercato, per la superindebitata Roma saltano fuori una trentacinquina di milioni di Euro in fidejussioni o strumenti bancari equivalenti per comprare il cartellino e pagare il lauto stipendio di Marco Borriello, centravanti in esubero del Milan. Quindici li garantisce ora Unicredit (di fatto padrona della Roma), per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/img/UnicrediteBorriellofavoreachi_7BAD/borriello.jpg"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 0px 10px 10px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="borriello" border="0" alt="borriello" align="right" src="http://www.gennarocarotenuto.it/img/UnicrediteBorriellofavoreachi_7BAD/borriello_thumb.jpg" width="147" height="199" /></a> Improvvisamente, a pochi secondi dalla fine del calciomercato, per la superindebitata Roma saltano fuori una trentacinquina di milioni di Euro in fidejussioni o strumenti bancari equivalenti per comprare il cartellino e pagare il lauto stipendio di Marco Borriello, centravanti in esubero del Milan. </p>
<p>Quindici li garantisce ora Unicredit (di fatto padrona della Roma), per il resto si vedrà. Una domanda sorge però spontanea. L’Unicredit il favore lo ha fatto alla Roma o lo ha fatto al (presidente del) Milan che altrimenti non avrebbe potuto comprare (elettoralmente) Robinho?</p>
<p> <span id="more-13644"></span>
<p>PS Però che gusto un altro NO ai gobbi… e il pacco di Rinaudo a sei milioni?</p>
<p>PS2 Sembra che la feccia padana sia offesissima con Silvio Berlusconi per l’acquisto dello zingaro Zlatan Ibrahimovic</p>
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